
Allora, diciamocelo subito: la Pasqua è un po' come l'ultimo atto di una commedia lunghissima. Un'opera teatrale dove tutti hanno un ruolo, più o meno. C'è chi si impegna tantissimo, chi un po' meno. E poi ci sono io. Ecco, forse il mio ruolo è quello dello spettatore che sbadiglia.
Partiamo dagli addobbi. Oh, per carità, belli sono belli. Soprattutto quando li fanno gli altri. Io, ammetto, ho una certa difficoltà a trasformarmi in fioraio provetto. Tra l'altro, diciamocelo sottovoce, ma tutte quelle foglie verdi un po' mi ricordano... insalata. Un'insalata gigantesca piazzata in chiesa. Originale, no?
L'Altare: Un Palcoscenico di Fede (e Fiori)
E poi c'è l'altare. Il centro nevralgico di tutta la faccenda. Un palcoscenico dove si celebra qualcosa di importantissimo, ovviamente. Ma anche un luogo dove, per qualche strano motivo, si accumulano un sacco di cose. Fiori, tovaglie ricamate, candele... sembra quasi una competizione a chi ce l'ha più bello. Io, nel dubbio, mi limito a osservare. Magari mi scappa anche un "Ah, ma che bello!" detto con un tono vagamente convinto.
Però, eh, diciamolo: l'altare addobbato a festa è un bel vedere. Bisogna ammetterlo. Anche se, onestamente, a volte penso che ci si potrebbe risparmiare un po' di lavoro e magari donare i soldi in beneficenza. Ma questa, forse, è un'altra storia.
La Domenica delle Palme: Un Mare di Foglie
Ah, la Domenica delle Palme! Il giorno in cui tutti, ma proprio tutti, si trasformano in arboricoltori improvvisati. Con in mano un rametto d'ulivo (o di palma, se siete fortunati) che viene sventolato con una foga che manco a un concerto rock. Io, di solito, cerco di non farmi notare troppo. Il mio rametto d'ulivo è sempre un po' triste e spelacchiato. Sembra quasi chiedere pietà. E poi, diciamocelo, dopo una settimana finisce sempre per seccarsi e diventare un ricettacolo di polvere.

E poi c'è la questione dell'ulivo benedetto. Tutti lo conservano gelosamente, come fosse un amuleto. Io, onestamente, non so mai dove metterlo. Finisce sempre in un vaso, accanto alle piante grasse che puntualmente dimentico di annaffiare. E, indovinate un po'? Anche l'ulivo, alla fine, fa la stessa fine.
"Ma la Pasqua è importante! È un momento di riflessione!", mi direte voi.
Arte Floreale per la Liturgia: Domenica delle Palme
Certo, certo. Assolutamente. E io sono qui che rifletto. Soprattutto sul fatto che, dopo tutte queste cerimonie e preparativi, arriva finalmente il momento del pranzo di Pasqua. E lì, amici miei, non mi tiro indietro. Agnellone, pastiera, uova di cioccolato... altro che insalata sull'altare! Qui si fa sul serio.
Insomma, la Pasqua è un mix di tradizioni, fede, addobbi floreali e, soprattutto, tanto, tantissimo cibo. E io, nel mio piccolo, cerco di godermi tutto. Anche se, a volte, mi sento un po' un pesce fuor d'acqua in questo mare di rituali. Ma alla fine, diciamocelo, chi non si sente un po' così?
E voi? Siete già alle prese con i preparativi? Avete già il vostro rametto d'ulivo perfettamente conservato? O, come me, state aspettando pazientemente che arrivi il momento di sedervi a tavola?