Parabola Del Buon Samaritano Luca 10 25-37

Allora, ammettiamolo: quanti di noi hanno mai pensato al Buon Samaritano come al protagonista di una commedia, magari un po' agrodolce? Probabilmente nessuno! Di solito, la parabola narrata in Luca 10:25-37 ci fa sentire un po' in colpa, come se dovessimo tutti correre a soccorrere sconosciuti malmenati lungo le strade. E questo, certo, è il messaggio principale. Ma se provassimo a guardarla da una prospettiva leggermente diversa?

Una Domanda Scomoda e una Risposta Ancora Più Scomoda

La scena si apre con un esperto della legge, uno di quelli che amano fare i precisini, che pone a Gesù una domanda apparentemente innocente: "Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?". Come a dire: "Ho fatto tutto giusto, vero? Dimmi di sì!". Gesù, furbo come una volpe, lo rimbalza chiedendogli di interpretare lui stesso la legge. L'esperto risponde, tutto contento di sé, citando l'amore per Dio e per il prossimo. Fin qui, tutto bene. Ma poi, ecco la domanda che fa scattare la scintilla: "E chi è il mio prossimo?". Ah, ecco che casca l'asino!

La Strada, la Vittima e i Passanti "Impegnati"

Gesù risponde con una storia. Un uomo, di cui non conosciamo il nome (poveretto!), viene assalito dai briganti, spogliato, picchiato a sangue e lasciato mezzo morto sul ciglio della strada. Una situazione tutt'altro che comica, certo. Ma qui entrano in scena i personaggi che rendono la parabola così… umana.

Il Sacerdote e il Levita: Troppo Importanti per Aiutare?

Il primo a passare è un sacerdote. Uno che dovrebbe essere un esempio di virtù e compassione. E invece? Tira dritto! Forse aveva fretta, un appuntamento importante, o magari semplicemente temeva di contaminarsi toccando un moribondo (secondo alcune interpretazioni). Poi passa un levita, un altro uomo di chiesa. Stessa storia: guarda, scrolla le spalle e prosegue per la sua strada. Sembra quasi una barzelletta: due figure religiose che evitano di aiutare un disgraziato! Il lato comico (se così si può dire) è proprio questo: l'incoerenza tra ciò che si predica e ciò che si fa.

JESUS PASA X AQUI: PARABOLA DEL BUEN SAMARITANO LC 10,25-37
JESUS PASA X AQUI: PARABOLA DEL BUEN SAMARITANO LC 10,25-37

Il Samaritano: L'Eroe Inatteso

Ed ecco che arriva lui, il Samaritano. Un Samaritano! Gente disprezzata dagli ebrei, considerata impura e "diversa". E cosa fa il Samaritano? Si ferma, ha pietà, fascia le ferite dell'uomo, lo carica sul suo asino (scommettiamo che l'asino avrà pensato: "Ma io sono un animale da soma, non un'ambulanza!"), lo porta in un albergo e paga per la sua degenza. Un vero eroe, ma non il tipo di eroe che ci si aspetterebbe!

La Lezione e un Pizzico di Umorismo

Gesù, alla fine della storia, chiede all'esperto della legge: "Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo dell'uomo che è caduto nelle mani dei briganti?". La risposta è ovvia, anche se all'inizio l'esperto sembra quasi riluttante ad ammetterlo. La morale è chiara: il prossimo non è una questione di etnia, religione o status sociale. È chiunque abbia bisogno del nostro aiuto. E il Samaritano, l'outsider, l'emarginato, si rivela essere l'esempio perfetto di compassione e altruismo. Quindi, la prossima volta che sentiamo la storia del Buon Samaritano, proviamo a sorridere. Non perché sia divertente vedere qualcuno picchiato, ovviamente, ma perché ci ricorda che l'eroismo può nascondersi nei posti più inaspettati e che a volte, sono proprio quelli che meno ci aspettiamo a sorprenderci con la loro umanità. E, magari, ci spinge a essere un po' più Samaritani anche noi.