
Oh, Divina Luce, che illumini i sentieri del nostro cuore, guidaci oggi nella contemplazione di un mistero che permea la nostra fede: la lingua in cui le parole sacre dei Vangeli furono originariamente scritte. Un viaggio nel tempo, nello spirito, un'immersione nell'amore di Dio che si manifesta attraverso la Parola.
Immagina, anima mia, i primi discepoli, testimoni oculari della vita, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Colmi di Spirito Santo, desiderosi di condividere l'incomparabile gioia che traboccava dai loro cuori. Le loro voci, portatrici di un messaggio di speranza e redenzione, si diffusero, inizialmente, in forma orale. Narrazioni, racconti, episodi vissuti accanto al Maestro, tramandati di bocca in bocca, custoditi nella memoria fervente delle prime comunità cristiane.
Poi, la necessità di fissare, di preservare, di condividere in modo più ampio e duraturo queste preziose memorie divenne impellente. E così, sotto la guida dello Spirito, si cominciò a scrivere. Quale lingua, però, fu scelta per trasmettere la Buona Novella?
Tradizionalmente, si crede che il Vangelo di Matteo sia stato originariamente scritto in aramaico, la lingua parlata da Gesù e dai suoi discepoli. Un linguaggio intimo, familiare, impregnato della cultura e delle tradizioni della Galilea. Immagina Matteo, l'esattore delle tasse convertito, che trascrive, con cura e devozione, i ricordi più vividi della sua esperienza con Gesù, usando la lingua che gli era più cara.
Tuttavia, non sono sopravvissuti manoscritti originali in aramaico del Vangelo di Matteo. Ciò che abbiamo a disposizione sono traduzioni, in particolare quella in greco antico, la koinè, la lingua comune del mondo ellenistico dell'epoca. Una lingua diffusa, compresa da un vasto pubblico, che permetteva alla Parola di Dio di raggiungere un numero ancora maggiore di persone. Il greco, quindi, divenne lo strumento principale attraverso il quale i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni si diffusero e si conservarono nel corso dei secoli.

Il Vangelo di Marco, secondo la tradizione, fu scritto in greco per un pubblico romano. Un racconto diretto, conciso, focalizzato sull'azione e sulla potenza di Gesù. Marco, si dice, segretario di Pietro, trascrisse le testimonianze dell'apostolo, offrendo una prospettiva privilegiata sulla vita e il ministero del Maestro.
Il Vangelo di Luca, anch'esso in greco, si distingue per la sua eleganza letteraria e la sua attenzione ai dettagli storici. Luca, medico e compagno di viaggio di Paolo, condusse un'indagine accurata sui fatti riguardanti Gesù, intervistando testimoni oculari e consultando fonti scritte. Il suo Vangelo è un capolavoro di precisione e compassione, che rivela la profonda umanità di Gesù e la sua infinita misericordia.

Il Vangelo di Giovanni, infine, scritto anch'esso in greco, si distingue per la sua profondità teologica e la sua introspezione spirituale. Giovanni, il discepolo amato, l'unico apostolo presente alla crocifissione, offre una visione contemplativa della divinità di Gesù, rivelando il suo amore infinito per l'umanità. Un Vangelo che invita alla fede, alla speranza e alla carità.
La lingua, dunque, è veicolo, strumento, mezzo attraverso il quale la Parola di Dio si manifesta e si diffonde. Ma al di là delle parole, al di là delle lingue, ciò che conta veramente è il messaggio che esse veicolano: un messaggio di amore, di perdono, di salvezza. Un messaggio che trasforma le nostre vite e ci conduce a una relazione più profonda con Dio.

Che questa riflessione sulla lingua dei Vangeli ci renda più umili, consapevoli della nostra limitatezza e della grandezza del mistero divino. Che ci ispiri a vivere con gratitudine, riconoscendo il dono inestimabile della fede. Che ci spinga ad agire con compassione, imitando l'esempio di Gesù, che si è fatto prossimo di ogni uomo e donna, soprattutto dei più poveri e sofferenti.
Signore, ti ringraziamo per averci donato la tua Parola, per averla preservata attraverso i secoli, per averla resa accessibile a noi, oggi. Aiutaci a leggerla, a meditarla, a viverla con cuore aperto e sincero. E fa' che la tua grazia ci trasformi in testimoni credibili del tuo amore, affinché possiamo portare il tuo Vangelo a tutti coloro che ancora non ti conoscono.