
Avete presente quei giorni in cui il tempo fa i capricci? Un secondo c'è il sole, l'attimo dopo diluvia? Immaginate di essere in barca, in mezzo al Mare di Galilea, e di vivere proprio uno di quei momenti... solo che moltiplicato per mille.
Un Party in Barca con Ospite Speciale (Che Schiaccia un Pisolino)
La scena è questa: Gesù e i suoi discepoli si fanno una gita in barca. Sembra l'inizio di una bella giornata. Forse avevano preparato dei panini, magari qualche oliva. Solo che, beh, il Mare di Galilea aveva altri piani. Si scatena una tempesta di quelle che non si dimenticano facilmente. Ondoni alti come montagne russe, vento che ulula come un lupo affamato. Panico a bordo!
E Gesù? Lui dorme. Proprio così. Beato lui, direte voi. Immaginate la scena: tutti che urlano, l'acqua che entra nella barca, il terrore negli occhi, e Gesù che russa beatamente. Forse aveva fatto tardi la sera prima? Magari aveva solo bisogno di un power nap prima di affrontare la giornata. Comunque sia, i discepoli non la prendono benissimo.
"Maestro, Ma Che Fai? Moriamo Tutti!"
Uno se lo immagina, uno di loro (magari Pietro, che sembrava il più impulsivo del gruppo) che lo scuote con una certa veemenza. "Maestro! Non ti importa che stiamo morendo?" (Marco 4:38). Un'esclamazione un po' isterica, diciamocelo, ma comprensibile. Dopotutto, chi resterebbe calmo di fronte a una tempesta apocalittica?
A questo punto, Gesù si sveglia. Non sappiamo se si è stiracchiato, se ha sbadigliato, o se ha subito capito la gravità della situazione. Di sicuro, quello che fa dopo è... beh, spettacolare. Si alza in piedi, guarda il vento e le onde, e dice: "Taci! Calmati!" (Marco 4:39).

"Taci! Calmati!" E Il Mare Obbedì.
E indovinate un po'? Il vento smette di soffiare. Le onde si appiattiscono. Tutto torna calmo e tranquillo. Istantaneamente. Senza se e senza ma. Un silenzio surreale, interrotto solo dal rumore dell'acqua che gocciola dalla barca e, forse, da qualche imprecazione soffocata dei discepoli ancora sotto shock.
Immaginate le loro facce. Prima il terrore, poi lo stupore, infine... forse un po' di imbarazzo per aver dubitato del loro Maestro. Gesù, infatti, non manca di farglielo notare: "Perché avete paura? Non avete ancora fede?" (Marco 4:40). Un rimprovero gentile, ma pur sempre un rimprovero.

"Chi è costui, al quale obbedisce anche il vento e il mare?" (Marco 4:41)
Ecco la domanda che si pongono i discepoli. Chi è quest'uomo che ha il potere di controllare la natura? Un mago? Un supereroe ante litteram? O qualcosa di molto, molto più grande?
La storia di Cristo nella tempesta sul Mare di Galilea non è solo un racconto di miracoli. È una storia di paura, di fede, di fiducia (o mancanza di fiducia), e di un Gesù che, anche nel mezzo del caos, riesce a rimanere calmo e a portare la pace. E forse, ci insegna anche che a volte, un pisolino è proprio quello che ci vuole per affrontare le tempeste della vita. E che, se abbiamo un amico in gamba, non c'è tempesta che ci possa spaventare davvero.