
Fratelli e sorelle in Cristo, eleviamo i nostri cuori in riflessione sulla Passione del nostro Signore Gesù. Tra i simboli che ci riportano al Golgota, vi è una scritta breve, ma densa di significato: INRI. Queste quattro lettere, apposte sulla croce sopra il capo di Gesù, non sono casuali né semplici decorazioni. Esse narrano una verità profonda, un’accusa e, paradossalmente, una proclamazione di regalità.
Il Significato di INRI
INRI è un acronimo latino che sta per "Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum", ovvero "Gesù Nazareno, Re dei Giudei". Questa iscrizione fu ordinata da Ponzio Pilato, il governatore romano, e fu affissa alla croce come motivazione ufficiale per la condanna di Gesù. Era una prassi comune per i Romani indicare il crimine del condannato affinché tutti potessero leggerlo.
La cosa interessante, e che ci porta direttamente al cuore della nostra fede, è che questa scritta fu apposta in tre lingue: ebraico, latino e greco. Questo dettaglio, riportato nel Vangelo di Giovanni (19:20), sottolinea l'universalità del messaggio. Non era un messaggio rivolto solo al popolo ebraico, ma a tutti i popoli, a tutte le genti. La regalità di Gesù, anche in quel momento di sofferenza e umiliazione, era proclamata al mondo intero.
Possiamo immaginare lo sconcerto e la rabbia dei sommi sacerdoti e degli anziani del popolo ebraico, che si opposero fermamente a questa formulazione. Giovanni (19:21-22) ci narra che si recarono da Pilato chiedendo che la scritta fosse modificata in "Egli ha detto: 'Io sono il Re dei Giudei'". Pilato, tuttavia, rifiutò categoricamente, rispondendo: "Quello che ho scritto, ho scritto".
La Regalità di Cristo nella Scrittura
La Scrittura è ricca di profezie che annunciano la regalità di Gesù Cristo. Fin dall'Antico Testamento, vediamo prefigurazioni del Messia che verrà, un re potente e giusto che avrebbe liberato il suo popolo. Il profeta Isaia, ad esempio, parla di un bambino che nascerà e il cui governo sarà eterno (Isaia 9:6-7). Il Salmo 2 ci presenta il Messia come il Figlio di Dio, re stabilito sul trono di Sion.

Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso proclama la sua regalità, sebbene in un modo diverso da quello che gli uomini si aspettavano. Non si trattava di una regalità terrena, basata sul potere politico e militare, ma di una regalità spirituale, fondata sull'amore, la verità e il servizio. Davanti a Pilato, Gesù afferma: "Il mio regno non è di questo mondo" (Giovanni 18:36). La sua regalità si manifesta nella sua obbedienza al Padre, nel suo sacrificio sulla croce per la salvezza dell'umanità.
Un Re Crocifisso: Paradosso e Verità
L'immagine di un re crocifisso è un paradosso sconvolgente. Come può un re essere umiliato, torturato e ucciso? Eppure, è proprio in questo paradosso che si rivela la profondità dell'amore di Dio per noi. Gesù ha scelto di rinunciare al suo potere e alla sua gloria per prendere su di sé i nostri peccati e offrirci la possibilità di una vita nuova.

La croce, dunque, non è solo un simbolo di sofferenza e morte, ma anche un simbolo di vittoria e speranza. Attraverso la sua morte, Gesù ha sconfitto il peccato e la morte, aprendo per noi le porte del Regno dei Cieli. L'INRI, paradossalmente, non è una condanna, ma una proclamazione della regalità eterna di Cristo, una regalità che si manifesta nell'amore e nel sacrificio.
Lezioni per il Cammino di Fede
Cosa possiamo imparare da questa scritta sulla croce per il nostro cammino di fede quotidiano? Diverse sono le lezioni che possiamo trarre:

- Universalità del Messaggio: Come l'INRI era scritto in tre lingue, così il messaggio del Vangelo è per tutti. Siamo chiamati a condividere la Buona Novella con ogni persona, senza distinzioni di razza, lingua o cultura.
- Umiltà e Servizio: Gesù ha dimostrato la sua regalità attraverso l'umiltà e il servizio. Anche noi siamo chiamati a seguire il suo esempio, mettendo i bisogni degli altri prima dei nostri e servendo con amore e dedizione.
- Accettare la Sofferenza: La croce è una realtà della vita cristiana. Non possiamo evitare la sofferenza, ma possiamo imparare a portarla con pazienza e fede, sapendo che Gesù è con noi in ogni momento.
- Proclamare la Regalità di Cristo: Ogni nostra azione, ogni nostra parola, deve essere una testimonianza della regalità di Cristo. Dobbiamo vivere in modo da riflettere la sua luce e il suo amore nel mondo.
Meditiamo, fratelli e sorelle, sul significato profondo di INRI. Che questa scritta ci ricordi sempre l'amore infinito di Gesù Cristo per noi e ci ispiri a seguirlo con fedeltà e devozione. Ricordiamoci che la vera regalità non si trova nel potere e nella gloria mondana, ma nell'umiltà, nel servizio e nell'amore.
Che la grazia del nostro Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. Amen.