
Nell'aria profuma di pino, un aroma che risveglia antichi ricordi, sussurri di infanzia e promesse di rinnovamento. La casa si prepara, lentamente, ad accogliere la luce. Un albero, silenzioso testimone, attende, spoglio, il suo momento di grazia.
Prima ancora di toccare le luci, chiudiamo gli occhi. Respiriamo profondamente. Ricordiamo l'Avvento, questo tempo di attesa, di preparazione interiore. Come Maria, attendiamo la nascita, l'incarnazione del Verbo. Ogni luce che accenderemo sull'albero sarà un piccolo "sì", una piccola eco del suo "fiat".
Con delicatezza, prendiamo in mano il filo di luci. Non affrettiamoci. Ogni gesto sia una preghiera. La luce, simbolo di Cristo, la Lux Mundi, deve risplendere nel nostro cuore prima di riflettersi sull'albero.
Cominciamo dal basso, quasi a imitare l'umiltà del Presepe. Avvolgiamo i rami con cura, senza stringere troppo. Lasciamo che la luce respiri, che si diffonda naturalmente. Pensiamo a quante volte anche noi siamo avvolti dalla grazia di Dio, un abbraccio caldo e avvolgente che ci sostiene nei momenti di difficoltà.
Saliamo piano piano, un giro dopo l'altro. Ogni anello di luce è un'opportunità per riflettere. Pensiamo alle persone che amiamo, a quelle che ci hanno fatto soffrire, a quelle che hanno bisogno del nostro aiuto. Che la luce illumini i loro cuori, portando pace e consolazione.

"Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita." (Giovanni 8:12)
Non cerchiamo la perfezione. Un albero di Natale non deve essere impeccabile, ma autentico. Le imperfezioni sono come le nostre cicatrici, segni di un cammino, testimonianze di una vita vissuta. Ricordiamo che Dio ci ama così come siamo, con le nostre fragilità e i nostri limiti.

Se una lampadina non si accende, non ci scoraggiamo. Forse è un invito a guardare dentro di noi, a individuare quelle zone d'ombra che ancora resistono alla luce. Cerchiamo di sostituire la lampadina spenta, con pazienza e perseveranza. Anche nella nostra vita spirituale, è necessario eliminare ciò che ostacola la luce di Cristo.
Continuiamo ad avvolgere l'albero, fino alla cima. Lì, dove la stella attende di brillare. La stella, simbolo di speranza, di guida, di promessa. La stella che ha condotto i Magi a Gesù. Che la stella ci guidi sempre, illuminando il nostro cammino e conducendoci verso la Verità.
Quando abbiamo finito, ci fermiamo un attimo. Ammiriamo il nostro lavoro. L'albero è trasformato, illuminato, vivo. Ma la vera luce non è quella che vediamo con gli occhi, ma quella che sentiamo nel cuore. La luce dell'amore, della gioia, della speranza.

Preghiamo. Ringraziamo Dio per il dono della vita, per la sua presenza costante, per la sua infinita misericordia. Chiediamo perdono per i nostri peccati e imploriamo la sua grazia per affrontare le sfide che ci attendono.
E ora, accendiamo le luci. Osserviamo come la luce si diffonde, creando un'atmosfera magica e suggestiva. Un'atmosfera che ci invita alla contemplazione, alla preghiera, all'incontro con Dio.

Che la luce dell'albero di Natale illumini le nostre case e i nostri cuori, portando pace, gioia e amore. Che ci ricordi sempre il vero significato del Natale: la nascita di Gesù, il Salvatore del mondo.
E mentre le luci brillano, ricordiamo di vivere con umiltà, con gratitudine, con compassione. Che il nostro cuore sia sempre aperto all'accoglienza, all'amore, al servizio del prossimo. Che la luce di Cristo risplenda in noi, illuminando il mondo intero.
Che questo Natale sia un tempo di grazia, di rinnovamento spirituale, di profonda comunione con Dio e con i nostri fratelli.