
Un Trip Advisor ante litteram? L'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano e le sue storie nascoste
Ok, ammettiamolo, quando sentiamo "arte del Quattrocento" la reazione media è un mix tra sbadiglio e panico. Ma fermatevi un attimo! L'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, conservata agli Uffizi, è molto più di una tavola polverosa. È un film in costume, una guida turistica medievale, e forse, un po', anche una commedia.
Un corteo che non finisce mai (e che forse si è perso)
Immaginatevi di essere un influencer del 1423. Dovete assolutamente documentare il viaggio dei Re Magi a Betlemme. Solo che non avete Instagram, ma Gentile da Fabriano. E lui, da bravo artista, vi accontenta in pieno. Il corteo è lunghissimo, pieno di personaggi, animali esotici e dettagli minuziosi. Sembra quasi che i Magi si siano un po' persi, tanto è lento e affollato il cammino! Forse hanno sbagliato strada? O magari si sono fermati a fare shopping in qualche mercatino locale?
Osservate bene la scena. Ci sono falconieri con i loro uccelli, segugi elegantissimi, scimmie dispettose (una sta perfino mordendo un cavallo!), e un tripudio di vesti sontuose. Ogni personaggio sembra avere una sua storia, un suo ruolo ben preciso. È come se Gentile da Fabriano avesse voluto immortalare un intero mondo in un unico dipinto. E chissà, magari qualche figura ritrae davvero persone che l'artista conosceva!
L'oro che luccica (e che costa una fortuna)
E poi c'è l'oro. Tanto, tantissimo oro. Non solo nelle vesti dei Magi, ma anche nei dettagli del paesaggio e degli ornamenti. Gentile da Fabriano non si è certo risparmiato! L'oro serviva a dare un'impressione di ricchezza e di sacralità all'opera, ma anche a dimostrare la bravura dell'artista. Immaginatevi quanto deve essere costato commissionare un quadro del genere! Un vero e proprio investimento, degno di un re (o di un ricco mercante fiorentino).

E a proposito di ricchezza, date un'occhiata ai dettagli delle vesti dei Magi. Sono decorate con perle, pietre preziose e ricami finissimi. Un vero e proprio campionario di tessuti pregiati dell'epoca. Si dice che Gentile da Fabriano fosse un maestro nel rendere la lucentezza dei materiali. E in effetti, guardando il dipinto, si ha quasi l'impressione di poter toccare la seta e il velluto.
Un finale a sorpresa (con un tocco di umorismo)
Ma la parte più divertente dell'Adorazione dei Magi è forse la scena della Natività, nascosta in un piccolo riquadro in basso a destra. Sembra quasi una scena di un presepe popolare, con la Madonna e San Giuseppe che vegliano sul Bambino Gesù. E poi ci sono i pastori, che arrivano ad adorare il neonato con espressioni un po' sempliciotte e regali umili.

E cosa dire del bue e dell'asinello? Sembrano un po' spaesati, quasi infastiditi da tutto quel trambusto. Forse si chiedono cosa stia succedendo di così importante.
È un dettaglio che ci fa capire che Gentile da Fabriano aveva un occhio attento alla realtà, e che non si prendeva troppo sul serio, nonostante la solennità del soggetto.
Insomma, l'Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano è un'opera d'arte complessa e affascinante, ricca di storie, dettagli e curiosità. La prossima volta che vi troverete di fronte a questo capolavoro, provate a dimenticare per un attimo i libri di storia dell'arte e a lasciarvi trasportare dalla sua magia. Chissà, magari scoprirete qualcosa di nuovo e inaspettato. E magari, vi verrà voglia di organizzare un viaggio a Firenze per ammirarla dal vivo!