
Amici, amanti degli animali, o semplicemente curiosi con un pizzico di buon senso, oggi parliamo di una cosa che mi sta particolarmente a cuore, e che forse molti di voi condividono segretamente. Parlo di quel momento magico, quello in cui decidiamo che sì, vogliamo fare qualcosa per aiutare le creature che condividono questo pianeta con noi. E chi meglio di Zerocalcare può raccontarci questa avventura, con la sua solita genialità disarmante?
Ho avuto tra le mani la sua ultima fatica, "Zerocalcare Guida Quasi Galattica Per Volontari Animalisti". E diciamocelo, il titolo già promette scintille, vero? Perché diciamocelo, l'idea di fare il volontario animalista suona un po' come iscriversi a un corso di sopravvivenza estrema, ma con più peli e meno pragmatismo. E Zerocalcare, con la sua solita ironia agrodolce, ci porta proprio lì.
Si parte con l'entusiasmo. Quello vero, quello che ti fa pensare "Ce la farò! Salverò un gattino! Accudirò cani abbandonati! Diventerò una specie di Madre Teresa dei quadrupedi!". Vi suona familiare? A me sì. Ricordo ancora la mia prima volta. Avevo visto un documentario commovente, ero pieno di buoni propositi. Ho pensato: "Oggi è il giorno in cui cambio il mondo... e forse anche quello di un piccolo batuffolo peloso."
Poi arriva la realtà. E la realtà, diciamocelo, ha un sacco di pelo, a volte puzza un po', e ha una capacità sorprendente di morderti i calzini preferiti. Zerocalcare lo dipinge benissimo: il volontario si immagina un eroe romantico, con la luce del tramonto alle spalle e un cucciolo tra le braccia. La realtà, invece, è più fatta di odore di disinfettante, di lettiere da cambiare all'infinito, e di gatti che ti guardano con un'espressione che dice "Ma che ci fai qui? Non hai niente di meglio da fare?".
E i cani! Ah, i cani. C'è quel cane meraviglioso, che ha vissuto chissà quali traversie, e che tu decidi di prendere in stallo. Lo immagini già accoccolato sul divano, mentre ti fa le fusa (ops, i cani non fanno le fusa, ma avete capito il senso). Poi scopri che ha un'energia inesauribile, che abbaia al postino come se fosse un nemico della nazione, e che la sua idea di "gioco" consiste nel distruggere tutto ciò che gli capita a tiro. Zerocalcare lo sa. Lo sa benissimo. E lo mette nero su bianco, con disegni che ti fanno dire "Ma è la mia vita!".

Ma il punto forte di questo libro, secondo me, non è solo la descrizione delle difficoltà, delle piccole tragedie quotidiane (tipo quel furetto che si è nascosto e non lo trovi più, e tu inizi a pensare che si sia teletrasportato in un'altra dimensione). Il punto forte è la passione. Quella che ti fa andare avanti anche quando sei stanco, anche quando sei demoralizzato, anche quando hai le mani che puzzano di cipolla e il cane ti ha lasciato un ricordo indelebile sul tappeto nuovo. È quella scintilla che ti dice "Vale la pena".
E poi c'è la community dei volontari. Zerocalcare ce la presenta in tutta la sua disfunzionalità organizzata. C'è quello che ha la mania del controllo, quello che si lamenta di tutto, quello che porta sempre torte buonissime (e che magari salvi il morale a tutti). C'è quella signora anziana che sembra la regina d'Inghilterra per quanto è saggia e gentile, e c'è il ragazzo un po' spaesato che è lì solo perché ama gli animali più di ogni altra cosa al mondo. Li riconosci tutti. Li hai incontrati tutti, ne sono sicuro.

E parliamo dei momenti in cui pensi "Ma chi me l'ha fatto fare?". Sono quelli in cui ti rendi conto che il volontariato non è una vacanza. Non è una terapia. È un impegno. Un impegno serio, che a volte ti porta a confrontarti con la meschinità umana, con l'indifferenza, con le scelte difficili. Zerocalcare non edulcora. Ti mostra le crepe, le fatiche, le delusioni. Ma lo fa con quella delicatezza che ti fa capire che tutto questo è parte del viaggio.
Perché alla fine, quello che resta, quella che è la mia "opinione impopolare" su questo tema, è che il volontariato animalista è un atto di amore puro, ma anche un atto di grande pragmatismo. Non è solo questione di salvare il mondo, è questione di sistemare le piccole cose, un animale alla volta. È prendersi cura di chi non può farlo da solo. Ed è un lavoro sporco, faticoso, ma dannatamente gratificante.

E Zerocalcare, con questa "guida", ci ricorda che anche nell'imbranataggine, nella fatica, nella sensazione di non essere mai abbastanza bravi, c'è una bellezza immensa. C'è la bellezza di chi sceglie di fare, invece di lamentarsi. C'è la bellezza di chi si sporca le mani per una causa più grande di sé.
Quindi, se anche voi avete mai pensato di dare una mano, o se siete già in trincea tra una crocchetta e l'altra, questo libro è per voi. Vi farà ridere, vi farà commuovere, e forse, vi farà sentire un po' meno soli in questa avventura meravigliosa e un po' folle. Perché, diciamocelo, essere un volontario animalista è un po' come essere un supereroe un po' sfigato, ma con un cuore d'oro. E Zerocalcare ha saputo metterlo in scena come nessun altro. E per questo, gliene sono infinitamente grato. E anche io, un po'.