Zanichelli La Seconda Prova Di Matematica E Fisica

Ah, la Seconda Prova. Un nome che evoca ricordi. O incubi. A seconda di come è andata. Parliamo di quella di Matematica e Fisica, ovviamente. Quella firmata Zanichelli. Diciamocelo, chi non ha mai fissato un problema di quella prova per almeno dieci minuti, chiedendosi se il professore avesse per caso scambiato fogli con qualcun altro? Io sì. Molte volte. E sono abbastanza sicuro che non fossi l'unico nella mia classe a fare il turista perenne nella terra dei numeri e delle equazioni.

Ricordo ancora la sensazione. Entri in aula. C'è un silenzio carico di tensione. L'aria odora di ansia e matite appena temperate. Poi arriva lui, il foglio sacro. Quello con il logo Zanichelli che sembra farti l'occhiolino, come a dire: "Preparati al peggio, o al meglio, chi lo sa!". E poi li leggi i problemi. Oh, i problemi.

C'è sempre quel problema di fisica che ti fa pensare: "Ma questa cosa è vera? Davvero succede nel mondo reale?". Magari un proiettile sparato da una balestra, che rimbalza su una palla di cannone, mentre un aereo viaggia a velocità relativistiche. E tu devi calcolare la velocità con cui l'acqua in un secchio cade quando viene tirato da un cavallo al galoppo in un vortice spaziale. Roba semplice, insomma.

E poi c'è matematica. La matematica pura. Quella che ti fa dubitare della tua esistenza. Integrali che sembrano scritti da un ragno che ha appena fatto un giro di giostra. Derivate che ti fanno venire voglia di chiedere al professore se non fosse più semplice disegnare un grafico a mano libera. E poi quelle domande teoriche che ti chiedono di dimostrare qualcosa che sembra ovvio, ma che poi ti ingarbugli in una dimostrazione che ti fa sembrare un principiante di fronte a Pitagora stesso.

Ma c'è una cosa che mi ha sempre colpito delle prove Zanichelli. La loro... creatività. Non si accontentano del solito problema banale. Oh no. Loro vogliono farti pensare. Vogliono farti sudare. Vogliono farti rivalutare ogni scelta di vita che ti ha portato lì, a dover risolvere un sistema di equazioni differenziali che descrive la crescita di una colonia di batteri affamati di sogni. E tu, lì, con la matita in mano, sperando che i batteri abbiano deciso di avere una giornata tranquilla.

Matematica e Fisica: soluzione liceo scientifico seconda prova maturità
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E vogliamo parlare dei testi? A volte sembrano scritti in un'altra lingua. Non quella che parliamo noi poveri studenti. "Si consideri una sfera omogenea..." Omogenea? Io sono omogeneo solo quando finisce la festa e devo tornare a casa. "...con densità variabile in funzione del raggio..." Come la mia voglia di studiare, che varia in funzione dell'avvicinarsi della prova. "...e sottoposta a un campo gravitazionale non uniforme..." Ma non ci sono abbastanza problemi nella mia vita con campi gravitazionali uniformi? Devo anche preoccuparmi di quelli che cambiano?

La bellezza, e dico bellezza con un pizzico di ironia, è che quando finisci di risolvere uno di questi problemi, provi un senso di... non so come definirlo. Forse un misto di sollievo, di stupore e di lieve isterismo. Sei sopravvissuto. Hai domato la bestia. Hai affrontato il mostro Zanichelli e ne sei uscito, forse non illeso, ma sicuramente con una storia da raccontare.

Seconda prova maturità 2019: trucchi e consigli per la prova di
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E poi c'è la correzione. Quello è un altro capitolo. Quel momento in cui il tuo foglio torna indietro, pieno di correzioni rosse che sembrano scarabocchi di un artista frustrato. E tu ti chiedi: "Ma quello è un segno di spunta o un'indicazione di un'altra dimensione?" E poi vedi il voto. Ah, il voto. Quello che ti fa capire se hai flirtato con la sufficienza o se hai fatto amicizia con il tre. Diciamoci la verità, a volte anche un 6 sembra una vittoria epica, un trionfo degno di un imperatore romano. E se prendi un 7 o più? Beh, in quel caso sei un dio. Un dio della matematica e della fisica, direttamente uscito dalle pagine di un libro Zanichelli.

Ma sapete una cosa? Nonostante tutto, c'è qualcosa di affascinante in queste prove. Sono una sorta di rito di passaggio. Ti costringono a mettere alla prova il tuo ingegno, la tua pazienza, la tua capacità di non urlare quando leggi una domanda. Ti insegnano che a volte la soluzione non è quella più ovvia, ma quella più contorta, quella che ti fa pensare: "Chi diavolo ha avuto quest'idea?". E quel "chi diavolo" sono spesso gli autori Zanichelli.

Come fare una buona prova di matematica e fisica alla maturità
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E se devo essere sincero, quella sensazione di aver capito finalmente un problema difficile? Quella piccola scintilla di "eureka!" che ti illumina la mente dopo ore di sbattimento? Quella è impagabile. È un po' come trovare una pepita d'oro in un fiume di fango. E i problemi Zanichelli, per quanto complessi, a volte ti regalano quelle pepite. Certo, a volte ti fanno anche scavare per ore nel fango senza trovare nulla, ma quello fa parte del gioco.

E forse, dico forse, è per questo che mi piace, in un modo tutto mio e un po' contorto, la Seconda Prova di Matematica e Fisica Zanichelli. Perché ti sfida. Ti mette alla prova. E ti ricorda che anche nelle cose più difficili, c'è sempre una soluzione. Magari non è quella che ti aspetti, magari richiede un detour attraverso dimensioni parallele, ma c'è. E se sei abbastanza fortunato (o disperato), alla fine la trovi. E in quel momento, anche il problema più astrofisico sembra avere un senso. O quasi.

2016/2017 - PROVA DI MATEMATICA
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Chi non ha mai fissato un problema di quella prova per almeno dieci minuti, chiedendosi se il professore avesse per caso scambiato fogli con qualcun altro? Io sì. Molte volte.

E poi ti ritrovi a parlare con i tuoi amici, tutti con lo stesso sguardo perso e la stessa voglia di un caffè lungo. "Ma tu hai capito il problema sull'energia potenziale di un campo gravitazionale di un buco nero?" E tutti annuiscono, anche se non hanno la minima idea di cosa stiamo parlando. È il cameratismo del sopravvissuto. Il club dei torturati dalla Zanichelli. E in fondo, in questo club ci si sta anche bene. Soprattutto quando si ride delle domande che ci hanno fatto sudare sette camicie.

Quindi, la prossima volta che affronterete una prova Zanichelli, ricordatevi questo. Non siete soli. Ci sono migliaia di studenti prima di voi che hanno guardato quegli stessi problemi con lo stesso misto di terrore e fascino. E molti di loro, come me, hanno imparato ad apprezzare quelle sfide, quelle stranezze matematiche e fisiche che rendono la vita dello studente un po' più... interessante. E diciamocelo, un po' più divertente, almeno a posteriori.