
Parliamoci chiaro. Chi di noi non ha mai sentito la famosa frase "What goes around comes around"? È un po' come il ritorno della moda dei pantaloni a zampa d'elefante, solo che in questo caso si applica alle nostre vite. E la traduzione più fedele, quella che ci fa strizzare l'occhio e dire "Eh sì, lo sapevo!", quale potrebbe essere se non...
"Chi la fa, l'aspetti!"
Esatto. Non c'è niente di più perfetto, di più terra terra, di più "vissuto". Dimenticatevi le traduzioni poetiche, quelle che suonano eleganti ma che ti lasciano un po' perplesso. "Ciò che gira torna indietro" è bello, sì, ma non ha lo stesso sapore. "Il karma ti ripagherà" è un po' troppo spirituale per il nostro scopo di oggi. Invece, "Chi la fa, l'aspetti!" è diretto, è un monito, è un pizzicotto sulla coscienza. È quella frase che ti dici quando vedi qualcuno che ha fatto una marachella e poi gli succede qualcosa di leggermente scomodo. Non che ti rallegrismi delle disgrazie altrui, intendiamoci, ma c'è una sottile, quasi inconfessabile, soddisfazione nel vedere che le leggi non scritte dell'universo (o forse solo quelle della buona educazione) funzionano.
Pensateci bene. Quante volte avete pensato a questa frase quando:
- Quel collega che ha rubato la vostra penna preferita, e poi magicamente ha iniziato a perdere tutte le sue penne.
- Il vicino che parcheggia sempre invadendo il vostro posto auto, e poi si è ritrovato con una multa proprio lì davanti.
- L'amico che vi ha raccontato per filo e per segno una storia inventata di sana pianta, e poi è stato scoperto in flagrante.
Ogni volta, un piccolo sussurro interiore: "Eh, chi la fa, l'aspetti!". Ed è qui che entra in gioco il lato divertente di questa storia. Perché questa frase non è solo un avvertimento, è anche una specie di promessa. La promessa che, alla fine, le cose si equilibrano. Magari non subito, magari non nel modo in cui ce lo aspettiamo, ma si equilibrano.
C'è poi un'altra sfumatura, un po' più complessa, che ci fa riflettere sul "What goes around comes around". Pensiamo alle nostre azioni, a quelle buone. Quando facciamo un favore a qualcuno senza aspettarci nulla in cambio, quando siamo gentili senza motivo, quando aiutiamo chi è in difficoltà. Sembra che queste cose vadano perdute nel vuoto, vero? Invece no. Queste azioni, in qualche modo misterioso, tornano a noi. Forse non dalla stessa persona, forse non nello stesso momento, ma tornano. È come lanciare un boomerang di gentilezza.

E qui entra in gioco la mia piccola e inconfessabile opinione "impopolare". Io credo che "Chi la fa, l'aspetti!" sia una delle massime più vere e applicabili nella vita di tutti i giorni. Non è un giudizio, è un'osservazione. È la constatazione che le nostre scelte hanno delle conseguenze, che le nostre parole hanno un peso, che le nostre azioni lasciano un'impronta. E questa impronta, prima o poi, ritorna a noi.
Pensate alle piccole cose. Quel giorno che siete stati eccezionalmente pazienti con uno sconosciuto maleducato. Magari quel giorno dopo, vi è capitato di essere un po' stressati, e proprio quella persona che avevate trattato con gentilezza si è trovata a fare lo stesso con voi. O forse, semplicemente, vi sentite meglio voi stessi per aver fatto la cosa giusta. Questo è il potere di "What goes around comes around" nella sua versione più positiva.

Ma ammettiamolo, il lato "l'aspetti" è quello che spesso ci viene in mente più facilmente. È più drammatico, è più tangibile. Vedere qualcuno inciampare dopo aver cercato di far inciampare gli altri è, diciamocelo, uno spettacolo. Non è cattiveria, è solo la natura umana che gioca i suoi scherzi. E noi, nel nostro piccolo, ci sentiamo parte di questo grande ciclo cosmico. Un ciclo in cui, alla fine, le carte si rimescolano sempre, e spesso chi ha cercato di imbrogliare si ritrova con un mazzo di carte vuoto.
Quindi, la prossima volta che vi capita di pensare "Ma guarda un po' chi si vede!" osservando una piccola sfortuna altrui, ricordatevi che non siete soli. State solo applicando una delle leggi fondamentali dell'universo, quella racchiusa in quella meravigliosa, terra terra, traduzione italiana: "Chi la fa, l'aspetti!".

Non si tratta di vendetta, ma di equilibrio. Un equilibrio che, credetemi, alla lunga, si ristabilisce sempre. E a volte, la forma in cui si ristabilisce è più divertente di quanto potremmo mai immaginare.
E poi, pensiamoci bene, se vivessimo in un mondo dove le azioni non avessero conseguenze, sarebbe un gran caos, no? Ognuno farebbe quello che vuole, senza alcun freno. Invece, il fatto che esista questo concetto, questa "legge del contrappasso" (un altro termine che calza a pennello!), ci rende un po' più responsabili. Ci fa pensare due volte prima di dire quella cosa cattiva, prima di fare quel piccolo torto, prima di... beh, prima di fare tutto quello che sappiamo che "non si dovrebbe fare".

È un po' come la famosa regola d'oro: "Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te". Non è esattamente la stessa cosa, ma ci si avvicina molto. Se ti comporti male, ti aspetti che gli altri si comportino male con te. E indovinate un po'? Spesso è proprio quello che succede. Invece, se sei gentile, se sei premuroso, se sei onesto, è più probabile che tu riceva la stessa moneta indietro. Non sempre, certo. La vita è piena di eccezioni che confermano la regola, come si dice.
Ma il succo del discorso è questo: il nostro comportamento ha un impatto. E questo impatto, prima o poi, ci ritorna addosso. Come un'onda che va e viene, lasciando sulla spiaggia le tracce di quello che ha portato con sé. A volte sono conchiglie bellissime, a volte sono alghe puzzolenti. Dipende da cosa abbiamo lanciato nell'oceano delle nostre vite.
Quindi, concludendo questa piccola digressione, voglio solo dire che sono felicissimo di vivere in un mondo dove "What goes around comes around" si traduce così perfettamente. Perché ci ricorda che non siamo soli in questo viaggio, che le nostre azioni contano, e che, alla fine, un po' di giustizia (anche se a volte un po' buffa) prevale sempre. E questo, signori e signore, è un pensiero che ci fa sorridere, no?