
Allora, parliamoci chiaro. La Visitazione di Maria a Elisabetta. Un classico. Tutti la amano. Ma... ho una confessione. Forse impopolare.
Non fraintendetemi! Apprezzo l'arte, la storia, il significato religioso. Certo. Ma se fossi stata Elisabetta, probabilmente mi sarei nascosta dietro la tenda.
Immaginate la scena...
Siete incinte. Non una passeggiata, diciamocelo. Nausea, mal di schiena, voglia improvvisa di cetriolini e gelato. Vi state godendo un raro momento di tranquillità, magari in pigiama con i capelli arruffati, quando... BAM! Suona il campanello.
E chi è? La cugina Maria. Incinta anche lei. E non di un figlio qualsiasi. Ma del Messia! Fantastico. Proprio quello che ci voleva.
"Benedetta tu fra le donne..."
Ok, ammetto che ricevere un complimento del genere farebbe piacere a chiunque. Ma in quel momento? Probabilmente avrei pensato: "Grazie, Maria. Davvero. Ma forse avresti potuto telefonare prima?"

E poi, tutto quel parlare di Spirito Santo che si riversa su di lei... capisco l'importanza, il miracolo. Ma se fossi stata Elisabetta, probabilmente avrei pensato: "Ok, cara. Calmati. Forse hai bisogno di un tè caldo e di un biscotto."
"Appena il suono del tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo."
Ma seriamente? Il bambino esulta? Non so voi, ma il mio bambino scalciava più che esultare. Forse Giovanni Battista era un bebè particolarmente entusiasta. O forse Elisabetta stava solo cercando di essere gentile.
Poi, diciamocelo, avere una cugina che porta in grembo il Salvatore del Mondo crea un po' di competizione. Tipo, la tua gravidanza sembra improvvisamente molto meno... speciale. Scusa, Giovanni Battista, ma il Messia è il Messia.

Non sto dicendo che Elisabetta non fosse felice per Maria. Certo che lo era. Ma immaginate lo stress! Ricevere una visita del genere, dover essere la cugina comprensiva e saggia, il tutto mentre si cerca di non vomitare a causa degli ormoni impazziti.
E poi, la preparazione! Bisogna offrire qualcosa. Pulire la casa. Trovare un vestito decente. E non dimentichiamoci che a quei tempi non esisteva Amazon Prime per comprare pannolini e biberon all'ultimo minuto.

Il mio verdetto?
La Visitazione è un momento importante. Un simbolo di fede, di speranza, di connessione tra donne. Tutto vero. Ma se fossi stata Elisabetta, avrei decisamente apprezzato un preavviso. Magari un SMS. Un'email. Qualcosa!
Forse sono solo io. Forse sono una persona orribile. Ma questa è la mia verità. E sono pronta a difenderla... a meno che non arrivi Maria a farmi visita. In quel caso, mi nasconderò dietro la tenda.
E magari le offrirò un tè e un biscotto. Per pura cortesia, ovviamente.