Vipera Nessuna Resurrezione Per Il Commissario Ricciardi

Amici, prendetevi un caffè, magari un cornetto, che oggi vi voglio raccontare una storia. Una storia che sa di antico, di mistero e, diciamocelo, anche di un po' di malinconia napoletana. Parliamo del Commissario Ricciardi, o meglio, della sua ultima fatica editoriale, quel titolo che suona quasi come un sussurro nel buio: Vipera Nessuna Resurrezione Per Il Commissario Ricciardi.

Già solo il nome… “Vipera Nessuna”. Fa pensare a serpenti, a tradimenti, a cose che strisciano nell'ombra. E, se vogliamo essere onesti, a chi non è mai capitato di sentirsi un po' come una vipera in certe situazioni? O magari più come un riccio, tutto spinato, pronto a difendersi. Beh, Ricciardi, lui no. Lui è un'altra pasta. È quel tipo di uomo che ti guarda e tu ti senti già processato, ma senza aver fatto niente di male. O almeno, spero per voi!

Dunque, di cosa parliamo esattamente? Immaginatevi la Napoli degli anni '30. Una città che vibra, che pulsa, che è un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto. E in questo palcoscenico, c'è il nostro Commissario Luigi Alfredo Ricciardi. Un uomo affascinante, certo, ma con un fardello che non potete nemmeno immaginare. Il suo "fardello" è un potere che definire strano è un eufemismo. Lui vede e sente i fantasmi. Sì, avete capito bene. I morti.

Non i fantasmi tipo Halloween, con lenzuoli bianchi e rumori inquietanti. No, i suoi sono più… persistenti. Sono le ultime parole, le ultime emozioni di chi è passato a miglior vita, che gli martellano nelle orecchie e gli si stampano davanti agli occhi. E voi direte: "Ma che storia è questa? Un commissario che parla coi morti?" E io vi rispondo: "Ecco perché è così dannatamente appassionante!"

Pensateci un attimo. Chi altro potrebbe risolvere un mistero in maniera così… metafisica? Mentre gli altri cercano impronte digitali e alibi, Ricciardi sente il sussurro di una vittima che dice: "Mi ha tradito il profumo del gelsomino". E via, si parte da lì. D'altronde, se i tuoi informatori sono già morti e sepolti, immaginate che vantaggi hai sui tuoi colleghi che devono accontentarsi di pentiti e testimoni oculari (che spesso sono più inaffidabili dei fantasmi, diciamocelo).

Una vipera a fumetti per Ricciardi | Sergio Bonelli Editore
Una vipera a fumetti per Ricciardi | Sergio Bonelli Editore

In Vipera Nessuna, la situazione si fa ancora più piccante. C'è un omicidio, ovviamente. Un omicidio che sembra uscito da un dramma shakespeariano, ma con un tocco tutto partenopeo. Un artista, qualcuno che gioca con la vita e con la morte, e lascia dietro di sé una scia di enigmi. E il nostro Ricciardi, con la sua solita aria da malinconico intellettuale, deve dipanare questa matassa di veleni e segreti.

Ma la vera chicca, amici miei, non sono solo i fantasmi. È la Napoli che vi entra dentro. Quella Napoli fatta di vicoli stretti dove il sole non arriva mai del tutto, di profumi intensi che si mescolano nell'aria, di gente che parla con le mani come se stesse dirigendo un'orchestra invisibile. È una città che è un personaggio a sé stante, con le sue luci e le sue ombre, i suoi pianti e le sue risate. E Ricciardi, con la sua anima tormentata, è l'anima di questa città.

E poi ci sono i personaggi secondari. Ah, i personaggi secondari! Abbiamo il fedele Brigadiere Maione, il poliziotto tutto d'un pezzo, quello che ti fa pensare: "Ma questo come fa a lavorare con un tipo che vede i fantasmi?". Eppure, c'è un legame profondo tra i due, un'amicizia nata dalla condivisione di una realtà che pochi possono capire.

Il commissario Ricciardi, anticipazioni quinta puntata del 22 febbraio
Il commissario Ricciardi, anticipazioni quinta puntata del 22 febbraio

E che dire della signora che tiene in mano la vita di Ricciardi, quella che gli fa il brodino e gli mette un cerotto sulla ferita metaforica? La sua governante, Adele. Una donna che sembra uscita da un film in bianco e nero, con la sua dignità e il suo amore silenzioso. È lei che tiene Ricciardi con i piedi per terra, o almeno, cerca di farlo. Immaginate la scena: lui, tutto preso dai tormenti ultraterreni, e lei che gli dice: "Commissario, è ora di pranzo. E si vesta bene, che c'è il sole." Che contrasto!

Ma torniamo alla storia. In Vipera Nessuna, il gioco si fa duro. C'è una vittima, un magistrato, qualcuno che era conosciuto per essere più duro di una pietra e più astuto di una volpe. E chi viene chiamato a risolvere il caso? Il nostro Ricciardi, ovviamente. E cosa scopre? Che dietro la facciata di rispettabilità, si nasconde un mondo di intrighi, corruzione e… beh, vipera! Il titolo, vedete, non è casuale. Non c'è proprio nessuna resurrezione per chi si è fatto male con queste vipere.

City Books Events: Maurizio De Giovanni e “Vipera, nessuna resurrezione
City Books Events: Maurizio De Giovanni e “Vipera, nessuna resurrezione

La bellezza di questi romanzi, scritti dalla sapiente mano di Maurizio de Giovanni, sta proprio in questo mix perfetto. Da un lato, il giallo. Quel mistero da svelare, quel "chi è stato?" che ti tiene con il fiato sospeso. Dall'altro, l'umanità. Le fragilità dei personaggi, i loro desideri inconfessati, i loro dolori silenziati. E poi, certo, i fantasmi. Quell'elemento che aggiunge una dimensione quasi poetica alla narrazione.

Perché, diciamocelo, chi non si è mai chiesto cosa direbbe una persona cara che non c'è più? Cosa penserebbe delle cose che sono successe dopo la sua partenza? Ricciardi, lui, ha questa possibilità. Una maledizione, certo, ma anche un dono che gli permette di vedere la verità dietro il velo della vita.

E in Vipera Nessuna, questa verità è particolarmente amara. Ci vengono presentati personaggi che sembrano usciti da un romanzo di Verga, ma catapultati nella Napoli degli anni '30. C'è la bellezza, c'è la decadenza, c'è la disperazione e c'è la speranza, quella flebile, che ci fa andare avanti.

Audiolibro. Vipera
Audiolibro. Vipera

Ma, e qui viene il bello, non aspettatevi un poliziotto che spara e corre a destra e a manca. Ricciardi è un investigatore metodico, riflessivo. Usa la sua intelligenza, la sua sensibilità, e sì, anche le testimonianze dei morti. Un po' come avere un informatore che non ha mai bisogno di un caffè o di una sigaretta per parlare. E che, cosa non da poco, non può essere messo a tacere da un testimone scomodo.

Quindi, se siete alla ricerca di una lettura che vi faccia pensare, che vi faccia sognare, che vi faccia sentire il profumo del mare e il peso dei segreti, allora Vipera Nessuna Resurrezione Per Il Commissario Ricciardi è il libro che fa per voi. È un viaggio nella Napoli di un tempo, un tuffo nella complessità dell'animo umano, e un incontro ravvicinato con chi ha scelto di non essere dimenticato. E ricordate, se sentite un sussurro quando leggete, non preoccupatevi. Potrebbe essere solo Ricciardi che vi dà un consiglio… o magari la vipera che sta per mordere.

Insomma, preparatevi a essere catturati. Perché Ricciardi, con i suoi fantasmi e la sua malinconia, è uno di quei personaggi che ti rimangono dentro. E questa volta, con quella vipera in agguato, il suo lavoro sarà più difficile che mai. Ma, come sempre, non vedremo l'ora di scoprire come se la caverà. D'altronde, chi altro potrebbe trovare una verità nascosta nel silenzio dei morti? Nessuno, amici miei. Nessuno.