Ah, il Ballo del Ceppo. Che parola magica! Se pensiamo al Ballo del Ceppo, la prima immagine che ci viene in mente è spesso quella di Hermione Granger. E diciamocelo, a chi non è capitato di fantasticare su quel vestito?
Ora, so che questa potrebbe essere un'opinione un po' impopolare, ma a me quel vestito... beh, mi fa pensare. Certo, è descritto come una cosa elegante, da vera damigella. Ma se guardiamo bene, con un occhio un po' più critico e forse un pizzico di sano sarcasmo, ci sono delle cose da dire.
Pensiamo a Hermione. Lei è la nostra eroina intellettuale. Quella che ha sempre un libro in mano. Quella che sa sempre la risposta giusta. Quella che risolve i problemi con la logica e la dedizione. Non è una che si preoccupa troppo di stoffe svolazzanti e paillettes scintillanti. La sua preoccupazione principale è solitamente trovare un incantesimo per liberare un amico o studiare per un esame di Pozioni.
E poi arriva il Ballo del Ceppo. E con esso, il vestito. Un vestito che, diciamolo, sembra uscito direttamente da una rivista di moda per principesse, ma con un piccolo difetto: non sembra proprio fatto su misura per la nostra Hermione. Voglio dire, lei è pragmatica. È pratica. Vorrebbe sicuramente qualcosa che le permetta di muoversi liberamente, magari per sfuggire a qualche studente troppo insistente o per raccogliere un libro caduto. Questo vestito, per quanto "bellissimo" possa essere, sembra piuttosto impegnativo da gestire.
Immaginatevi la scena. Hermione, con quel vestito lungo, magari con un po' di balze. Deve ballare. Dobbiamo ricordarci che non è una ballerina provetta. Lei è più brava con gli incantesimi che con i passi di danza. E con un vestito del genere, ogni movimento deve essere calcolato. Un passo falso e si rischia di inciampare, finire a terra, o peggio, strappare una parte della preziosa stoffa.

E poi, pensiamo alla comodità. Hermione ama la comodità. Ama poter infilarsi i suoi vestiti da scuola, pratici e senza fronzoli, per andare a studiare in biblioteca. Immaginatele in quell'abito da sera, magari un po' stretto, un po' ingombrante. Come si fa a concentrarsi sul menu del banchetto o sulle conversazioni importanti con un vestito che ti ricorda costantemente la sua presenza?
Ma forse il punto più divertente è il contrasto. Vediamo Hermione, la ragazza che passa ore sui libri, che cita incantesimi a memoria, che è la nostra piccola enciclopedia umana, improvvisamente trasformata in una sorta di fata madrina. E non che ci sia niente di male nell'essere una fata madrina, intendiamoci! Ma è solo che... non è proprio nel suo DNA più profondo. Lei è più terra terra, più concreta. Lei è la ragazza che preferirebbe un buon paio di pantaloni comodi per esplorare un tunnel segreto piuttosto che un vestito da sera per sfilare.

E la scena con Viktor Krum? Lui è un campione di Quidditch, un tipo forte e sicuro di sé. Lei è la ragazza brillante. Si completano, certo. Ma in quel momento, con quel vestito, lei sembra quasi un po' fuori posto, come se qualcuno le avesse detto: "Ok, Hermione, oggi devi essere una principessa".
Non fraintendetemi, il vestito è probabilmente descritto come stupendo nelle pagine del libro. E certamente, lei ci appare molto diversa dal solito. È un cambiamento che sottolinea l'importanza dell'evento. Ma se fossimo noi nei panni di Hermione, e ci dessero quel vestito, non potremmo fare a meno di pensare: "Ma non ci sarebbe stato un pantalone più carino? O magari una tunica con uno scollo a V che non mi costi la vita ogni volta che mi giro?"
Certo, l'idea è che lei sia stata trasformata per l'occasione. Che lei sia stata abbellita. Che lei sia apparsa radiosa. E lo è stata, senza dubbio. Ma io mi chiedo sempre se, in un angolo della sua mente, mentre danzava con Krum, Hermione non stesse pensando: "Speriamo che questo vestito non si impigli nella scopa più tardi" o "Chissà se c'è una spell per renderlo più traspirante".

E poi c'è la questione del colore. Il vestito rosa! Per Hermione, che solitamente veste in modo così sobrio, il rosa acceso è una vera dichiarazione. Non è una scelta che farebbe normalmente, se non fosse per quell'occasione speciale. È come se qualcuno le avesse detto: "Fai un'eccezione, Hermione! Divertiti! E indossa questo colore che urla 'Sono qui per il Ballo del Ceppo!'".
Forse la mia opinione impopolare è che Hermione Granger, nel profondo, avrebbe preferito qualcosa di meno appariscente. Qualcosa di più... Hermione. Qualcosa che le permettesse di essere sé stessa al 100%, senza la distrazione di un abito che richiedeva un'attenzione costante. Immaginatevela con un bel completo pantalone di velluto blu scuro, magari con un filo d'argento. O una veste di seta color petrolio, elegante ma pratica. Avrebbe comunque brillato, ma con la sua solita, incredibile efficienza.

Il fascino di Hermione non sta nei suoi abiti, ma nella sua intelligenza, nella sua lealtà, nella sua forza d'animo. Il vestito del Ballo del Ceppo è solo un momento fugace, un'eccezione che conferma la regola. Una regola che dice che la vera magia di Hermione Granger risiede altrove. E forse, solo forse, la sua versione più felice al Ballo del Ceppo sarebbe stata con qualcosa di un po' più adatto alla sua personalità da maga super intelligente e un po' meno da damigella in pericolo che deve stare attenta a non inciampare.
E per questo, cari lettori, mi sento di dire: viva la praticità di Hermione Granger! Anche al Ballo del Ceppo. Forse la prossima volta, chiederà a McGonagall se può provare con un incantesimo di trasfigurazione per farle comparire un paio di jeans eleganti. Sarebbe una vera svolta!