Verbi Di Modo Finito E Indefinito

Ah, l'italiano! Che lingua meravigliosa, un po' come un’antica ricetta di famiglia che si tramanda di generazione in generazione. A volte è dolce, altre volte piccante, ma sempre piena di sapore. Oggi voglio parlarvi di un argomento che, diciamocelo, non fa esattamente brillare gli occhi ai più. Parliamo di verbi.

Sì, lo so. Verbi. Già sento qualcuno sbadigliare. Ma aspettate un attimo! Non tutti i verbi sono uguali. Ci sono quelli che fanno un po’ i capricciosi, quelli che si fanno desiderare. E poi ci sono quelli… beh, quelli che sono sempre lì, pronti all'azione. Sto parlando dei nostri amici, i verbi di modo finito e i verbi di modo indefinito.

Immaginatevi una festa. Una bella festa, con musica, stuzzichini, e un sacco di gente che chiacchiera. I verbi di modo finito sono come quelli che arrivano puntuali, si presentano con nome e cognome, magari ti danno la mano e ti dicono chiaramente chi sono e cosa stanno facendo. Sono quelli che hanno un tempo ben preciso: ieri, oggi, domani. Dicono pure chi è che parla: io, tu, lui, lei, noi, voi, loro. Mica scherzi!

Pensate a quando dite: "Io mangio una pizza". Ecco, mangio è un verbo di modo finito. È chiaro, tondo, e ti dice tutto: sono io che mangio, e lo sto facendo adesso. Niente ambiguità. È diretto, come un pugno nello stomaco… di pizza, si intende! È il verbo che si mette in mostra, quello che non ha paura di farsi vedere in faccia. È quello che, di solito, ci fa fare i conti con le coniugazioni al passato, presente e futuro. Un vero e proprio carabiniere della grammatica, che mette ordine e definisce tutto con precisione.

E poi ci sono loro, i verbi di modo indefinito. Questi sono un po’ i tipi strani della festa. Arrivano, si nascondono un po’ nell’ombra, e non ti dicono subito chi sono. Diciamo che sono i tipi “a prescindere”. Non ti specificano chi è che fa l’azione, né quando precisamente la sta facendo. Sono più… vaghi. Sono come quelle persone che ti dicono "ah, sì, ho visto qualcuno fare quella cosa" senza specificare chi.

MAPPE per la SCUOLA: I VERBI: I MODI finiti e indefiniti del verbo
MAPPE per la SCUOLA: I VERBI: I MODI finiti e indefiniti del verbo

I nostri amici infinito, participio e gerundio sono i capi indiscussi di questo gruppo. L'infinito, ad esempio, è quello che finisce sempre in "-are", "-ere", "-ire". Come "mangiare", "leggere", "dormire". Sentite come suona? È il verbo nella sua forma più pura, più selvaggia, non ancora addomesticata dalle regole del tempo e della persona. È come un progetto di vita non ancora iniziato, un desiderio. "Vorrei viaggiare di più." Ecco, viaggiare è lì, pronto a succedere, ma non sappiamo chi, né quando. È un po' romantico, no?

Poi c'è il participio. Questo è quello che spesso si veste da aggettivo o da parte del passato prossimo. "La torta mangiata era buonissima." O "Ho mangiato troppa torta". Vedete? A volte si presenta bene, altre volte si nasconde dietro un altro verbo per fare il lavoro sporco. È un po' come l'attore non protagonista che però fa la differenza. Il participio passato, in particolare, è quello che più spesso sentiamo, perché ci serve per costruire frasi più complesse e per dare quel tocco di "ho fatto", "ho visto", "ho detto".

Il verbo: caratteristiche, strutture e modi verbali - Studenti Top
Il verbo: caratteristiche, strutture e modi verbali - Studenti Top

E infine, il gerundio. Ah, il gerundio! Questo è quello che ci fa capire che un'azione sta succedendo mentre ne succede un'altra. Quello che finisce in "-ando" o "-endo". "Sto mangiando la pizza mentre guardo la TV." O "Camminando nel parco, ho visto un gatto strano." Il gerundio è un po’ il narratore discreto, quello che ti racconta cosa sta succedendo sullo sfondo, mentre l'azione principale va avanti. È quello che ci dà un senso di continuità, di azione in corso. A volte, quando lo usiamo troppo, ci sentiamo un po' come dei cantastorie seriali, ma è così utile!

La mia opinione, forse un po' impopolare, è che i verbi di modo indefinito abbiano un certo fascino. Sono un po’ come i misteri della vita. Non ti danno tutte le risposte subito, ti lasciano un po’ di spazio per immaginare. Mentre i verbi di modo finito sono fantastici, certo, ci aiutano a essere chiari e precisi. Ma a volte, essere un po’ ambigui, un po’ poetici, ha il suo perché.

Il Verbo: modi finiti e indefiniti - YouTube
Il Verbo: modi finiti e indefiniti - YouTube

Pensateci bene: se parlassimo solo con i verbi di modo finito, le nostre frasi sarebbero tutte "Io faccio questo", "Tu fai quello", "Lui ha fatto quell'altro". Sarebbe un po' noioso, vero? Mancanza di sfumature, di quel pizzico di immaginazione che ci rende umani. I verbi indefiniti ci permettono di sognare, di desiderare, di immaginare azioni senza doverle per forza incasellare subito in un "chi" e un "quando".

Per esempio, quando dico "Amore è sentire", sto usando due verbi indefiniti: amore (che non è proprio un verbo, ma qui lo usiamo in modo poetico, lo ammetto, ma il concetto è quello!) e sentire. Non sto dicendo chi prova amore, né in che tempo. È un'affermazione universale, pura. Se dicessi "Io sento amore adesso", sarebbe diverso, più specifico. Ma "Sentire" da solo ha un'altra forza, vero?

Coniugazione dei verbi, modi finiti e indefiniti
Coniugazione dei verbi, modi finiti e indefiniti

Quindi, la prossima volta che vi imbatterete in un infinito, un participio o un gerundio, non guardateli con sospetto. Dategli un sorriso. Sono loro che ci permettono di essere vaghi quando vogliamo, di sognare, di esprimere desideri senza metterci pressione. Sono quelli che rendono la nostra lingua più flessibile, più artistica. I verbi di modo finito sono l'ossatura, ma i verbi di modo indefinito sono la carne, il sangue, e quell'anima che rende l'italiano così speciale. E forse, solo forse, sono anche un po' più divertenti, perché ci lasciano liberi di interpretare.

E poi, diciamocelo, a volte è bello non dover decidere subito chi ha fatto cosa. Ci dà un po' di respiro, un po' di spazio per pensare. O per non pensare affatto. Diciamo che sono i verbi che ci ricordano che non tutto deve essere definito. E in un mondo che ci chiede sempre di essere precisi, questa è una piccola, dolce libertà. Quindi, evviva i verbi di modo indefinito! Che continuino a farci sognare e a rendere le nostre frasi un po' più interessanti. E che nessuno osi dire che sono "indefiniti" nel senso di "poco importanti"! Sono semplicemente… liberi.