Sapete, quando pensiamo all'Orlando Furioso, la mente corre subito ai grandi eroi: Orlando, ovviamente, il campione senza macchia e senza paura (almeno finché non impazzisce per amore di Angelica); Rinaldo, con la sua spada magica e il suo spirito un po' irrequieto; Ruggero, il prode cavaliere destinato a dare origine alla stirpe degli Estensi. Sono loro le stelle, i fuochi d'artificio che illuminano la tela di questo capolavoro. Ma... ma vi siete mai soffermati su quei personaggi che, diciamocelo, sono un po' come le comparse nei film d'azione? Quelli che magari compaiono per una scena, fanno il loro dovere, e poi scompaiono nell'ombra, lasciandoci con un vago ricordo? Eppure, amici miei, questi personaggi "minori" sono il sale, il pepe, quel tocco in più che rende l'opera così ricca e irresistibile! Oggi voglio parlarvi di uno di questi personaggi, uno di quelli che mi ha sempre strappato un sorriso, un personaggio che forse non troverete in prima pagina nei riassunti del poema, ma che, a mio parere, merita un applauso scrosciante: parliamo di Gano di Maganza!
Gano, il "cattivo" che non è mai abbastanza cattivo
Ora, sento già qualche sussurro: "Ma Gano? Ma è un traditore! Il peggiore di tutti!". Sì, sì, lo so. Gano è il sinonimo stesso di tradimento nel mondo dell'Orlando Furioso. È lui quello che, per invidia, per sete di potere, per pura e semplice malvagità (chi lo sa!), architetta piani su piani per far fuori i paladini cristiani. È un po' come quel collega in ufficio che, mentre sorride con te in pausa caffè, sta già pensando a come farti inciampare sulla scena del crimine. Solo che qui la scena del crimine è un campo di battaglia medievale e le conseguenze sono un po' più... definitive.
Ma, vedete, quello che mi fa amare Gano è proprio la sua "costanza" nella malvagità. Non c'è un momento in cui pensiamo: "Oh, povero Gano, forse ha fatto tutto per una buona causa!". No, lui è lì, fedele al suo ruolo di spina nel fianco. È come quel personaggio in una commedia teatrale che, nonostante sia ovviamente un "cattivo", lo fa con una tale comicatà involontaria che non puoi fare a meno di ridere. Ogni suo piano, ogni suo complotto, sembra destinato a fallire in modi spettacolari, spesso a suo discapito. È il "villain" per eccellenza, quello che ti fa dire: "Ma come, ancora tu? Non hai ancora imparato la lezione?". E la risposta è sempre: "No!". E questo, diciamocelo, è divertente!
Pensate a quanto sarebbe noioso se tutti fossero eroi perfetti. Avremmo un sacco di gente che fa cose fantastiche, certo, ma dove sta il dramma? Dove sta l'intrigo? Dove sta quel pizzico di perfidia che ci fa tenere il fiato sospeso? Gano, con la sua perfidia quasi esagerata, ci regala proprio questo. È come un ingrediente segreto in una ricetta complessa: da solo potrebbe non essere il massimo, ma senza di lui, il piatto non avrebbe lo stesso sapore!
E poi, diciamocelo, i suoi stratagemmi sono spesso così assurdi da diventare quasi adorabili. Tipo quando cerca di far credere a Carlo Magno che Orlando sia impazzito per amore, o quando trama per far cadere i paladini in trappola. Sono piani che, se ci pensate in un contesto moderno, sembrerebbero usciti da un cartone animato un po' troppo esagerato. Ma nell'epoca di Ariosto, e nel contesto epico dell'Orlando Furioso, queste macchinazioni assumono un fascino tutto particolare. Sono il motore dell'azione, la molla che fa scattare nuove avventure e nuove battaglie. Senza Gano, molti dei nostri eroi preferiti si sarebbero annoiati a morte!
Il "motore" dell'azione (a modo suo)
Diciamo la verità: senza Gano, l'Orlando Furioso sarebbe un po' come una torta senza ripieno. Lui, nel suo essere così smaccatamente negativo, è quello che dà il via a un sacco di guai, e i guai, diciamocelo, sono il pane quotidiano dei nostri eroi! È lui che manda Orlando in missione per recuperare le insegne rubate, mettendo in moto tutta quella trafila di peripezie che porteranno il nostro paladino a perdere la testa per Angelica. È lui che, con le sue bugie, spinge i cristiani a fidarsi dei saraceni (un'idea geniale, vero?), creando il caos sul campo di battaglia.

È un po' come quel personaggio secondario in un videogioco che, pur non essendo il boss finale, ti dà quella missione preliminare che ti fa entrare nel vivo dell'azione. Gano è quel "quest giver" diabolico. Ti affida il compito, ti manda allo sbaraglio, e poi si gode lo spettacolo da lontano, ghignando come un matto. E noi, come giocatori, non vediamo l'ora di vedere come se la caveranno i nostri eroi, proprio grazie alle mosse di questo "cattivo" così prevedibile ma così efficace.
Quel pizzico di umanità (sì, davvero!)
Ok, lo so cosa state pensando: "Umanità in Gano? Ma scherzi?". Beh, non parlo di un'umanità nel senso di bontà d'animo, sia chiaro! Parlo di quell'umanità nel senso di "falla umana". Gano è un personaggio che, pur essendo malvagio, ci appare anche in qualche modo... umano nelle sue debolezze. La sua invidia, la sua ambizione sfrenata, la sua incapacità di imparare dagli errori – sono tutte cose che, in fondo, possiamo riconoscere in noi stessi o nelle persone che conosciamo. Certo, noi non complottiamo per far fuori i nostri vicini, ma quell'invidia per il lavoro altrui, quella piccola gelosia... ci siamo capiti, no?

E poi, c'è la sua persistenza. Anche quando i suoi piani vanno a monte, lui non si arrende. È come un imprenditore fallito che, dopo aver perso tutto, decide di riaprire una nuova attività con la stessa determinazione (magari con un'idea migliore, si spera!). Questa sua tenacia, per quanto mal riposta, ha qualcosa di quasi ammirevole. Ci dimostra che anche i personaggi più negativi hanno una loro forza motrice, una loro visione del mondo (anche se è una visione distorta e egoistica).
Insomma, la prossima volta che vi capiterà tra le mani l'Orlando Furioso, non fermatevi solo ai cavalieri splendenti e alle dame in pericolo. Dedicate un pensiero, un sorriso, magari un piccolo sguardo di compatimento (o di divertito disprezzo) a Gano di Maganza. Lui è il pilastro nascosto, il motore traboccante, il sapore inatteso di questa magnifica opera. È la prova che, a volte, i personaggi che meno ci aspettiamo sono quelli che ci regalano le emozioni più genuine e divertenti. E per questo, Gano, ti dico grazie! Continua così, continua a tramare, continua a essere quel "cattivo" che tanto amiamo odiare! Sei un personaggio minore, sì, ma senza di te, l'Orlando Furioso perderebbe un bel pezzo del suo incanto! E ora, se volete scusarmi, devo andare a rileggere quelle parti dove Gano combina l'ennesimo disastro. Mi fanno sempre ridere da morire!