
Parliamoci chiaro: le salite... oddio!
Ammettiamolo: La Salita, Questa Sconosciuta
Siamo onesti. Chi di noi gioisce veramente quando vede la strada che improvvisamente punta verso il cielo? Dai, non mentite! Certo, c'è chi fa finta di niente, chi dice di amarla perché fa tanto figo. Ma la verità è che per la maggior parte di noi, la salita è un nemico giurato.
Poi ci sono quelli che dicono: "È una sfida! Mette alla prova la tua resistenza!". Ma io mi chiedo: non potremmo mettere alla prova la nostra resistenza... davanti a una pizza gigante? O provando a montare un mobile dell'IKEA senza istruzioni?
Io dico, basta con questa esaltazione della fatica gratuita! La vita è già abbastanza complicata, non serve aggiungere pendenze impreviste al percorso.
Salite e Tipi Umani (e Disumani)
Le salite rivelano il vero carattere delle persone. Ci sono:

- I "Guru della Maratona": ti passano accanto sorridendo come se stessero comprando il pane. Vorrei tanto sapere cosa pensano quando sono soli in salita, probabilmente imprecano come noi comuni mortali.
- I "Motociclisti Determinate": li senti arrivare da lontano. Scalano marce e ti superano con un ruggito, lasciandoti nella polvere (e nella frustrazione).
- E poi ci siamo noi, i "Sopravvissuti": arrancando, sudando e maledicendo il giorno in cui abbiamo deciso di uscire di casa.
"La salita è come la vita: difficile, faticosa, e spesso senza una logica apparente." -Un Filosofo Anonimo (Probabilmente Stremato)
E non dimentichiamoci dei nomi delle salite! Spesso evocano immagini apocalittiche: "Via del Dolore", "Salita degli Orrori", "Colle della Disperazione". Ma chi le ha scelte?
Consigli (Non Richiesti) per Affrontare le Salite (o Evitarle)
Dato che non possiamo farle sparire (magari!), ecco qualche consiglio:

- Rallenta. Seriamente. Non c'è una medaglia per chi arriva primo in salita (a meno che tu non stia facendo una gara, ma allora perché stai leggendo questo?).
- Distraiti. Canta, pensa a cose felici, immagina di essere su una spiaggia ai Caraibi. Funziona? No, ma almeno ti fa passare il tempo.
- Accetta il tuo destino. La salita finirà. Forse. Prima o poi.
- E se proprio non ce la fai, scendi e spingi. Non c'è vergogna in questo! Anzi, c'è saggezza.
Concludendo, le salite sono un male necessario. Ma possiamo affrontarle con un sorriso (forzato) e un pizzico di autoironia. E magari, la prossima volta, scegliamo un percorso... in pianura!
Forse sono io che ho bisogno di una vacanza. O di un buon allenatore. Oppure, semplicemente, di accettare che non diventerò mai un ciclista professionista. E va bene così.
Alla prossima pedalata (magari in discesa)!