The French Dispatch Of The Liberty Kansas Evening Sun

Sapete, quelle sensazione quando ti imbatti in una scatola di vecchie foto? Quella polverosa, piena di immagini sbiadite di persone che forse hai conosciuto, o forse sono solo fantasmi di un tempo andato? Ecco, "The French Dispatch" di Wes Anderson è un po' come sfogliare una di quelle scatole. Solo che invece delle foto di famiglia, ci trovi delle storie incredibili, raccontate con uno stile che ti fa sentire come se stessi sorseggiando un caffè in un bistrot parigino, con una fetta di croque monsieur che ti scivola giù perfettamente.

Immaginate la scena: voi, rilassati, magari sul divano con un plaid, e all'improvviso vi ritrovate trasportati in un mondo dove tutto è un po' più colorato, un po' più eccentrico, e decisamente più affascinante. Non è un film che "succede", è un film che "arriva". Come quella zia un po' fuori di testa che ti racconta un aneddoto lunghissimo ma ogni volta ti strappa una risata. E Wes Anderson è un po' questa zia, ma con un senso estetico da urlo e una troupe di attori che sembrano essersi dimenticati come si recita "normalmente", il che, intendiamoci, è un gran complimento.

Il cuore pulsante di tutto è "The French Dispatch of the Liberty Kansas Evening Sun", un nome che già di per sé suona come un'avventura. Pensatelo come il giornale locale più stravagante che abbiate mai immaginato. Non troverete qui i soliti "Avviso di smarrimento gatto" o "Ricordatevi di pagare le tasse". Oh no. Qui si parla di rivoluzioni giovanili in una Parigi che sembra uscita da un libro di fiabe, di artisti enigmatici e dei loro capolavori sconvolgenti, e di avventure culinarie che vi faranno venire una fame da lupi.

È come se il vostro amico super intellettuale vi stesse spiegando un articolo complicatissimo, ma invece di annoiarvi a morte, lo facesse con una tale passione, con gesti esagerati e un vocabolario ricercato, che vi ritrovate ipnotizzati. E poi, improvvisamente, vi fa una battuta talmente tagliente e inaspettata che vi ritrovate a ridere fino alle lacrime. Ecco, questo è lo stile di Anderson.

Il film è strutturato come un'edizione speciale di questo giornale. Ogni storia è un articolo a sé, con un suo titolo altisonante e un suo taglio narrativo. C'è la sezione delle cronache mondane (ma alla maniera di Wes Anderson, quindi aspettatevi più artisti in fuga che principi annoiati), quella dedicata alla cultura (con un focus su un pittore che sembra aver passato più tempo a contemplare i suoi pensieri che a dipingere), e poi quella che potremmo definire delle "pagine d'azione", dove succedono cose – e quando dico "succedono cose", intendo un vero e proprio fiorire di eventi, a volte caotici, a volte teneri.

The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun - Recensione del
The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun - Recensione del

Pensate a quando leggete un giornale la mattina. Ci sono le notizie serie, quelle un po' più leggere, quelle che vi fanno pensare. "The French Dispatch" prende tutto questo e lo mette in una macchina del tempo, lo porta a Parigi negli anni '60 e lo condisce con un'abbondanza di simmetria, colori pastello e dialoghi che sembrano scritti da un poeta under 30 con un debole per il sarcasmo.

Prendiamo, per esempio, la storia dell'artista. Non è un artista qualsiasi. È un artista talmente geniale, talmente... artistico, che le sue opere sono dei ritratti di persone che lui incontra, ma visti attraverso una lente unica. E la sua musa? Beh, diciamo che è una figura che potrebbe essere interpretata in mille modi diversi, un po' come quel quadro astratto che non capisci ma ti affascina. E poi c'è la cronaca della rivoluzione giovanile. Non è la solita protesta con striscioni e slogan noiosi. Qui i giovani si ribellano con arte, filosofia e un'eleganza che lascia a bocca aperta. E tutto questo, naturalmente, è girato con quel tocco inconfondibile di Wes Anderson, dove ogni inquadratura è una composizione pittorica.

“The French Dispatch of the Liberty” | Wes Anderson: Mira el tráiler de
“The French Dispatch of the Liberty” | Wes Anderson: Mira el tráiler de

E poi ci sono i personaggi. Ah, i personaggi! Sono tutti dei veri e propri pezzi da novanta. C'è il caporedattore, interpretato dal mitico Bill Murray, che è l'incarnazione dell'elegante distacco, come quel professore che sa tutto ma lo dice con un sorriso furbo. Ci sono giornalisti intrepidi, intellettuali tormentati, poliziotti baffuti e un esercito di comparse che sembrano usciti da un film in bianco e nero dimenticato. Ognuno ha il suo modo di parlare, di vestire, di muoversi, che ti fa subito capire chi è e cosa vuole (anche se a volte quello che vuole è un po' misterioso, e va benissimo così).

È un po' come incontrare tutti i tuoi conoscenti preferiti nello stesso posto, solo che qui sono stati "ricreati" da Wes Anderson, che ha aggiunto un pizzico di magia cinematografica. Pensate a quella volta che siete capitati a una festa e vi siete ritrovati a parlare per ore con persone che non conoscevate, ma che vi hanno affascinato con le loro storie e la loro unicità. Ecco, "The French Dispatch" è quella festa, ma senza il rischio di dover offrire da bere.

Media - The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun (Film, 2021)
Media - The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun (Film, 2021)

La narrazione è un po' come un puzzle. Le storie si intrecciano, si sovrappongono, a volte sembrano uscire dal quadro per venire a parlarti direttamente. E tu, invece di perderti, ti ritrovi sempre più coinvolto. È quella sensazione che hai quando stai leggendo un libro avvincente e non riesci a metterlo giù, anche se fuori è giorno e dovresti fare mille cose.

E la musica! Oh, la musica è un capitolo a parte. È come se ogni scena avesse la sua colonna sonora perfetta, che ti accompagna dolcemente o ti trascina in un vortice di emozioni. C'è quel tipo di musica che ti fa pensare "sì, esatto, è proprio così che doveva suonare!".

‘The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun’ official
‘The French Dispatch of the Liberty, Kansas Evening Sun’ official

Ma la cosa più bella, la cosa che ti fa davvero sorridere e annuire, è la nostalgia che questo film evoca. Non la nostalgia dei tempi andati, ma quella più sottile, di un certo modo di raccontare storie, di un certo modo di vedere il mondo. Un mondo dove l'arte è importante, le parole hanno un peso, e ogni dettaglio è curato con amore e meticolosità.

È un po' come guardare un vecchio film in bianco e nero, ma con i colori di un quadro impressionista. C'è un'aria di eleganza senza tempo, anche quando il caos regna sovrano. E questo è il grande talento di Wes Anderson: trasformare il bizzarro in qualcosa di profondamente umano e incredibilmente divertente.

Quindi, se vi sentite un po' annoiati dalla solita routine, se avete voglia di essere trasportati in un luogo dove l'immaginazione non ha limiti, e se amate le storie ben raccontate (anche se un po' fuori di testa), date un'occhiata a "The French Dispatch". È come fare un viaggio indimenticabile, senza muovere un passo dalla sedia. E alla fine, vi ritroverete con un sorriso stampato in faccia, e forse, solo forse, con la voglia di scrivere la vostra personale edizione speciale di un giornale immaginario. Chi lo sa, magari un giorno ci sarà anche il vostro articolo! E sarebbe fantastico, no? Assolutamente fantastico.