The Boys 3: Il Glorioso Piano Quinquennale Garth Ennis

Allora, ragazzi e ragazze che amate le cose un po' disordinate e decisamente non convenzionali, siete pronti per fare un tuffo in un universo dove i supereroi non sono esattamente quelli che ci hanno venduto nei fumetti? Oggi parliamo di qualcosa di parecchio speciale: The Boys 3: Il Glorioso Piano Quinquennale, scritto dal maestro del caos controllato, Garth Ennis.

Avete presente The Boys? Quella serie che ti fa dire "ma cosa sto leggendo?!" ogni due pagine, ma non riesci a smettere? Beh, questo è un altro capitolo di quella follia, e diciamocelo, è pura genialità.

Se siete nuovi nel mondo di The Boys, immaginatevi un mondo dove i supereroi sono delle popstar multimilionarie, gestite da una corporazione senza scrupoli chiamata Vought International. Ma sotto il luccicante velo di eroismo, si nascondono ego smisurati, vizi indicibili e un livello di corruzione che farebbe impallidire qualsiasi dittatore di paese terzo.

E poi ci sono The Boys, appunto. Un gruppo di tizi più o meno normali, con un profondo rancore verso questi "supes" e una missione: smascherarli e, se necessario, fargliela pagare. Senza troppi complimenti, ovviamente.

Ora, veniamo a Il Glorioso Piano Quinquennale. Questo volume, come suggerisce il titolo (e come ci ha abituato Ennis), promette grandi cose, forse anche troppo grandi per essere credute. Ma con Ennis, le promesse sono spesso fatte per essere infrante in modi spettacolari.

Cosa ci aspetta in questo "Glorioso Piano"?

Beh, senza fare troppi spoiler che potrebbero rovinare la sorpresa (e credetemi, le sorprese in questo fumetto sono epiche), possiamo dire che il piano in questione non è esattamente una passeggiata di salute. È più una specie di piano disperato, frutto della mente geniale (e un po' malata) di Butcher, il leader dei Boys.

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Pensatela così: se i vostri nemici sono dei semidei con poteri incredibili e un'armata di fan adoranti, come li affrontate? Non potete certo andare alla Vought e chiedere un autografo, vero? Dovete pensare fuori dagli schemi, e con Butcher, "fuori dagli schemi" significa spesso "dentro un bidone di esplosivo".

Questo volume ci porta a vedere i Boys in una situazione davvero complicata. Si trovano a dover affrontare nemici che sembrano invincibili, e le loro solite tattiche da "randagi" potrebbero non bastare.

Ecco dove entra in gioco il "Glorioso Piano Quinquennale". È ambizioso, è folle, e soprattutto, è molto Ennis. Si tratta di un piano che coinvolge, beh, un sacco di cose che non dovrebbero succedere. Immaginatevi di dover smantellare una multinazionale che vende sogni di gloria, ma voi avete solo un mitra arrugginito e una buona dose di cinismo.

E non dimentichiamoci dei supereroi. In questo mondo, sono delle vere e proprie celebrità. Pensate a star del cinema, cantanti famosi, atleti di punta, ma con la capacità di volare, sparare raggi laser o sollevare macchine. Solo che, dietro le quinte, sono spesso mostri.

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Il Glorioso Piano Quinquennale scava ancora più a fondo nelle loro vite, mostrando quanto siano distanti dalla realtà e quanto siano disposti a tutto per mantenere la loro immagine di eroi.

Perché è così dannatamente interessante?

La prima cosa che salta all'occhio, ovviamente, è la scrittura tagliente di Garth Ennis. L'uomo ha un talento incredibile nel mescolare umorismo nero, violenza esagerata e critica sociale in un cocktail esplosivo. Le battute sono sferzanti, i dialoghi sono pieni di sarcasmo, e ogni pagina è un colpo allo stomaco, nel senso buono, ovviamente!

Poi c'è l'approccio iconoclasta verso il genere supereroistico. Invece di celebrare l'eroismo puro, Ennis si diverte a smontare l'idea stessa di supereroe, mostrando cosa succederebbe se persone con poteri straordinari fossero, in realtà, solo esseri umani con tutti i loro difetti, amplificati dalla loro condizione. È come scoprire che Babbo Natale è in realtà un broker finanziario senza scrupoli.

Rhetorical question alert! Non vi viene voglia di vedere cosa succede quando i "buoni" non sono poi così buoni e i "cattivi" (i Boys, in questo caso) sono moralmente ambigui, ma in fondo, forse, stanno solo cercando di fare la cosa giusta nel modo peggiore possibile?

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La violenza, diciamocelo, è un elemento chiave. Ma non è mai gratuita fine a se stessa. È un modo per Ennis di sottolineare la brutalità del mondo che ha creato, e le conseguenze delle azioni di questi "supes". Se vi scandalizzate facilmente, forse non è il fumetto per voi. Ma se siete fan di qualcosa di coraggioso e senza filtri, allora siete nel posto giusto.

Il Glorioso Piano Quinquennale ci offre anche una prospettiva interessante sui motivi che spingono i Boys ad agire. Non sono solo dei ribelli senza causa; hanno le loro ferite, i loro traumi, e un desiderio bruciante di giustizia, anche se la loro idea di giustizia è un po' estrema.

E poi, diciamolo, c'è un certo piacere nel vedere personaggi che solitamente sono intoccabili e perfetti, ridotti all'osso, mostrati nella loro nuda e cruda umanità (o inhumanità, a seconda dei casi).

Pensate a quando eravate bambini e immaginavate i supereroi, con i loro mantelli svolazzanti e le pose eroiche. Ennis prende quelle immagini e le rompe in mille pezzi, per poi ricostruirle in modo più realistico, ma anche molto più oscuro e affascinante.

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Se vi piace l'idea di vedere un piano folle prendere forma, con personaggi che agiscono al limite del buon senso, e una trama che non ha paura di essere sdrucciolevole, allora The Boys 3: Il Glorioso Piano Quinquennale è un must.

È un fumetto che fa riflettere, che fa ridere (spesso amaramente), e che, soprattutto, non lascia indifferenti. È la dimostrazione che il genere supereroistico può essere ancora esplorato in modi nuovi e sorprendenti, basta avere il coraggio di rompere le regole.

Quindi, se avete voglia di una lettura che vi scuota un po', che vi faccia mettere in discussione le vostre idee sui supereroi, e che vi lasci con un sorriso un po' malizioso sulle labbra, correte a cercare questo volume. Potrebbe essere il capolavoro di cui non sapevate di aver bisogno.

E ricordate, nel mondo di The Boys, anche il piano più "glorioso" può finire in un modo totalmente inaspettato. E questo, diciamocelo, è parte della sua bellezza!