
Ammettiamolo, gente. C'è una cosa che non oso dire ad alta voce alle cene eleganti. Una confessione che mi fa sentire un po'... eretico.
Sto parlando dell'Ave Maria di Schubert. Sì, lo so. E' un capolavoro. Sacro. Emozionante. Fa venire la pelle d'oca. Bla bla bla. L'ho sentita. L'ho sentita cantare ai matrimoni, ai funerali, nei film strappalacrime.
Ma... ecco il problema. Quando la sento cantare in italiano, mi sale un'orticaria improvvisa.
Aspetta, aspetta! Prima che mi lapidiate con i vostri CD di Pavarotti, ascoltate. Non è che non mi piaccia l'italiano. Amo la pasta, la pizza, e le espressioni colorite che uso quando cerco parcheggio. Ma... l'Ave Maria in italiano... non so, mi suona un po' come quando il vicino canta sotto la doccia.
Forse è perché sono cresciuto sentendola in latino o in tedesco. Quelle versioni hanno un'aura di sacralità, un peso che mi fa sentire piccolo piccolo davanti alla grandezza della musica. In italiano, invece, mi sembra che stia per partire la pubblicità di un detersivo.

Ok, forse sto esagerando. Un po'. Ma diciamocelo, non sono l'unico che pensa che certe traduzioni rovinino un po' l'atmosfera, no?
Perché? Permettetemi di spiegarmi (un pochino).
Forse è una questione di fonetica. Il latino, con le sue vocali aperte e le consonanti che sanno di incenso, si sposa a meraviglia con la melodia. Il tedesco, con la sua serietà teutonica, le dà un tono quasi filosofico. L'italiano... beh, l'italiano è un po' troppo allegro per una preghiera così intensa.

Un esempio pratico?
"Ave Maria, piena di grazia..."
Suona magnifico in latino. Solenne in tedesco. Ma in italiano... non so, mi aspetto che dopo "piena di grazia" la cantante mi offra un caffè.

E non fraintendetemi, le cantanti italiane sono bravissime! Solo che... non so, la combinazione mi fa storcere un po' il naso.
Certo, capisco che cantare in italiano rende il brano più accessibile a un pubblico più vasto. E' bello che tutti possano capire il significato delle parole. Ma a volte, un po' di mistero non guasta.

Forse è solo una mia idiosincrasia. Magari è perché ho sentito troppe volte la versione italiana nei momenti sbagliati. O forse, semplicemente, sono un vecchio brontolone che preferisce le cose come le ha sempre conosciute.
Ma una cosa è certa: la prossima volta che sentirò l'Ave Maria di Schubert in italiano, mi rifugerò in un angolo a sussurrare la versione latina. E magari, nel frattempo, mi farò una bella spaghettata. Per bilanciare le cose.
E voi? Qual è la vostra versione preferita? Ditemi, non abbiate paura di confessare le vostre "eresie musicali"! Forse non sono il solo pazzo in giro.