
Il concetto di tempo del racconto e tempo della storia, termini derivati dalla narratologia, si riferisce alla distinzione tra l'ordine cronologico degli eventi narrati (la storia) e il modo in cui questi eventi vengono presentati nel testo (il racconto). Comprendere questa distinzione è fondamentale per analizzare in profondità un'opera narrativa.
Cos'è il Tempo del Racconto e il Tempo della Storia?
Il tempo della storia, noto anche come fabula o intreccio, è la sequenza cronologica degli eventi come sarebbero accaduti realmente. Immaginiamo una linea temporale dove ogni evento si colloca in un punto preciso.
Il tempo del racconto, invece, è la maniera in cui questi eventi sono disposti nel testo. L'autore può scegliere di alterare l'ordine cronologico, accelerare o rallentare il ritmo della narrazione, e persino omettere eventi importanti.
Perché è Importante?
La manipolazione del tempo è una delle tecniche narrative più potenti a disposizione dell'autore. Permette di creare suspense, focalizzare l'attenzione su determinati personaggi o temi, e offrire diverse interpretazioni degli eventi. Come afferma Gérard Genette in Figure III, "Il tempo del racconto è sempre un tempo 'deformato' rispetto al tempo della storia". Questa deformazione è intenzionale e contribuisce significativamente al significato dell'opera.
Comprendere la differenza tra tempo del racconto e tempo della storia aiuta a:

- Analizzare la struttura narrativa di un testo.
- Individuare le strategie utilizzate dall'autore per influenzare la percezione del lettore.
- Interpretare il significato dell'opera in modo più approfondito.
Impatto sugli Studenti
Per gli studenti, la comprensione di questi concetti apre la strada a un'analisi più critica e consapevole dei testi che leggono. Spesso, gli studenti si concentrano esclusivamente sulla trama, senza rendersi conto di come la manipolazione del tempo contribuisca alla costruzione del significato. Imparare a distinguere tra tempo del racconto e tempo della storia li incoraggia a porsi domande come:
- Perché l'autore ha scelto di iniziare la storia in questo punto?
- Quali eventi vengono omessi e perché?
- Come la manipolazione del tempo crea suspense o sorpresa?
Applicazioni Pratiche a Scuola e nella Vita Quotidiana
In classe, gli insegnanti possono utilizzare esercizi pratici per aiutare gli studenti a comprendere la differenza tra tempo del racconto e tempo della storia. Ad esempio, si può chiedere agli studenti di:

- Creare una linea temporale degli eventi di una storia (tempo della storia).
- Analizzare l'ordine in cui gli eventi vengono presentati nel testo (tempo del racconto).
- Identificare esempi di analessi (flashback) e prolessi (flashforward) e spiegare il loro effetto sulla narrazione.
Al di fuori della scuola, la consapevolezza di questi concetti può aiutare gli studenti a comprendere meglio le narrazioni che incontrano nella vita quotidiana, dai film e serie TV ai videogiochi e alle storie che si raccontano tra amici. Rendersi conto che il modo in cui una storia viene raccontata influenza la nostra percezione degli eventi ci rende consumatori più critici e consapevoli dei media.
Un esempio pratico è l'analisi di un film con frequenti flashback. Comprendere che questi flashback alterano il tempo del racconto rispetto al tempo della storia ci aiuta a capire perché il regista ha scelto di rivelare certe informazioni in un determinato momento, e come questo influisce sulla nostra comprensione della trama e dei personaggi.
In conclusione, la distinzione tra tempo del racconto e tempo della storia è uno strumento analitico fondamentale per comprendere le opere narrative. Offre agli studenti la possibilità di diventare lettori più critici e consapevoli, in grado di apprezzare la complessità e la ricchezza delle storie che li circondano. Questa consapevolezza si estende ben oltre l'ambito scolastico, arricchendo la loro comprensione del mondo e della comunicazione in generale.