
Ok, cari genitori, ma parliamoci chiaro. Spiegare il Padre Nostro ai bambini? Una missione che farebbe impallidire anche Ethan Hunt.
Partiamo dal principio: "Padre nostro che sei nei cieli..." Già qui iniziano le domande. "Ma papà, il cielo è tipo sopra le nuvole? E c'è davvero un divano gigante dove si siede il Padre Nostro?". Ottima domanda, piccolo genio. Preparatevi a risposte che nemmeno Alberto Angela saprebbe dare.
Santificato il tuo nome
Poi si continua: "Santificato il tuo nome". Santificato? Ma che vuol dire? È tipo quando uno fa una cosa super giusta? O quando lo fai diventare un santo tipo San Gennaro? E se il Padre Nostro non volesse essere santificato? Magari preferisce rimanere un tipo easy, uno di noi...
Ammettiamolo, qui si rischia di finire a parlare di teologia per ore. E i bambini, nel frattempo, staranno già colorando le pareti con pennarelli indelebili. Mission impossible, dicevamo.
Venga il tuo regno
E poi: "Venga il tuo regno". Ma che regno? È tipo un regno con i castelli e i draghi? Ci sono anche le principesse? E se il regno del Padre Nostro fosse noioso? Magari è un regno dove si mangia solo broccoli e si va a letto alle otto! Un incubo!

Io dico, forse dovremmo semplificare. Invece di "venga il tuo regno" potremmo dire "facciamo che tutti siano gentili e si aiutino a vicenda". Suona meglio, no?
Sia fatta la tua volontà
Continuando con "Sia fatta la tua volontà". Ma la volontà del Padre Nostro è sempre quella giusta? Magari vuole che mangiamo tutti la pizza con l'ananas! Orrore! Scherzo, ovviamente. Però, spiegare che la volontà del Padre Nostro è sempre per il nostro bene, quando magari non capiamo perché succedono certe cose, è davvero un bel grattacapo.
Forse, qui potremmo dire: "cerchiamo di fare del nostro meglio, anche quando è difficile". Un po' più concreto, no?

Dacci oggi il nostro pane quotidiano
"Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Ok, qui siamo a posto. Tutti capiscono il pane. A meno che il bambino non sia celiaco. In quel caso, preparatevi a spiegare la differenza tra pane normale e pane senza glutine. E perché il Padre Nostro non ha pensato ai celiaci!
Io dico, dovremmo aggiungere: "e dacci anche un po' di Nutella". Per par condicio!

Rimetti a noi i nostri debiti
Poi si arriva a: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". Uhm, i debiti? Che cosa sono i debiti? Sono tipo quando rubi un biscotto dalla scatola? O quando non fai i compiti? E se i "debitori" non vogliono essere perdonati? Si fa lo stesso?
Qui la semplificazione è d'obbligo. "Scusiamoci sempre quando sbagliamo e perdoniamo gli altri quando sbagliano con noi". Suona più amichevole.
Non ci indurre in tentazione
"Non ci indurre in tentazione". Ok, questa è la più difficile. Ma cosa vuol dire? Che il Padre Nostro ci mette alla prova? Che ci spinge a fare cose cattive? Ma non era buono?

Io ho una teoria (un po' eretica, lo ammetto): forse, invece di dire "non ci indurre in tentazione" dovremmo dire "aiutaci a scegliere sempre la cosa giusta". Suona più proattivo, no?
E infine, "Liberaci dal male". Ok, questo è facile. Il male è tipo il mostro sotto il letto. O il bullo a scuola. Facile, no? Ma poi i bambini chiedono: "Ma il Padre Nostro può sconfiggere il mostro sotto il letto?". E lì, cari miei, ricominciamo da capo.
Quindi, buona fortuna con la spiegazione del Padre Nostro. E ricordate: un po' di creatività e tanta pazienza. E magari, una buona scorta di cioccolato. Vi servirà.
Altrimenti ditelo: "Non so spiegartelo, ma è una bella preghiera!"