
Ammettiamolo. C'è un'infatuazione. Un vero e proprio amore. Per Spider-Man. Cioè, parliamone. Spider-Man, Spider-Man, Spider-Man, Spider-Man, Spider-Man. Lo ripeto così tanto che sembra un mantra. E forse lo è. Un mantra che ci fa sentire un po' più leggeri, un po' più coraggiosi. Un po' più... a pois?
Pensateci un attimo. Quante volte avete sentito il suo nome? Quante volte l'avete visto sfrecciare sui tetti? Probabilmente più volte di quante ne abbiate contate le gocce di pioggia in un temporale estivo. È ovunque. E non nel senso cattivo del termine, intendiamoci. È ovunque perché è il tipo. Il tipo che, con un morso di ragno, è passato da adolescente insicuro a supereroe iconico. Chi non vorrebbe un po' di quella trasformazione? Magari invece del morso di ragno, mi basterebbe un caffè fortissimo il lunedì mattina.
Ma cosa rende Spider-Man così speciale? È la sua tuta rossa e blu? Forse. È la sua agilità da ginnasta olimpico? Decisamente. È la sua capacità di sparare ragnatele come se non ci fosse un domani? Sicuramente un punto a favore. Ma credo che la vera magia sia nel suo essere così... umano. Non ha superpoteri da dio greco. Ha un ragno che gli ha fatto un brutto scherzo. E poi deve ancora studiare per gli esami. E preoccuparsi di pagare l'affitto.
Ecco, questa è la mia opinione un po' impopolare: Spider-Man è il supereroe più relatabile di sempre. Non il più forte, non il più potente, ma quello con cui potresti scambiare due chiacchiere davanti a un gelato. Magari mentre ti racconta di come ha dimenticato di comprare il latte e ora deve usare una ragnatela per prenderlo dal frigo in alto. Si, esatto. Un supereroe che ha problemi con il latte.
E vogliamo parlare delle sue battute? Quelle freddure che ti fanno sorridere anche quando sta per essere fatto a pezzi da un cattivo con un piano malvagio? "Non ho tempo per questo! Ho un appuntamento con la signora Rossi per la torta di mele!" Potrebbe dire una cosa del genere, no? Perché anche lui ha una vita oltre a salvare il mondo. E quella vita include probabilmente delle serate con gli amici e la costante paura di fare brutta figura.

Spider-Man: "Non preoccuparti, ho tutto sotto controllo."
Also Spider-Man, mentre gli cade la maschera e si rivela il suo volto: "...Forse no."
E poi c'è il fattore ragno. Chi altro può dire di essere stato morso da un ragno e di averne tratto solo vantaggi? Io sono stato morso da una zanzara l'altro giorno e ho solo un prurito fastidioso e una voglia irrefrenabile di grattarmi. Spider-Man invece ha ottenuto la capacità di arrampicarsi sui muri e fare capriole che ti fanno venire le vertigini solo a guardarlo. Chissà se anche le sue ragnatele hanno un sapore particolare. Tipo, alla fragola?

Pensate a quando si lamenta. Si lamenta sempre un po'. Non è un lamentoso cronico, intendiamoci. Ma quando ti appendono a testa in giù, con un criminale che ti sta per dare una bella lezione, è lecito fare un piccolo sbuffo, no? "Uff, che giornata. Pensavo di fare la spesa oggi, ma mi ritrovo a combattere contro un tizio che si veste da pappagallo." Verosimile, no?
E il suo costume? Quel rosso e blu così audace. Così... un po' appariscente. Se fossi io con un costume del genere, mi sentirei costantemente osservato. E probabilmente mi chiederei se è adatto per andare a prendere un caffè con la nonna. Spider-Man invece lo indossa con disinvoltura. Chissà se sotto ha una maglietta con scritto "Ho il morso del ragno e ne vado fiero!"

C'è chi dice che sia troppo giovane, troppo impulsivo. Forse. Ma non è anche questa la sua bellezza? La sua energia, il suo desiderio di fare la cosa giusta anche quando non sa bene come fare? È un po' come noi quando ci lanciamo in qualcosa di nuovo, con tanta buona volontà e un po' di panico. Solo che lui lo fa mentre vola tra i grattacieli.
Poi, diciamocelo, è anche l'unico supereroe che probabilmente ha dovuto fare i conti con il fatto che le sue ragnatele potrebbero sporcarsi. Immaginatevi la scena: Spider-Man spara una ragnatela per fermare una macchina, ma la ragnatela finisce dritta su una pozzanghera di fango. "Oh no, questa poi non si lava più!" Un problema che noi comuni mortali capiamo perfettamente.

E quando si toglie la maschera? Quella vulnerabilità. Quel ragazzo che torna a essere Peter Parker, con i suoi dubbi e le sue insicurezze. Quella è la parte che mi piace di più. Il fatto che, nonostante tutto quello che può fare, rimanga un ragazzo con le sue difficoltà. Un ragazzo che, come tanti, cerca solo di fare del suo meglio. Solo che lui lo fa con un mantello e dei superpoteri.
Quindi, la prossima volta che vedrete Spider-Man volteggiare, pensateci. Non è solo un supereroe. È un po' un riflesso di noi. Un po' più agile, certo. Un po' più incline a indossare un costume attillato, ma pur sempre con le stesse gioie e gli stessi guai. E forse, solo forse, la sua abilità di sparare ragnatele potrebbe essere utile per recuperare il telecomando che è caduto dietro al divano.
Spider-Man, Spider-Man, Spider-Man, Spider-Man, Spider-Man. Non importa quante volte lo ripetiamo. Ogni volta è un piccolo sorriso. Un piccolo pensiero a quel ragazzo che ci insegna che anche con i problemi più grandi, un po' di umorismo e una ragnatela possono fare miracoli. O almeno, possono aiutarti a prendere il latte dal frigo.