Sono Infermiera E Voglio Cambiare Lavoro

Allora, gente, mettetevi comodi e prendete un caffè (o magari un digestivo, a seconda di quanto vi spaventa questa storia). Oggi vi racconto una cosa che mi ronza in testa da un po'. Sono un'infermiera. Sì, proprio quella con il camice immacolato, la penna dietro l'orecchio e un radar per trovare il bagno più vicino in una stanza d'ospedale affollata. Ma ecco il punto: sono un'infermiera e voglio cambiare lavoro.

Lo so, lo so, state pensando: "Ma come? Il lavoro più nobile del mondo! Gli angeli con le ali... ehm, con le scarpe antinfortunistiche!" E sì, ci sono momenti in cui mi sento un angelo. Momenti in cui salvo vite, momenti in cui faccio sentire meglio qualcuno che soffre, momenti in cui scaccio via un germe con la potenza del mio sguardo. Ma ci sono anche altri momenti.

Tipo quella volta che ho dovuto spiegare a un paziente che no, il defibrillatore non serve per caricare il telefono, anche se ha due cavetti. E non è nemmeno un telecomando universale per accendere la TV. A volte mi chiedo se nel corso di laurea ci sia un modulo obbligatorio su "Interagire con persone che pensano che il silicone sia un materiale da costruzione".

Ma non fraintendetemi. Amo la mia professione. Amo aiutare le persone. Amo quella scarica di adrenalina quando c'è un'emergenza. È come essere in un episodio di Grey's Anatomy, ma senza la musica drammatica di sottofondo e con meno tempo per piantarsi davanti allo specchio per farsi bei capelli. E diciamocelo, ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Cose che mi hanno fatto ridere fino alle lacrime e piangere fino a non avere più lacrime. La vita in corsia è un circo di emozioni, con più fluidi corporei di uno spettacolo di liquidi di Newton.

E poi c'è la parte divertente: le domande. Oh, le domande! "Dottoressa, ho la febbre, devo prendere il paracetamolo?" Ehm, sì. È la stessa cosa che fai a casa, no? O la mia preferita: "Sono venuto per un controllo, posso fare anche la mammografia?" Certo, signora, appena finiamo qui con l'emorragia interna che sta per trapassare il paziente accanto, le facciamo un check-up completo. La mia pazienza è testata più spesso del mio stetoscopio.

Ma il vero motivo per cui sto pensando di cambiare aria non è tanto la mancanza di gratitudine o le domande bizzarre. È che, diciamocelo, il corpo umano è una macchina incredibilmente complicata e spesso puzzolente. E io, in quanto infermiera, sono il meccanico ufficiale di questa macchina. E a volte, sai, vorrei anche fare la stilista. O la pasticcera. O magari una degustatrice di formaggi, che ha sempre avuto un certo fascino romantico. Immaginate: "Ah, questo Brie, con le sue note di sudore di un unicorno ubriaco e un retrogusto di... ehm, felicità." Molto più poetico, no?

"Sono solo un'infermiera": è davvero così? - Nurse Times
"Sono solo un'infermiera": è davvero così? - Nurse Times

Pensateci. Il mio lavoro attuale? A volte mi sembra di essere un Supereroe del Pigiama. Sfreccio per i corridoi, combatto germi invisibili con il mio gel disinfettante (la mia kryptonite?), curo ferite che farebbero svenire uno scoiattolo. E poi, la sera, torno a casa, mi tolgo le scarpe comode che sembrano delle barche e penso: "Wow, ho appena sconfitto un'influenza virulenta. Ora cosa faccio? Mi preparo una tisana e guardo Netflix."

Ma la verità è che ci sono tanti lavori là fuori che ti permettono di usare le tue abilità. Pensateci: la capacità di gestire lo stress. Un'infermiera gestisce lo stress come un acrobata gestisce il filo teso. Non ti agiti se cade qualcosa, semplicemente salti su un'altra cosa. O la capacità di comunicare con persone molto diverse. Io posso parlare con un bambino terrorizzato di tre anni che ha ingoiato un bottoncino e con un ottantenne che vuole solo lamentarsi del meteo. Questa è comunicazione avanzata, gente!

E poi, vogliamo parlare della capacità di lavorare sotto pressione? Io posso fare una diagnosi preliminare, somministrare farmaci, consolare un parente preoccupato e contemporaneamente cercare di ricordare dove ho lasciato la mia penna preferita. Tutto in meno di cinque minuti. Potrei diventare una produttrice di film d'azione, sai? "Ecco qui, il nostro protagonista deve disinnescare la bomba, salvare l'ostaggio e rispondere a una chiamata del suo ex, tutto mentre mangia un panino." Io ce la potrei fare!

Offerte di lavoro - Infermiera – Clinica privata – Riabilitazione - Clarens
Offerte di lavoro - Infermiera – Clinica privata – Riabilitazione - Clarens

Ma seriamente, quando ti trovi a dover fare il punto della situazione mentre un macchinario emette suoni che sembrano un allarme nucleare, e contemporaneamente ti rendi conto che hai finito la carta igienica nel reparto... beh, quello ti forgia. Ti rende una persona che sa trovare soluzioni creative. Tipo, "Ok, useremo quel pacco di fazzolettini di carta che ci hanno regalato per Natale nel 2019."

E quindi, eccomi qui. Con la mia cassetta degli attrezzi piena di competenze che farebbero invidia a un elfo di Babbo Natale. Ho la precisione di un chirurgo (quando si tratta di pungere, intendo), la pazienza di un monaco zen (quando si tratta di spiegare la stessa cosa per la decima volta) e la forza di volontà di un atleta olimpico (quando si tratta di portare quel carrello pesantissimo su per la rampa).

Il mio cervello è un hard disk pieno di nomi di farmaci, protocolli di emergenza, e la posizione esatta di ogni tipo di boccetta di sangue in frigo. Potrei scrivere un'enciclopedia su come non far svenire una persona quando le togli il sangue. O forse un manuale di sopravvivenza per la vita di reparto. Titolo provvisorio: "Come Rimanere Umani Dopo 12 Ore di Turno: Guida Pratica con Consigli su Come Evitare di Ingrassare Mangiano Solo Biscuits".

“Sono solo una infermiera”, il libro di Gabriella Scrimieri dalle
“Sono solo una infermiera”, il libro di Gabriella Scrimieri dalle

E poi c'è la gratificazione. Oh, la gratificazione! Vedere qualcuno riprendersi, sorridere, ringraziarti... quello ti riempie il cuore. Ma sai cosa? Potrei essere gratificata anche facendo altro. Magari organizzando una festa a sorpresa per un amico, o insegnando a qualcuno a suonare la chitarra. Non è che l'unica forma di gratificazione al mondo sia legata a qualcosa di medico. Potrei fare una torta spettacolare e sentirmi realizzata. O scrivere un libro che faccia ridere la gente. A proposito, se qualche editore mi sta leggendo...!

Il mio sogno? Forse non è più quello di sconfiggere il coronavirus con una siringa magica. Forse è più quello di... non so, aprire un bed & breakfast in Toscana. Immaginate: "Buongiorno! Ecco la sua colazione, preparata con amore e con un pizzico di lavanda appena raccolta. E se le serve qualcosa, chieda pure. Ho una certa esperienza nel gestire imprevisti, tipo quando il tostapane decide di fare sciopero."

O magari diventare una consulente di benessere. Ma non il tipo che ti dice "bevi più acqua". Più il tipo che ti dice "guarda, ho visto cose che l'acqua da sola non può risolvere. Ti racconto una barzelletta che ti fa dimenticare per un attimo il mal di schiena."

Sono un infermiere e voglio fare un secondo lavoro. Cosa devo fare? E
Sono un infermiere e voglio fare un secondo lavoro. Cosa devo fare? E

La verità è che mi sento un po' come un supereroe che vuole andare in pensione. Ho salvato il mondo (o almeno la parte di mondo che mi è capitata tra le mani) per abbastanza tempo. Ora vorrei usare le mie superpoteri in modo diverso. Magari per convincere un bambino a mangiare le verdure, o per organizzare una raccolta fondi per un rifugio per animali. O semplicemente per fare un lavoro che mi faccia sorridere di più la mattina, senza dovermi chiedere se ho ancora qualche macchia di sangue sulla manica.

E questo è tutto. Sono un'infermiera che vuole cambiare lavoro. Non è una crisi esistenziale, è solo un'evoluzione. Un po' come quando si passa dalla penna a sfera alla penna stilografica. Stessa funzione, ma con un tocco di classe in più. E meno rischio di sbavature inopportuni. Chi lo sa, magari finirò per fare la cuoca stellata, e i miei piatti saranno conosciuti per le loro "dosi perfette" e la "presentazione impeccabile". E mi ringrazieranno tutti per avermi dato un po' di sollievo... dal dolore di dover cucinare!

Quindi, se vedete una donna con un sorriso smagliante, una capacità di ascolto incredibile e un'apparente calma olimpica anche nel caos totale, beh, potrebbe essere un'ex infermiera in un nuovo capitolo. E se ha anche un'ottima capacità di gestire emergenze in cucina, ancora meglio. Il mondo ha bisogno di più persone con esperienza e fantasia, non credete? E io, signori e signore, ne ho da vendere. Ora, se mi scusate, vado a cercare un corso per imparare a fare la pasta fresca. E magari a studiare come si fa a far sembrare un ortaggio delizioso ai bambini. Ah, il potere della persuasione! Altro che antidolorifici!