Ammettiamolo, chi non ha mai sognato un serpente che ti rincorre? No, dai, non fate finta. Sotto sotto, so che anche voi. E se mi dite di no, state mentendo come un politico in campagna elettorale. O forse siete semplicemente fortunati e il vostro subconscio è un posto più pacifico e meno... squamoso del mio.
Il mio subconscio, a quanto pare, ha un debole per i thriller da brivido. Ogni tanto, quando mi lascio andare nel sonno, puff! Appare lui. Il serpente. E non un serpente tranquillo, che si gode il sole su una roccia. No. Lui è lì, con gli occhietti lucidi e un'espressione che dice: "Oggi ti prendo!". E parte l'inseguimento. Un vero e proprio Gran Premio del Panico, con me come protagonista assoluto e il rettile come un'ombra implacabile alle mie calcagna.
La cosa divertente, o meglio, la cosa che trovo stranamente divertente una volta sveglia, è la sceneggiatura di questi sogni. Non sono mai banali. A volte, il serpente è enorme, lungo come un autobus, e striscia con una velocità sorprendente. Altre volte, è piccolino, ma incredibilmente agile, capace di zigzagare tra i mobili del mio salotto onirico con una destrezza che farebbe invidia a un ninja. E la mia reazione? In genere, un misto di urla soffocate e tentativi disperati di arrampicarsi su mobili che nel sogno sembrano alti come l'Everest, ma che nella realtà sono solo la mia poltrona preferita.
E la casa! La casa del sogno è sempre un labirinto. Porte che non portano da nessuna parte, corridoi che si allungano all'infinito, stanze che cambiano aspetto a seconda di quanto tempo impiego a cercare una via di fuga. È come se il mio subconscio volesse assicurarmi che il serpente abbia sempre un vantaggio strategico. Non è che mi dispiaccia, eh. Anzi, aggiunge un certo non so che all'esperienza. Un po' come quando guardi un film horror e sai che sta per succedere qualcosa di brutto, ma non riesci a smettere di guardare.
Una volta, ricordo, il serpente era di un colore verde brillante, quasi fosforescente. E non strisciava, no. Saltava! Immaginate la scena: io che corro a perdifiato per il parco, e un serpente verde che rimbalza da un cespuglio all'altro, cercando di raggiungermi. Ho provato a urlare, ma l'aria si era fatta densa, pesante. E poi, quel rumore... un sibilo basso, costante, che mi metteva i brividi lungo la schiena. Al risveglio, ero sudato fradicio, con il cuore che batteva all'impazzata. Ma, ammettiamolo, era un sogno piuttosto memorabile.

E la cosa più assurda è che, nonostante la paura, c'è anche un pizzico di... eccitazione? Sì, lo ammetto. C'è qualcosa di primordiale in questo inseguimento. È come se il mio cervello stesse testando i miei limiti, mettendomi di fronte a una paura ancestrale, ma in un contesto sicuro. Dopotutto, so che quando mi sveglierò, il serpente sarà scomparso. Non ci saranno squame sulla mia federa, né morsi sul mio pigiama.
A volte mi chiedo cosa significhi tutto questo. Gli psicologi diranno che è la paura del cambiamento, l'ansia per qualcosa che ci sta per raggiungere, o chissà quale altra interpretazione scientifica. Ma io sono più propensa a credere che sia semplicemente il mio subconscio che si diverte a mettermi alla prova. Un po' come quando un amico ti fa uno scherzo un po' più elaborato del solito.

Ricordo un altro sogno. Il serpente non era nemmeno spaventoso. Era un serpentello piccolo, quasi simpatico, con un occhio solo che mi fissava. E non mi rincorreva, no. Mi seguiva. Passi passi, a distanza. Io continuavo a girarmi, lui era sempre lì. E io pensavo: "Ma che vuoi? Lasciami in pace!". Era quasi comico. Mi sono svegliata con un sorriso. Era una di quelle situazioni assurde che solo i sogni sanno creare.
E poi ci sono i sogni in cui il serpente ha caratteristiche strane. A volte ha le ali. Immaginate un serpente volante che vi rincorre. La mia reazione? Panico puro, ovviamente. Ma, di nuovo, c'è quel lato curioso. Come fa un serpente a volare? E perché proprio verso di me?
Una volta, il serpente era fatto di caramelle gommose. Sì, avete capito bene. Un serpente di gomma. E mentre mi rincorreva, perdeva pezzetti di caramella. Ero tentata di fermarmi e raccoglierle, ma la paura del serpente era più forte. Che peccato, poi. Chissà che gustose erano.

La cosa che mi diverte di più è quando nel sogno cerco di spiegare a qualcuno che c'è un serpente che mi rincorre, e quella persona mi guarda come se fossi impazzita. "Ma quale serpente? Non c'è nessun serpente!". E io: "Ma sì, è lì! Guardate!". E poi mi sveglio, e il serpente non c'è più. Solo la sensazione di sollievo misto a delusione. Sì, delusione. Perché, ammettiamolo, era un'avventura.
So che molti trovano questi sogni terrorizzanti. E capisco perché. Ma per me, ormai, sono diventati quasi un appuntamento fisso. Un modo per il mio cervello di tenermi allenata. Di mettermi alla prova. E, a volte, di farmi ridere. Certo, quando suona la sveglia e il cuore è ancora a mille, non è il massimo. Ma una volta che mi sono ristabilita, penso: "Bene, un altro serpente sconfitto (o quasi)".

Forse dovrei iniziare a scrivere delle sceneggiature. Ho un sacco di materiale, dopotutto. E poi, chi lo sa, magari un giorno Hollywood mi chiamerà per girare il mio film: "Il Serpente che mi Rincorre: La Vera Storia (e un po' inventata)". Potrebbe essere un successo. E tutto grazie al mio amico squamato che popola i miei incubi... ehm, sogni.
Quindi, la prossima volta che vi svegliate con il fiatone e la sensazione di essere stati braccati, non preoccupatevi troppo. Rideteci su. È solo il vostro subconscio che vi sta facendo un favore. Vi sta dando una piccola dose di adrenalina, un'avventura gratuita. E, se siete fortunati come me, anche una storia da raccontare. Una storia con un serpente, ovviamente. Perché, diciamocelo, senza serpente, che sogno sarebbe?
E se mai doveste sognare un serpente che vi rincorre, ricordate: non siete soli. Siamo una bella comunità, noi "sognatori di serpenti". E siamo qui per testimoniare che anche le paure più strane, a volte, possono essere fonte di un sorriso.