
San Pasquale Baylon, eh? Tutti lo conoscono come il patrono dei cuochi. Ma... sarà solo questo? Ho una mezza idea (forse un po' eretica) che nasconda un segreto. Uno che riguarda noi donne.
Un Cuoco... o un Complice?
D'accordo, la storia è chiara: San Pasquale amava cucinare. Pazienza! Preparava minestre divine e consolava gli affamati. Bravo. Ma diciamocelo, quante volte la cucina è diventata il nostro rifugio? Il posto dove sfogarci dopo una giornata infernale? La tana segreta dove divorare un barattolo di gelato mentre guardiamo una commedia romantica?
L'Alleato Silenzioso
Forse San Pasquale non solo preparava da mangiare. Forse capiva. Forse era lì, con la sua pentola fumante, ad ascoltare i nostri lamenti. A captare i nostri sguardi stanchi. Magari, tra un soffritto e l'altro, sussurrava: "Vai, prenditi un biscotto. Te lo sei meritato".
Lo so, lo so. Sembra assurdo. Ma pensateci un attimo. Chi meglio di un cuoco comprende la gioia di un piatto ben riuscito? La consolazione di un cibo che riscalda il cuore? E noi donne, diciamocelo, siamo maestre in entrambe le arti.
Il Santo dei Nostri Peccati di Gola
San Pasquale, quindi, non è solo il patrono di chi lavora ai fornelli. È il patrono dei nostri peccati di gola. Il santo che chiude un occhio (anzi, due!) quando ci concediamo un extra. Il complice perfetto quando la dieta va a farsi benedire.

"Ma è il patrono dei cuochi! Lo dice la Chiesa!"
Lo so. Ma io dico: e se la Chiesa avesse sottovalutato un po' il suo ruolo? E se, in realtà, San Pasquale fosse molto più vicino a noi donne di quanto pensiamo?

Un'Opinione (Decisamente) Impopolare
So che questa è un'opinione impopolare. Che scatenerà l'ira dei puristi della tradizione. Ma io mi sento di dirlo: San Pasquale Baylon è segretamente il protettore delle donne. Il nostro alleato silenzioso nella battaglia contro la tristezza, lo stress e la voglia irrefrenabile di cioccolato.
E se poi, tra un dolce e l'altro, ci aiuta anche a trovare un buon marito... beh, tanto meglio, no?

Quindi, la prossima volta che vi sentite giù di morale, preparatevi un bel piatto di pasta. E, mentre lo gustate, alzate un bicchiere a San Pasquale. Il santo che, forse, ci capisce un po' più di quanto crediamo.
Non ditemi che sono l'unica a pensarlo!