
San Giovanni Rotondo. Solo il nome fa venire in mente due cose: Padre Pio e... un sacco di gente. E non parlo solo degli abitanti, eh! Parlo di pellegrini. A frotte.
Ora, non fraintendetemi. Io ammiro la fede. Veramente. Ma permettetemi un'opinione... diciamo... unpopular? Forse un po' troppo. Ecco, la Chiesa di San Pio, quella nuova, è... beh, enorme. Enorme! Sembra quasi una portaerei atterrata nel Gargano.
Troppo Grande? Forse...
Capiamoci. È un'opera d'arte moderna. L'architetto, Renzo Piano, è un genio. Ha fatto cose incredibili. Ma... non so. Forse la vecchia chiesa, quella più piccola, aveva un'aria più... raccolta? Più intima? Forse era solo la mancanza di 5 milioni di persone che ti spingevano per toccare una statua.
Questione di Gusti (e di Spazio Vitale)
Intendiamoci, capisco perfettamente il bisogno di spazio. Padre Pio attirava (e attira tutt'ora) un'infinità di persone. Ma quella distesa di cemento... mi fa un po' sentire come una formica in un parcheggio.
E poi, diciamocelo, la battaglia per accaparrarsi un posto a sedere durante la messa. Un vero e proprio sport olimpico! Ricordo una volta, durante una gita con la scuola superiore, che ho quasi perso un dente per colpa di una signora munita di ombrello. Un'esperienza che, confesso, ha un po' minato la mia fede. O forse ha solo minato il mio equilibrio. Boh.

Ma non voglio fare il guastafeste! Magari sono io che ho bisogno di un pellegrinaggio per ritrovare la pace interiore. O forse ho solo bisogno di una mappa e di un navigatore satellitare per orientarmi in quella chiesa.
Diciamo che rispetto l'architettura. Rispetto la fede. Rispetto Padre Pio. Ma il mio lato un po' Grinch ogni tanto si fa sentire. Forse perché preferisco le chiesette di campagna, quelle con l'odore di incenso e di muffa, dove si sentono solo i cinguettii degli uccelli. Forse perché sono un inguaribile nostalgico.

E voi? Siete mai stati alla Chiesa di San Pio? Cosa ne pensate? Fatemi sapere! Magari mi convincete che ho torto. O magari mi date ragione. In quel caso, ci vediamo al bar a berci un caffè e a lamentarci insieme.
Perché, in fondo, lamentarsi è uno sport nazionale, no?
Ah, un'ultima cosa! Se andate, portatevi un paio di scarpe comode. E un giubbotto antiproiettile. Non si sa mai!