
Immaginatevi la scena: un frate, un po' strano, vestito di sacco, che si ferma nel mezzo della campagna. Non ci sono persone in vista, solo alberi, cespugli e… uccelli! E cosa fa questo frate? Inizia a parlarci!
Stiamo parlando di una delle storie più famose legate a San Francesco d'Assisi: la Predica agli Uccelli. Tutti la conosciamo, l'abbiamo vista in quadri, affreschi e cartoline. Ma proviamo a pensarci un attimo: un uomo che si ferma a predicare ai volatili? È assurdo, no?
Un sermone... pennuto!
La leggenda racconta che San Francesco, mentre era in viaggio con alcuni compagni, si imbatté in un'enorme quantità di uccelli. Erano di ogni tipo: passeri, tortore, cornacchie, forse anche qualche pavone scappato da un giardino signorile. Invece di cacciarli via o ignorarli, Francesco ebbe un'illuminazione. Pensò che anche loro, come tutte le creature di Dio, meritavano di ascoltare la parola divina.
E così, si fermò. E iniziò a parlare. Non in latino, eh! Probabilmente usò un linguaggio semplice, fatto di esempi concreti, di amore per la natura e di ringraziamento a Dio per la bellezza del mondo. Immaginatevi la scena: Francesco, con le braccia aperte, che gesticola e parla con passione, mentre gli uccelli lo fissano, inclinando la testa, forse un po' confusi, forse un po' incuriositi.
Ma cosa avrà detto?
Non lo sappiamo con certezza, ovviamente. Ma possiamo immaginarlo. Forse parlò della gioia di volare liberi nel cielo, della bellezza dei loro canti, dell'importanza di rispettare il creato. Magari li ringraziò per la loro presenza, per la loro leggerezza, per la loro capacità di portare allegria nel mondo.

La cosa ancora più sorprendente è che, secondo la leggenda, gli uccelli non solo ascoltarono, ma anche reagirono! Non scapparono via spaventati, ma rimasero lì, ad ascoltare Francesco con attenzione. Anzi, si dice che si avvicinarono a lui, posandosi sulle sue spalle, sulle sue mani, persino sulla sua testa! Un vero e proprio miracolo.
"Fratelli uccelli, molto dovete lodare il vostro Creatore e sempre amarlo, perché vi ha dato le piume per il vestire, le ali per volare e tutto quello che vi è necessario. Dio vi ha nobilitato tra le sue creature, dandovi una dimora nell'aria limpida e serena." (una possibile ricostruzione del sermone di San Francesco).
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E poi, quando Francesco ebbe finito di parlare, gli uccelli, come se avessero capito ogni sua parola, volarono via in tutte le direzioni, cantando e cinguettando. Un addio festoso e riconoscente.
Più che una storia, un simbolo.
Certo, la Predica agli Uccelli è una leggenda, un racconto popolare. Ma è anche molto di più. È un simbolo dell'amore di San Francesco per la natura, della sua capacità di comunicare con tutte le creature viventi, del suo rispetto per il creato. È un invito a prenderci cura del mondo che ci circonda, a proteggere gli animali, a vivere in armonia con la natura.
La prossima volta che vedete un uccellino, fermatevi un attimo ad ascoltarlo. Magari sta cercando di dirvi qualcosa. Magari sta ripetendo il sermone di San Francesco.
