
San Francesco. Tutti lo amano. Il santo degli animali. Ma, ammettiamolo, quanti di noi davvero pensano che parlasse con loro?
Dico, io ho un gatto. Si chiama Mr. Miao. Un nome molto originale, lo so. Gli parlo. Eccome se gli parlo! Gli racconto della mia giornata, di cosa ho mangiato a pranzo, di quanto sia frustrante trovare parcheggio in centro. Mr. Miao mi fissa. A volte sbadiglia. Credo capisca a malapena quando gli chiedo se ha fame.
Un'opinione Impopolare (Forse?)
Ecco la mia opinione impopolare: forse, e dico FORSE, San Francesco non parlava esattamente come parliamo noi. Forse non chiedeva al lupo di Gubbio: "Allora, lupo, come ti senti oggi? Hai mangiato qualche agnello dispettoso?".
Non fraintendetemi! Penso che San Francesco avesse una connessione incredibile con gli animali. Un'empatia pazzesca. Capiva il loro linguaggio del corpo, le loro esigenze, la loro anima (se ne hanno una, e io penso di sì!).
Comunicazione Animalesca: Un'Arte Sottile
Ma pensiamoci un attimo. Quante volte il nostro cane ci "parla" con gli occhi? Quando ci guarda supplicante con quel musetto triste perché vuole un pezzetto di pizza? E noi capiamo perfettamente cosa vuole! È comunicazione, no?

Magari San Francesco aveva questa capacità elevata all'ennesima potenza. Vedeva la tristezza nel lupo affamato, la paura nell'uccellino ferito. Non aveva bisogno di un dizionario di "lupinese" o "uccellinese". Capiva e basta.
Certo, la leggenda è più affascinante. L'idea di poter chiacchierare con gli animali è super romantica. Ma forse la verità è ancora più bella: un'empatia così profonda da superare le barriere linguistiche.
E poi, diciamocelo, se San Francesco parlasse davvero con gli animali, immaginate le conversazioni!

"Oh, rondine, hai visto il nuovo cappello della signora Pina?"
"Corvo, hai rubato di nuovo le olive nell'orto del vicino?!"

"Lupo, ti prego, smettila di ululare a quest'ora! Stanno cercando di dormire!"
Forse è meglio che non sappiamo cosa si dicevano davvero.
Alla fine, credo che l'importante sia l'amore e il rispetto che San Francesco aveva per ogni creatura vivente. Che parlasse letteralmente con loro o meno, ha lasciato un'eredità incredibile. Un'eredità che ci invita a guardare il mondo con occhi diversi, a prenderci cura del nostro pianeta e di tutti i suoi abitanti, pelosi, pennuti o squamosi che siano. E magari, a dare un biscottino extra al nostro Mr. Miao.