
Ehi, fan dei survival horror (e anche di quelli che si spaventano con un peto di un calabrone), ho una notizia che potrebbe farvi saltare dalla sedia… o forse solo farvi pensare "Ah, ecco!". Avete presente quel filmone, Resident Evil: Welcome to Raccoon City? Quello che ha provato a riportare un po' di nostalgia e un bel po' di zombie sui nostri schermi? Beh, indovinate un po'? È ufficialmente arrivato su Netflix! Sì, avete capito bene, niente più ricerche spasmodiche su internet, niente più "ma dove posso vederlo?", ora è lì, pronto per essere aggiunto alla vostra infinita lista di "da vedere".
Allora, mettiamola così: se siete cresciuti con i vecchi giochi di Resident Evil, quelli dove ogni passo era un'avventura e le munizioni erano più rare del pelo di un gatto nero in una stanza buia, allora questo film potrebbe essere una specie di dolce abbraccio di nostalgia. Diciamo che è un po' come ritrovare un vecchio amico che non vedevi da anni e che ti racconta le sue ultime, assurde disavventure. Alcune ti faranno dire "Oddio, che figata!", altre magari "Ma cosa ti è passato per la testa?". Ma infondo, è questo il bello, no?
Per chi non lo sapesse – e se non lo sapete, dove eravate negli anni '90? Stravaccati su un divano a guardare i Teletubbies? Scherzo! – Welcome to Raccoon City cerca di fare una cosa un po' diversa dai film precedenti. Invece di concentrarsi su una singola eroina con muscoli d'acciaio e un guardaroba infinito (anche se, diciamocelo, quelle tute sono iconiche), questo film fa un po' un salto indietro nel tempo. Torna alle origini, ai primissimi capitoli della saga videoludica. Pensate a Claire Redfield che torna a Raccoon City per trovare suo fratello Chris. Pensate alla Spencer Mansion, alla stazione di polizia piena di misteri e, ovviamente, a orde di zombie che non vedono l'ora di assaggiare un po' di carne fresca. Un po' come invitare una suocera a cena: arrivano sempre, e sai già che non sarai l'unico a dover "gestire" la situazione.
E non parliamo solo di zombie, eh! Qui c'è tutto il pacchetto completo: mutanti che ti fanno venire il voltastomaco, creature che sembrano uscite da un incubo febbrile, e quella sensazione costante che qualcosa di orribile stia per succedere. Quel brivido lungo la schiena che ti fa controllare che le porte siano chiuse a chiave e che il tuo gatto non si stia trasformando in un Cerberus. Giusto per stare sul sicuro.
La cosa che forse ho apprezzato di più di questo film è proprio il suo omaggio ai giochi. Ci sono citazioni, riferimenti visivi, e persino dialoghi che i fan più accaniti riconosceranno all'istante. È come se gli autori avessero detto: "Ok, gente, ricordatevi di quella scena dove dovevate trovare quella chiave arrugginita nel seminterrato? Beh, eccola!". E in effetti, è un po' così. Ti senti un po' come un detective retrò, a cercare tutti questi piccoli easter egg sparsi per lo schermo. Un po' come cercare il telecomando che hai lasciato da qualche parte in casa: la soddisfazione quando lo trovi è impagabile.

Ora, sia chiaro, questo non è un film che rivoluzionerà il genere. Non aspettatevi colpi di scena così scioccanti da farvi cadere il popcorn (anche se, con certe creature, è sempre un rischio!). Ma è divertente. È un film che sa quello che vuole essere: un ritorno alle radici di Resident Evil, con un'atmosfera cupa e un sacco di azione. E diciamocelo, a volte, tutto quello che vogliamo è una bella serata di film con qualche spavento, qualche risata nervosa e la sensazione di aver vissuto un'avventura senza dover rischiare la vita (o almeno, la linea internet, che è quasi la stessa cosa).
I personaggi sono quelli che conosciamo e amiamo (o che almeno ricordiamo vagamente): Leon S. Kennedy, il novellino che si ritrova catapultato in un inferno, e Claire Redfield, la guerriera determinata che non si arrende mai. E poi c'è Jill Valentine, che fa sempre il suo dovere di eroina. Vedere questi personaggi di nuovo insieme, anche se in un contesto diverso, ha un certo fascino. È come rivedere i propri eroi d'infanzia combattere contro i draghi (in questo caso, zombie e altre amenità). Solo che i draghi, diciamocelo, potrebbero essere più facili da sconfiggere di un Tyrant in piena forma.
Le ambientazioni, poi! La Spencer Mansion è lì, misteriosa e inquietante come sempre. La stazione di polizia di Raccoon City è un labirinto di corridoi bui e segreti. Tutto contribuisce a ricreare quell'atmosfera tipica di Resident Evil che, ammettiamolo, ci è mancata un po'. È quel tipo di posto dove sai che se senti un rumore sospetto, non è il vicino che ti sta portando una torta. No, è qualcosa di molto, molto peggio. E tu, invece di scappare urlando, ti armi di coraggio (e magari di una padella) e vai a vedere cosa succede. Perché sei un fan di Resident Evil, e questa è la tua vita, no?
Il ritmo del film è abbastanza serrato, il che è un bene. Non ci sono lunghe pause in cui ti chiedi "ma quando succede qualcosa?". Le cose succedono, eccome se succedono! E quando succedono, spesso sono esplosive, cruente e a volte anche un po' ridicole (nel senso buono, intendiamoci!). È quel tipo di film che ti tiene incollato allo schermo, anche se a volte ti copri gli occhi con le mani. Un po' come quando guardi un documentario sui ragni: sai che ti fa schifo, ma non riesci a smettere di guardare. E poi ti ritrovi a controllare sotto il letto per una settimana.
Certo, se siete fan sfegatati della saga dei videogiochi che si aspettano una trasposizione 1:1, potreste trovare qualche licenza poetica. Il film prende delle libertà, mescola elementi di diversi giochi e li riorganizza per creare una storia coerente (o quasi). Ma questa è la bellezza di adattare qualcosa, no? Non puoi fare un copia incolla perfetto, altrimenti sarebbe un videogioco, non un film. È come chiedere a un cuoco di rifare la ricetta della nonna: ci metterà del suo, e il risultato sarà comunque delizioso, anche se leggermente diverso.

E poi, diciamocelo, il fascino di Resident Evil è proprio questo: la sua capacità di creare mondi distopici affascinanti e terrificanti allo stesso tempo. Raccoon City è uno di quei posti che non vorresti mai visitare nella vita reale, ma che trovi incredibilmente avvincente da esplorare sullo schermo. È come una vacanza da incubo: stressante, pericolosa, ma alla fine ti lascia con storie da raccontare per anni.
La regia cerca di evocare l'atmosfera dei giochi, con inquadrature che ricordano quelle dei primi capitoli, luci soffuse e ombre minacciose. Si sente che c'è stato un tentativo di rispettare lo spirito originale, e questo, per i fan, è già un punto a favore. È come se il regista ti dicesse: "Tranquillo, so cosa vi piace, e vi darò quello che volete".
E le musiche? Beh, se vi ricordate le colonne sonore iconiche dei giochi, sentirete qualche eco. Non è una replica esatta, ma c'è quel sottofondo che ti fa venire la voglia di correre in giro con una pistola laser (anche se qui si usa più che altro la forza bruta e l'ingegno).
Quindi, se state cercando un film che sia un po' un tuffo nel passato, un po' un brivido sulla schiena e un po' un'occasione per rivedere i vostri eroi preferiti alle prese con il caos, allora Resident Evil: Welcome to Raccoon City su Netflix è sicuramente da guardare. Non vi cambierà la vita, ma vi regalerà un paio d'ore di intrattenimento puro, con un pizzico di terrore e un sacco di zombie. Perfetto per una serata tranquilla sul divano, magari con una coperta da stringere forte (o da usare come scudo, non si sa mai).
E poi, pensateci bene: siamo tutti un po' dei sopravvissuti, no? Cerchiamo di navigare la vita, affrontiamo le nostre sfide (anche se non ci sono zombie ad aspettarci dietro l'angolo, si spera!) e cerchiamo di trovare un modo per uscirne vincitori. Questo film, nel suo piccolo, ci ricorda proprio questo. Ci mostra che anche nei momenti più bui, c'è sempre una possibilità di combattere, di resistere e di trovare un barlume di speranza. E diciamocelo, vedere Claire e Leon che fanno il loro dovere è sempre un buon promemoria che, anche quando tutto sembra perduto, c'è sempre qualcuno pronto a fare la differenza. Quindi, preparate i popcorn, mettetevi comodi e godetevi questo piccolo, divertente ritorno nel mondo di Resident Evil. Alla fine, chi non ha mai sognato di sopravvivere a un'apocalisse zombie da casa propria? 😉