
Ciao a tutti, fan di storie un po' più... sanguinose! Oggi parliamo di un film che ha fatto storcere il naso a qualcuno, ma che a noi, diciamocelo, ci ha divertiti: Resident Evil: Welcome To Raccoon City. Avete presente quando provate a fare una ricetta complicatissima che avete visto su un canale di cucina super famoso, e il risultato finale è... beh, commestibile, ma non proprio da ristorante stellato? Ecco, immaginatevi un po' questo film come un esperimento culinario di quel tipo.
Allora, mettiamo le cose in chiaro subito. Se siete fan sfegatati dei videogiochi originali, quelli che vi hanno fatto saltare dal divano in piena notte per colpa di uno zombie che sbuca dal nulla, questo film potrebbe essere un po' come ritrovare una vecchia playlist che vi piaceva tanto, ma con qualche pezzo fuori posto o un remix che non convince del tutto. Rotten Tomatoes, quel sito che è un po' come il nostro critico culinario di fiducia (a volte severo, a volte generoso), gli ha dato un punteggio che non gridava "capolavoro", diciamo.
Pensateci un attimo: è come quando un amico vi racconta di un viaggio pazzesco in un posto esotico, con foto mozzafiato, e poi ci andate e scoprite che c'era un sacco di zanzare e il mare non era poi così cristallino. Aspettative, signori e signore, sono un'arma a doppio taglio! E con Resident Evil, le aspettative erano alle stelle, visto quanto è amato il franchise.
Ma perché dovremmo interessarci a un film con un punteggio che non è da 10 e lode? Semplice! Perché a volte, le cose che non sono perfette sono quelle che ci rimangono più impresse. È come quella maglietta un po' scolorita che però è diventata la vostra preferita perché ci avete vissuto mille avventure. Welcome To Raccoon City ha provato a fare una cosa difficile: prendere le basi di due dei giochi più iconici, il primo e il secondo, e condensarli in un'unica storia. Un po' come provare a far stare tutta la vostra collezione di CD preferiti in una sola chiavetta USB. Missione ardua!
Certo, i critici su Rotten Tomatoes hanno notato che a volte la storia si perde un po' per strada, che alcuni personaggi non brillano come avrebbero potuto. È un po' come quando preparate un dolce e vi dimenticate di mettere lo zucchero: si capisce cosa dovrebbe essere, ma manca quel tocco che lo rende indimenticabile. Ma la cosa bella è che, nonostante tutto, c'è un'atmosfera che molti fan hanno apprezzato. Quella sensazione di inquietudine, di pericolo che si nasconde dietro ogni angolo, quel senso di isolamento nella città desolata... è lì. Si percepisce.
Pensateci come a una pizza: magari non avrà tutti gli ingredienti al posto giusto, magari la mozzarella non sarà proprio quella di bufala DOP, ma se l'impasto è buono e il pomodoro saporito, alla fine la mangi con gusto, no? Ecco, Welcome To Raccoon City ha un impasto interessante: i personaggi classici ci sono (Chris, Jill, Leon, Claire), l'ambientazione è quella giusta (la magione Spencer, il distretto di polizia), e l'idea di tornare alle origini, a quella paura un po' "vecchia scuola", è stata accolta bene da chi si aspettava qualcosa di diverso dalle trasposizioni cinematografiche precedenti, che avevano preso una strada un po' più action e meno horror.
A volte, nella vita, non è la perfezione a renderci felici, ma la familiarità. Ritrovare personaggi che conosciamo, rivivere atmosfere che ci hanno segnato. È come tornare a casa dopo un lungo viaggio: magari la casa non è più esattamente come la ricordavate, ma c'è un calore che ti avvolge. E in Welcome To Raccoon City, questo calore, per molti, è stato il ritorno alla vera essenza di Resident Evil. Quella paura che ti fa sentire vivo, quel senso di sopravvivenza che ti tiene incollato allo schermo.
I voti su Rotten Tomatoes possono essere un po' come le recensioni su un ristorante su internet: a volte ti fermi a leggere quelle negative e pensi "beh, forse non ci vado", altre volte leggi quelle positive e dici "interessante!". Ma la verità è che il gusto è soggettivo. Quello che a uno sembra un disastro, a un altro può essere un'esperienza divertente. E nel caso di questo film, molti fan hanno trovato il loro divertimento nell'atmosfera, nei riferimenti ai giochi, nel voler dare una possibilità a un nuovo inizio per il franchise sul grande schermo.
E poi diciamocelo, siamo onesti. Chi di noi non ha mai guardato un film che sapevamo non essere un capolavoro assoluto, ma che ci ha fatto passare un paio d'ore di relax, magari con una scorta di popcorn a fianco? È un po' come guardare un film della nostra infanzia che non è certo il Citizen Kane, ma ti scalda il cuore. Resident Evil: Welcome To Raccoon City ha questo potere: ti riporta indietro, ti fa rivivere certe sensazioni.
Il film cerca di ricreare la tensione dei primi giochi, dove ogni proiettile era prezioso e gli zombie non erano semplici comparse. I fan che hanno apprezzato questa scelta, che hanno visto in questo film un tentativo sincero di onorare le radici della serie, hanno perdonato le piccole imperfezioni. È un po' come quando un amico ti racconta una barzelletta un po' lunga e magari un po' scontata, ma la racconta con tale entusiasmo che alla fine ti scappa la risata. L'entusiasmo, la passione, fanno molta strada.

Quindi, cosa ci dice Rotten Tomatoes? Ci dice che il film non ha entusiasmato tutti. Ma ci dice anche, indirettamente, che c'è un motivo per cui è uscito. C'è una base di fan che sperava in qualcosa del genere. È come quando un negozio storico chiude: tutti si lamentano, ma poi nessuno ci va più. Qui, invece, c'è ancora chi spera. Chi vede in questo film un passo nella giusta direzione, anche se non è ancora la meta.
E diciamocelo, il mondo dei videogiochi è pieno di storie affascinanti, e Resident Evil è uno dei re di questo mondo. Quando si prova a portare queste storie sul grande schermo, è sempre una sfida. Ci sono scelte da fare, compromessi da accettare. Welcome To Raccoon City ha fatto le sue scelte, cercando di accontentare chi amava il lato horror e investigativo dei primi capitoli.

Pensateci: è come quando decidete di fare un viaggio in macchina. Magari scegliete una strada panoramica invece dell'autostrada. Potrebbe essere un po' più lunga, potreste incontrare qualche imprevisto, ma i paesaggi che vedete sono meravigliosi. E questo film, per molti, ha offerto quei paesaggi, quelle atmosfere che speravano di ritrovare.
Rotten Tomatoes può darci un'idea generale, un consenso, ma alla fine, la cosa più importante è quello che proviamo noi. Se siete fan di Resident Evil, se amate i film che vi fanno tenere il fiato sospeso (anche se magari con qualche pausa per capire cosa sta succedendo), se vi piace quell'atmosfera un po' cupa e misteriosa, allora date una possibilità a Welcome To Raccoon City. Potreste scoprire che, nonostante qualche "zanzara" qua e là, il viaggio ne è valsa la pena.
In fondo, la vita è piena di esperienze imperfette ma memorabili. Questo film, per molti fan, è proprio questo: un'esperienza imperfetta, ma che li ha fatti sentire di nuovo a casa, nella terrificante Raccoon City. E a volte, è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Un po' di brividi, un po' di nostalgia, e la certezza che, anche in un mondo pieno di zombie, c'è sempre spazio per una buona storia. O almeno, per una storia che ci piace raccontare. E questo film, credeteci, ha molte storie da raccontare. Dalla casa infestata all'incubo del commissariato, passando per le vicende personali dei protagonisti. C'è un bel pasticcio, certo, ma è un pasticcio che ha il sapore dei ricordi, per chi ha giocato a quei vecchi tempi.