
Ah, il Requiem Aeternam. Quante volte l'abbiamo sentito? Ai funerali, nei film (sempre quando qualcuno sta per fare una brutta fine!), e magari, ammettiamolo, canticchiato sotto la doccia. Ma diciamocelo, chi capisce davvero cosa sta borbottando il coro?
Io, ecco, non sempre. E ho un'opinione, forse un po' impopolare: secondo me, a volte prendiamo queste frasi latine un po' troppo sul serio. Voglio dire, "Requiem aeternam dona eis, Domine". Bel suono, eh? Solenne. Ma tradotto? "Dona loro il riposo eterno, Signore".
Ora, io non metto in dubbio che il riposo eterno sia una cosa auspicabile. Anzi! Chi non vorrebbe un bel sonno senza fine, senza sveglie moleste e email di lavoro? Però... non vi sembra un po' generico?
Un Po' Più di Dettaglio, Per Favore!
Se fossi il Signore, e mi arrivasse questa richiesta standardizzata, mi chiederei: "Ma di che riposo stiamo parlando esattamente?". Un riposo su una nuvoletta sofficissima? Un riposo su una spiaggia caraibica con cocktail a volontà? Un riposo con la possibilità di binge-watching di tutte le serie TV del mondo senza interruzioni pubblicitarie?
Ecco, secondo me, dovremmo essere un po' più specifici quando preghiamo per i nostri cari defunti. Invece di questo "Requiem aeternam" un po' impersonale, potremmo aggiungere qualche dettaglio. Tipo:

"Signore, dona a nonna Pina il riposo eterno, ma assicurati che ci siano anche le carte da briscola e qualcuno con cui litigare amichevolmente!"
Oppure:
"Signore, per zio Gigi, il riposo eterno va benissimo, ma se possibile, un posto in prima fila a tutti i concerti di Vasco Rossi!"
Non so, a me sembra più personalizzato. Più... premuroso. È come quando ordini un caffè: un "caffè" va bene, ma un "caffè macchiato con latte di soia e un pizzico di cacao" è tutta un'altra storia!

Certo, capisco che a qualcuno possa sembrare irriverente. Che il Requiem è sacro, solenne, e non si può scherzare. Ma io dico: un po' di leggerezza non ha mai fatto male a nessuno. E poi, chi lo sa? Magari il Signore apprezza la creatività. Magari, leggendo le nostre preghiere "rivisitate", si fa una bella risata e decide di accontentare i nostri cari defunti con un riposo eterno su misura.
E se poi non dovesse funzionare? Beh, almeno ci abbiamo provato. E forse, durante il funerale, invece di lacrime a fiumi, strapperemmo un sorriso ai presenti. E, in fondo, non è questo che vorrebbero i nostri cari? Vedere che, nonostante il dolore, siamo ancora capaci di ridere e di ricordarli con affetto e un pizzico di ironia?
Quindi, la prossima volta che sentite il Requiem Aeternam, pensateci un attimo. E magari, nella vostra testa, aggiungete un piccolo extra. Un dettaglio. Un desiderio. Perché, in fondo, il riposo eterno è una cosa seria. Ma può anche essere... un po' più divertente.