Race Il Colore Della Vittoria Netflix

Allora, gente, mettiamoci comodi, prendiamoci un caffè (o uno spritz, non giudico!) perché devo raccontarvi di una chicca che ho scovato su Netflix. Parlo di quel gioiellino che si chiama “Race: Il Colore della Vittoria”. E lasciatemi dire, se pensate che il motorsport sia solo rombi di motori e macchine che sfrecciano, preparatevi a una sorpresa a colori, perché qui si parla di un altro tipo di gara, una gara molto più importante, e con un colore che ha fatto storia.

Allora, immaginatevi: siamo negli anni ’30. L’Europa è un bel vespaio, tra crisi economica e tensioni politiche che fanno sembrare una partita a briscola tra vecchietti un vero e proprio show da stadio. E in questo scenario un po' grigio, spunta fuori una storia che è tutto tranne che anonima. Parliamo di Jesse Owens, ragazzi. Sì, proprio lui, l'atleta che ha schiacciato i nazisti sul loro terreno, con una leggerezza che manco un ballerino di tip-tap sul palco dell'Ariston.

Un Eroe Controvento (e contro i Nazisti!)

Il film si apre un po' come un thriller, ma invece delle solite sparatorie, abbiamo un atleta incredibile che sta per affrontare la gara della sua vita. E non sto parlando di una garetta del paese, eh! Parliamo delle Olimpiadi di Berlino del 1936. Giusto, proprio quelle organizzate da Adolf Hitler in persona. Immaginate la faccia di quel tipo quando Jesse, un afroamericano, è arrivato lì per fare il bello e il cattivo tempo. Pare che Hitler fosse così… come dire… un po’ infastidito.

Pensate un po', il Führer aveva organizzato tutto per dimostrare la supremazia della razza ariana. Le sue macchine da guerra erano pronte, i suoi discorsi roboanti pure. E poi arriva questo ragazzo, dal profondo sud degli Stati Uniti, con una gamba che è un fulmine e un sorriso che disarma. E cosa fa? Vince. E non vince poco, eh! Vince quattro medaglie d’oro! Quattro! Praticamente ha fatto una razzia di oro olimpico, lasciando la Germania a bocca asciutta e con un bel po’ di mal di testa.

Il Potere di un Gesto (e di un Salto!)

Ma non è solo la vittoria a rendere questo film così speciale. C’è tutta la parte dietro le quinte, le difficoltà, le discriminazioni che Owens doveva affrontare ogni giorno. Dagli Stati Uniti, dove era un eroe sul campo ma spesso trattato come un cittadino di serie B fuori dalle piste, alla Germania nazista, dove era letteralmente considerato un “inferiore”. E lui, con una dignità che oggi ci fa sentire un po’ meschini, ha continuato a correre, a saltare, a vincere.

Clip esclusiva: in home video Race – Il colore della vittoria, la
Clip esclusiva: in home video Race – Il colore della vittoria, la

Una scena che mi è rimasta impressa è quella del salto in lungo. Owens era fuori gara, praticamente eliminato. Immaginate la tensione! Poi arriva un altro atleta, un tedesco, di nome Luz Long. E questo Luz, invece di godersi la sconfitta dell’avversario, va da Jesse e gli dà un consiglio su come aggiustare la sua rincorsa. Un gesto di fair play così puro che ti scioglie il cuore. E cosa succede? Jesse, grazie a quel consiglio, fa il salto giusto e vince! Una cosa che ti fa pensare: ma siamo seri? Un atleta tedesco che aiuta un americano a battere i tedeschi alle Olimpiadi di Berlino? Pazzesco!

E poi, la cosa più incredibile è che questi due, Owens e Long, sono diventati amici. Nonostante la propaganda, nonostante le differenze, si sono riconosciuti come sportivi, come persone. E questo è il vero messaggio del film, credo. Che nello sport, come nella vita, a volte si superano le barriere più assurde. Il colore della pelle, le bandiere, le ideologie… tutto svanisce di fronte a un gesto di rispetto e a una sana competizione.

Jesse Owens: Più di un Atleta, un Simbolo

Il film ci fa capire che Jesse Owens non era solo un atleta fenomenale. Era un simbolo. In un momento in cui il mondo stava precipitando nel buio, lui ha acceso una luce. Ha dimostrato che la forza, la determinazione e il talento non hanno colore. E che anche quando il mondo intero ti dice che non sei abbastanza, puoi dimostrare il contrario con i fatti. E che fatti, nel suo caso, significavano correre più veloce di chiunque altro.

Race - Il colore della vittoria - Film (2016) - MYmovies.it
Race - Il colore della vittoria - Film (2016) - MYmovies.it

Parlando di velocità, sapete che Owens, una volta tornato in America, ha dovuto continuare a confrontarsi con il razzismo? Per esempio, all’epoca, agli atleti neri non era permesso gareggiare contro atleti bianchi in molte competizioni. E se volevano guadagnarsi da vivere, dovevano spesso fare cose un po'… strane. Tipo correre contro cavalli o partecipare a gare di reclute per accaparrarsi qualche dollaro. Roba da far venire i capelli dritti, ma lui continuava a tirare avanti, con la stessa grinta che metteva sulle piste.

E la storia di Luz Long? Purtroppo, Long è morto in guerra poco dopo, ma la sua eredità di sportività e umanità è rimasta. E il legame tra lui e Owens è diventato una delle storie più belle dello sport. Insomma, un film che ti fa riflettere, ti emoziona e ti fa anche un po’ arrabbiare per le ingiustizie che questo ragazzo ha dovuto subire. Ma soprattutto, ti fa sentire orgoglioso. Orgoglioso della forza umana, del talento, e della capacità di superare ogni ostacolo.

Recensione Race - Il colore della vittoria - Everyeye Cinema
Recensione Race - Il colore della vittoria - Everyeye Cinema

Perché Dovete Vederlo (Subito!)

Allora, se siete alla ricerca di un film che non sia la solita roba banale, che abbia anima, coraggio e anche un pizzico di buonumore (sì, perché nonostante tutto c'è anche quello!), allora “Race: Il Colore della Vittoria” è quello che fa per voi. Vi farà appassionare alla storia, vi farà tifare per Owens come se foste lì, con la bandierina in mano, e vi lascerà con quella bella sensazione che ti viene quando vedi che, alla fine, la giustizia, quella vera, quella fatta di talento e sudore, può prevalere.

E poi, diciamocelo, guardare un atleta che corre come un razzo e salta come un canguro è sempre uno spettacolo. Ma quando dietro c’è una storia così, di ribellione pacifica, di sfida alle convenzioni, di gloria inaspettata… beh, allora diventa una cosa magnifica. Quindi, smettete di pensare a cosa guardare stasera, perché la risposta è servita. Un film che parla di coraggio, di amicizia e di come, a volte, la cosa più potente che puoi fare è semplicemente correre, saltare, e vincere. E se vi dicessi che il film vi darà anche la carica per affrontare la vostra personale “Olimpiade” quotidiana? Magari quella di alzarsi dal divano per prendere un altro pacchetto di patatine. Forza, che ci riuscite!

Insomma, “Race: Il Colore della Vittoria” non è solo un film sportivo. È un inno alla resilienza, un pugno nello stomaco alle ingiustizie, e una celebrazione della grandezza umana. E tutto questo, con una regia che ti tiene incollato allo schermo e attori che danno anima e corpo alle loro interpretazioni. Un vero e proprio trionfo, nel senso più bello del termine. E credetemi, dopo averlo visto, vi sentirete un po’ più leggeri, un po’ più forti, e sicuramente con una storia incredibile da raccontare al vostro prossimo caffè al bar. Non ditelo che non ve l’avevo detto!