Quanto Guadagna Uno Youtuber Con 100.000 Iscritti

Amici miei, pensate a quel vostro amico, quello che passa le giornate a fare video con il cellulare, diciamocelo, spesso anche un po' improvvisati. Quello che vi dice: "Ma sai che potrei farci i soldi con 'sta roba?". Ecco, io ho un amico così. Non vi dico chi è, ma è uno che ha raggiunto la soglia dei 100.000 iscritti su YouTube. Già, quella cifra magica che sembra aprire le porte del paradiso dei creator. E l'altro giorno, tra una risata e l'altra, mi è scappata la domanda fatidica: "Ma allora, quanto guadagna uno YouTuber con 100.000 iscritti?". E qui, signori miei, inizia il bello (e il meno bello).

La prima reazione, diciamocelo, è la meraviglia. Si immagina già una cascata di soldi, ville, yacht, e forse una fabbrica di biscotti personale. Ma la verità, come spesso accade, è un po' più... sfumata. Non è mica una formula matematica precisa. Anzi, è più un gioco di equilibri.

Allora, entriamo nel vivo. La fonte principale di guadagno su YouTube, per chi non vive di sola fama imperitura (che poi, diciamocelo, quella non paga le bollette), sono le pubblicità. Quelle che vi saltano agli occhi prima di ogni video, o quelle che potete saltare dopo cinque secondi (le mie preferite, onestamente). I famosi annunci AdSense.

Ma quanto pagano questi annunci? E qui arriva la nota dolente, o almeno, la nota "dipende". Il guadagno per mille visualizzazioni, il cosiddetto RPM (Revenue Per Mille), varia tantissimo. Pensate che può andare da pochi centesimi a diversi euro. E da cosa dipende? Beh, da un sacco di cose:

Approfondimenti
Approfondimenti
  • La nicchia del canale: Video di finanza o tecnologia tendono a generare più entrate rispetto a quelli di gattini che fanno cose buffe (anche se questi ultimi hanno un sacco di visualizzazioni, diciamocelo!).
  • Il pubblico: L'età, la provenienza geografica, gli interessi... tutto questo influenza quanto gli inserzionisti sono disposti a pagare per mostrare le loro pubblicità. Un pubblico più "ricco" o con più potere d'acquisto vale di più.
  • La durata dei video: Più un video è lungo e guardato, più pubblicità possono essere inserite.
  • Le stagionalità: Prima di Natale, le aziende tendono a spendere di più in pubblicità.

Quindi, tirando le somme con un po' di matematica approssimativa (perché, ripeto, non c'è una regola fissa), uno YouTuber con 100.000 iscritti che riesce a monetizzare bene i suoi video potrebbe vedere cifre che vanno dai qualche centinaio di euro fino a qualche migliaio al mese. E questo, solo dalla pubblicità, eh! Non stiamo parlando di sponsorizzazioni, merchandising o altre forme di guadagno che, diciamocelo, fanno la differenza per i veri big player.

Pensateci, se il vostro amico fa un video al giorno e ognuno di questi video viene visto da, diciamo, 10.000 persone (non tutti gli iscritti guardano ogni video, questo è un altro punto cruciale!), e il suo RPM è di 2 euro (che è una buona media, non sempre facile da raggiungere), allora stiamo parlando di 20 euro per video. Moltiplicatelo per 30 giorni... insomma, si inizia a fare un po' di soldini, no? Ma non aspettatevi la Ferrari, almeno all'inizio. È un percorso, un po' come piantare un albero: ci vuole tempo, cura, e a volte, molta pazienza. Quindi, la prossima volta che vedete un creator con tanti iscritti, ricordatevi che dietro non c'è solo la magia, ma tanto lavoro e strategia!