
Ho un amico, chiamiamolo Marco, che un bel giorno ha deciso di mollare la sua scrivania in ufficio per rilevare una tabaccheria nel quartiere. La prima volta che sono andato a trovarlo, l'odore di tabacco misto a profumo di caffè mi ha subito fatto pensare a un cambio di vita radicale. Tra una chiacchiera e l'altra, inevitabilmente, è saltata fuori la domanda da un milione di dollari (o meglio, da qualche spicciolo di euro): ma alla fine, quanto ci guadagna un tabaccaio con le sigarette?
Lo ammetto, ero curioso. E credo che questa curiosità sia condivisa da molti. Quante volte, mentre siamo in coda per comprare le nostre bionde, ci siamo posti la stessa domanda? È uno di quei misteri che circondano le attività commerciali più "tradizionali".
Partiamo dal presupposto che il guadagno di un tabaccaio non deriva solo dalle sigarette, eh. Anzi, quelle sono spesso una parte, seppur importante, di un business più ampio che include anche valori bollati, lotterie, gratta e vinci, e chi più ne ha più ne metta. Ma concentriamoci sulle sigarette, perché è lì che sta il succo.
Allora, il meccanismo è abbastanza semplice, ma le cifre possono sorprendere. Diciamo che il prezzo di un pacchetto di sigarette, quello che pagate voi al bancone, è composto da diverse voci:
- Il costo del prodotto in sé (la materia prima, la produzione, ecc. – che non è neanche lontanamente la cifra che pagate voi).
- Una tassa di accisa pazzesca. Questa è la fetta più grossa, quella che va allo Stato.
- L'IVA.
- E poi, finalmente, arriva il margine del tabaccaio.
Ecco, questo margine è il vero guadagno per il povero Marco e i suoi colleghi. E quanto è questo margine? Beh, non aspettatevi percentuali da capogiro. Parliamo di percentuali che si aggirano intorno al 10% sul prezzo di vendita al pubblico. A volte un po' di più, a volte un po' di meno, a seconda del tipo di prodotto e delle promozioni che possono esserci (anche se sulle sigarette le promozioni sono piuttosto limitate).

Quindi, per farla spiccia: se un pacchetto costa 5 euro, il tabaccaio ci guadagna circa 50 centesimi. Sembra poco, vero? Ecco perché il segreto sta nel volume di vendite. Moltissimi pacchetti al giorno, tutti i giorni.
Immaginatevi un po': centinaia, a volte migliaia, di pacchetti venduti ogni giorno. È questo numero che fa la differenza. È il tran tran quotidiano, la fila costante, il cliente abituale che ordina sempre lo stesso pacchetto, che permette al tabaccaio di avere un reddito. E poi, come dicevo, le altre cose: una schedina vincente, un gratta e vinci che fa esplodere la gioia (e il guadagno per il tabaccaio, ovviamente!), una ricarica telefonica.

Insomma, fare il tabaccaio con le sigarette non è certo una scorciatoia per la ricchezza sfrenata. È un lavoro di costanza, di gestione oculata e, diciamocelo, di un bel po' di pazienza. Marco, tra una stecca e l'altra, mi ha confermato che è una vita dura ma gratificante, anche se a volte si ritrova a contare centesimi che sembrano evaporare tra le dita! È un po' come vendere l'acqua nel deserto: sembra redditizio, ma ci sono un sacco di intermediari prima che arrivi una goccia di guadagno nelle tue tasche.
La prossima volta che comprate le sigarette, magari date un pensiero in più a chi sta dall'altra parte del bancone. Non è solo un venditore, è un vero e proprio imprenditore che lavora su margini sottili, sperando che la somma delle piccole entrate faccia quadrare i conti a fine mese. E spesso, ci riesce!