
Allora, immaginate la scena: l'altro giorno entro in un negozio di sigarette elettroniche nuovo di zecca, tutto luci al neon e aromi che ti fanno venire l'acquolina in bocca (o quasi!). Il ragazzo dietro il bancone, giovanissimo, mi accoglie con un sorriso smagliante. Mentre scelgo il mio aroma preferito (sempre lo stesso, lo ammetto, ma cosa ci volete fare?), mi scappa la domanda spontanea: "Ma 'sta roba… quanto ci si fa?" E lui, con un'aria un po' furbetta e un po' professionale, mi fa: "Eh, dipende. Ma diciamo che si può vivere." Ecco, quel suo "diciamo che si può vivere" mi è rimasto in testa. E mi ha fatto pensare: ma davvero? Quanto guadagna, quindi, un negozio di sigarette elettroniche?
Diciamocelo, siamo tutti un po' curiosi, no? Non è che tutti i giorni ci imbattiamo in un'attività così specifica, che sta lì, a vendere boccate di vapore profumato. E ovviamente, la domanda sul guadagno è quella che sorge spontanea. Sia che siate aspiranti imprenditori, sia che siate semplicemente curiosi come me, cerchiamo di fare un po' di chiarezza, senza entrare nei meandri della contabilità da commercialista (perché, diciamocelo, chi ha voglia?).
Partiamo dal presupposto che, come diceva il ragazzo, "dipende". E questa è la risposta più sincera e, diciamocelo, anche la più frustrante! Ma cerchiamo di essere un po' più concreti. Ci sono diversi fattori che giocano un ruolo fondamentale:
- La posizione del negozio: Un locale in pieno centro città, con tanto passaggio, sarà ovviamente diverso da uno in periferia. Il traffico pedonale fa la differenza, amici!
- La competizione: Se nella stessa via ci sono già tre negozi di sigarette elettroniche, la guerra è dichiarata, e i margini potrebbero stringersi.
- L'offerta: Avere una buona varietà di liquidi, sigarette, accessori e magari anche un angolo "degustazione" può attirare più clienti. Chi non ama avere tante opzioni tra cui scegliere?
- La gestione: Come in ogni attività, una gestione oculata delle scorte, dei costi e del personale è essenziale. Nessuno vuole avere merce che non vende, giusto?
Parlando di cifre, è difficile dare un numero esatto. Però, in linea di massima, possiamo dire che i margini sui liquidi (che sono il cuore pulsante dell'attività, diciamocelo) possono essere abbastanza buoni. Pensateci: un flacone da 10 ml di liquido che costa pochi euro al produttore, al dettaglio può tranquillamente arrivare a 5-8 euro. E se moltiplicate questo per centinaia di clienti al giorno…
Le sigarette elettroniche in sé, i dispositivi più complessi, possono avere margini più variabili. Alcuni sono prodotti in massa con costi contenuti, altri sono veri e propri gioiellini tecnologici (e costano!).

Ma non dimentichiamoci delle spese! Affitto, bollette, stipendi (se ce ne sono), tasse, il costo della merce stessa… non è tutto rose e fiori, eh. Il ragazzo del negozio potrebbe aver risposto con un po' di sana ironia, perché la realtà è che dietro a quei profumi invitanti c'è un bel po' di lavoro e di gestione.
In conclusione, un negozio di sigarette elettroniche può essere un'attività redditizia, soprattutto se ben posizionato, ben gestito e con un'offerta accattivante. Non aspettatevi di diventare ricchi sfondati dall'oggi al domani, ma se c'è passione e un pizzico di furbizia, quel "diciamo che si può vivere" potrebbe trasformarsi in un "si vive anche bene!". E voi, cosa ne pensate? Siete mai entrati in un negozio del genere e vi siete fatti la stessa domanda?