Quanto Costa Mandare Un Figlio All Università

Ricordo ancora la telefonata. Era una di quelle serate d'autunno, il cielo plumbeo e la pioggia che tamburellava pigramente sui vetri. Mia cognata, Elena, era dall'altra parte del filo, con quella sua voce un po' affannata che conosco bene. «Marco, ma… ma è vero che dovremmo iniziare a mettere via soldi per l'università di Sofia? Ho sentito un'amica che diceva cose da far accapponare la pelle!»

Ecco. Ci siamo. La domanda da un milione di euro (anzi, forse un po' di più) che prima o poi ogni genitore si trova a dover affrontare, magari in un momento di calma apparente, o magari proprio quando meno te lo aspetti, come una doccia fredda in una giornata già grigia. Quanto costa davvero mandare un figlio all'università? E soprattutto, come si fa a non farsi prendere dal panico?

Perché diciamocelo, quando pensiamo all'università, la prima cosa che ci viene in mente sono i libri, le lezioni, le notti insonni prima degli esami… e poi, come un tarlo nella mente, arriva il pensiero dei soldi. Tanti soldi. E sai cosa? Non è poi così lontano dalla realtà.

Un salto nel vuoto, tra spese e sogni

Mandare un figlio all'università è un po' come prepararsi per un lungo viaggio. C'è l'entusiasmo per la destinazione, la speranza che il percorso sia fruttuoso, ma anche la consapevolezza che ci saranno imprevisti, tappe obbligate e, sì, spese non proprio trascurabili. E non si tratta solo delle tasse universitarie, eh no! Quelle sono solo la punta dell'iceberg, per così dire.

Pensateci un attimo: se i vostri figli decidono di studiare nella città dove siete voi, bene, una buona parte del problema (l'alloggio) è risolta. Ma se invece devono trasferirsi… beh, lì la musica cambia. E non di poco. Affitti, bollette, spese di vita quotidiana: stiamo parlando di cifre che possono davvero mettere a dura prova il bilancio familiare.

E poi ci sono i materiali didattici. Libri che, diciamocelo, non sono proprio economici. A volte sembrano costare più di un buono pasto stellato! E non dimentichiamoci i quaderni, le penne, i computer, tablet e tutto l'armamentario tecnologico che oggi è praticamente indispensabile per seguire al meglio le lezioni e prepararsi per gli esami. Non è mica come ai nostri tempi, vero? Ci si arrangiava con poco, si prendevano appunti a mano e si chiedeva in prestito il libro al compagno più fortunato. Oggi è un po' diverso, il mondo corre veloce e la tecnologia detta legge.

Tasse universitarie: quanto si paga davvero?

Partiamo dalle voci più "ufficiali": le tasse universitarie. In Italia, la situazione è un po' variegata. Ci sono università pubbliche e private, e le cifre cambiano parecchio. Per le università statali, le tasse sono calcolate in base alla fascia di reddito familiare (l'ISEE, per intenderci). Questo significa che, in linea di massima, chi ha un reddito più basso paga meno, e chi ha un reddito più alto paga di più. È un sistema che cerca di essere equo, o almeno così ci viene detto.

Università: quanto costa mantenere un figlio fuori sede
Università: quanto costa mantenere un figlio fuori sede

Diciamo che, per una facoltà di tipo umanistico o scientifico in un'università pubblica, si può andare da qualche centinaio di euro all'anno (per le fasce più basse di reddito) fino a qualche migliaio di euro (per le fasce più alte). Cifre che, a confronto con le università private, sembrano quasi un regalo.

Le università private, invece, sono un altro pianeta. Qui i costi lievitano parecchio. Parliamo di cifre che possono andare dai 5.000-6.000 euro all'anno fino a cifre che superano tranquillamente i 15.000-20.000 euro per le facoltà più prestigiose o in atenei particolarmente rinomati. E questo solo per le tasse, eh! Aggiungeteci tutto il resto e vi renderete conto che il budget da mettere in conto diventa decisamente importante.

Ah, e non dimentichiamoci le tasse regionali, che si aggiungono a quelle universitarie. Sono solitamente cifre fisse, non altissime, ma che vanno comunque considerate. E poi ci sono le tasse per il diritto allo studio, che variano in base alla regione. Diciamo che ogni anno ci sono un po' di voci in più da aggiungere al conto.

Per fortuna, ci sono anche delle borse di studio e dei finanziamenti che possono alleggerire il carico. Le borse di studio sono spesso basate sul merito o sul reddito, e possono coprire in parte o totalmente le tasse e, a volte, anche le spese di alloggio e mantenimento. Non è una passeggiata ottenerle, certo, ma vale la pena informarsi e provare. Il sistema universitario italiano offre diverse opportunità in questo senso, l'importante è non tirarsi indietro e fare la propria parte.

Il costo della vita fuori casa: un capitolo a parte

E qui entriamo nel vivo della questione per molti, molti studenti: il costo della vita fuori casa. Se i vostri figli studiano lontano da casa, preparatevi a un bel salto di qualità nelle spese. L'alloggio è la prima grande voce.

Quanto costa davvero mandare un figlio alla Bocconi di Milano? Ecco
Quanto costa davvero mandare un figlio alla Bocconi di Milano? Ecco

Se si opta per una stanza in un appartamento condiviso con altri studenti, i prezzi variano enormemente a seconda della città. In una metropoli come Milano o Roma, una stanza può costare dai 400 ai 700 euro al mese, a volte anche di più per zone centrali o ben collegate. Non è raro che i genitori si trovino a pagare l'affitto, e magari anche le bollette (luce, gas, internet che oggi è fondamentale!). E parliamo di dodici mesi all'anno, eh, non solo durante i nove mesi accademici.

Le residenze universitarie possono essere un'alternativa più economica, ma i posti sono limitati e la concorrenza è alta. I prezzi sono generalmente più bassi rispetto al mercato privato, ma bisogna anche considerare che spesso sono più spartane e lontane dal centro. È un po' una scommessa, bisogna capire cosa si preferisce.

Poi c'è il vitto. Mangiare fuori tutti i giorni è un lusso che pochi studenti possono permettersi. La maggior parte opta per cucinare a casa, facendo la spesa al supermercato. Anche qui, le spese variano, ma parliamo comunque di qualche centinaio di euro al mese per una persona che vive da sola. E non dimentichiamoci i pasti veloci, le pizza tra amici, le uscite… insomma, le spese per il cibo non sono da sottovalutare.

E le spese di trasporto? Se l'università non è vicina a casa o alla residenza, ci sono i biglietti per i mezzi pubblici, o magari la benzina se si ha la macchina. E se si decide di tornare a casa per il weekend o per le vacanze? Altro giro, altra corsa (e altra spesa). Insomma, il pacchetto "vita da studente fuori sede" è completo e può facilmente raggiungere cifre importanti.

Pensate che alcuni studenti, per mantenersi, decidono di fare dei lavoretti part-time. Magari come commessi, camerieri, tutor per studenti più giovani. È un'ottima cosa per responsabilizzarli e aiutarli a guadagnare qualche soldo, ma bisogna anche fare i conti con il tempo a disposizione per lo studio. Non è sempre facile trovare il giusto equilibrio, e a volte la stanchezza si fa sentire.

Quanto costa mandare un figlio all'università? - Bartolini & Mauri
Quanto costa mandare un figlio all'università? - Bartolini & Mauri

Oltre le spese: gli imprevisti e gli investimenti futuri

Ma la vita universitaria non è solo studio e spese fisse. Ci sono gli imprevisti. Un computer che si rompe, una visita medica urgente, un viaggio inatteso per un colloquio di lavoro o per un congresso. Queste piccole (o grandi) spese possono sommarsi e richiedere un fondo di emergenza che, diciamocelo, non sempre abbiamo a portata di mano.

E poi, pensiamo anche alle esperienze extra-curriculari. Un corso di lingua all'estero, uno stage in un'altra città, la partecipazione a conferenze o workshop. Sono tutte opportunità che possono arricchire il curriculum di un giovane e aprirgli porte nel mondo del lavoro, ma che spesso hanno un costo. E quando i vostri figli vi chiedono quel piccolo extra per un viaggio studio in Inghilterra… beh, dite di no? È difficile.

Alcuni genitori, saggiamente, iniziano a mettere da parte dei soldi fin da quando i figli sono piccoli. Altri aprono dei conti di risparmio dedicati, magari investendo in fondi comuni o assicurazioni sulla vita che garantiscano una somma alla maggiore età. È un approccio lungimirante, che permette di affrontare con più serenità il momento dell'iscrizione all'università.

C'è chi, invece, affida tutto ai mutui per il diritto allo studio o a prestiti universitari che, se da un lato alleggeriscono il carico nell'immediato, dall'altro creano un debito che dovrà essere ripagato in futuro. È una scelta personale, con pro e contro da valutare attentamente. Non esiste una formula magica che vada bene per tutti, purtroppo.

Allora, quanto ci costa davvero? Un calcolo approssimativo

Facciamo un esempio molto, molto approssimativo, giusto per dare un'idea. Supponiamo che vostro figlio studi in una città diversa dalla vostra, in un'università pubblica.

Quanto costa mantenere un figlio all'università: tutte le spese da
Quanto costa mantenere un figlio all'università: tutte le spese da
  • Tasse universitarie annuali: da 1.500 a 3.000 euro (fascia media di reddito)
  • Affitto stanza in appartamento condiviso: 500 euro al mese x 12 mesi = 6.000 euro
  • Spese vive (cibo, trasporti, bollette, materiale didattico, svago): 400 euro al mese x 12 mesi = 4.800 euro

Totale annuale per uno studente fuori sede in università pubblica: circa 12.300 - 13.800 euro.

Se invece parliamo di un'università privata per lo stesso studente fuori sede, i costi possono facilmente raddoppiare o triplicare. Stiamo parlando di cifre che superano anche i 20.000-30.000 euro all'anno. Vi rendete conto?

E questo è un calcolo base, senza considerare gli imprevisti, i viaggi a casa, le esperienze extra, o magari un anno fuori corso che, diciamocelo, capita più spesso di quanto si pensi. La media di durata di una laurea triennale in Italia è di circa 4 anni, ma in realtà molti ci mettono di più. E ogni anno in più, significa altre spese.

Però, non voglio farvi spaventare! Ci sono anche tante famiglie che riescono a farcela, magari con sacrifici, magari con un po' di ingegno. Alcuni studenti riescono a trovare lavori compatibili con gli studi che coprono buona parte delle spese. Altri ancora beneficiano del supporto dei nonni, che spesso sono molto generosi.

La cosa importante è iniziare a pensarci per tempo. E non lasciarsi sopraffare dal numero. Ogni famiglia ha le proprie risorse, i propri metodi. L'obiettivo è dare ai nostri figli la possibilità di costruirsi un futuro, di acquisire conoscenze, di realizzare i propri sogni. E questo, diciamolo, non ha prezzo. O forse sì, ma è un investimento che poi, speriamo, ripagherà in mille modi. Non vi pare?