
Allora, parliamo di bandiere. Sì, quelle stoffe colorate che sventolano un po' ovunque. Le vedi allo stadio, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, sui tetti dei palazzi importanti. E ti viene da pensare: ma quante ce ne saranno mica, di queste bandiere? Un sacco, vero?
Ora, qualcuno di voi potrebbe pensare: "Ma che domanda è? Bastano le Nazioni Unite e si contano." E io vi dico: "Eh, caro mio, la vita è più complicata (e divertente) di così!" Perché se inizi a grattare un po', scopri che le bandiere sono come i capelli sulla testa di un uomo che invecchia: ce ne sono sempre di più di quello che ti aspettavi, e alcune le vedi spuntare dove meno te lo aspetti.
Partiamo dalle basi. Ci sono le bandiere nazionali, quelle che ci vengono in mente subito. L'Italia con il suo bel tricolore verde, bianco e rosso. Gli Stati Uniti con le strisce e le stelle, che sembrano una coperta con un sacco di buchi. La Francia, un altro tricolore, ma con un ordine diverso e colori più sobri. Poi c'è la Gran Bretagna, l'Union Jack, un vero e proprio collage di altre bandiere. Sembra che abbiano deciso di fare una festa e invitare tutte le bandiere dei loro ex possedimenti per un brindisi al passato. Un po' come quando finisce il buffet e ti ritrovi con un piatto di avanzi misti, ma chic.
Ma le cose si complicano...
Perché diciamocelo, non è che un paese ha una sola bandiera. Ah no! Ci sono le bandiere militari, quelle navali, quelle presidenziali. Ogni tanto il presidente si sveglia la mattina e pensa: "Oggi mi sento un po' più... bandieroso! Che ne dite di una bandiera speciale solo per me?". E così, zac! Nasce una nuova bandiera. È un po' come avere una collezione di magliette: una per la palestra, una per uscire, una per stare sul divano. Solo che queste magliette costano un sacco e non le puoi certo lavare in lavatrice con il programma "colori misti".
E non dimentichiamoci delle bandiere regionali o provinciali. Ogni regione italiana ha la sua, e se vai in altre nazioni, è un tripudio di stendardi locali. La Baviera con la sua losanga azzurra e bianca. La Scozia con la sua croce di Sant'Andrea. Sembra un concorso di bellezza per stoffe. Chi ha il disegno più geometrico? Chi ha il colore più eccitante? Chi ha il simbolo più enigmatico che fa venire voglia di consultare Wikipedia per capire cosa diavolo significhi?

Poi ci sono le bandiere delle città. Ah, le città! Pensate a Roma, la Lupa che allatta Romolo e Remo. Un classico intramontabile. O a Venezia, il Leone di San Marco, che ha visto più storia di molti libri di scuola. Ogni città ha la sua storia da raccontare, e una bandiera è un modo carino per farlo. Un po' come un tatuaggio per una città. Alcune sono molto elaborate, altre sono così minimaliste che ti chiedi se non si siano dimenticati di aggiungere qualche dettaglio. Magari un piccolo qr code per scaricare la mappa turistica?
E poi... quelle "unpopolari"
Ma il vero divertimento inizia quando si esce dal seminato. Le bandiere dei movimenti politici. Quelle dei gruppi religiosi. Quelle delle associazioni sportive. Quella della tua squadra del cuore, ovviamente. Quella del tuo gruppo di amici che si riunisce una volta al mese per mangiare pizza e lamentarsi del mondo. Esatto, persino il tuo gruppo di amici può avere una bandiera, se ci mettete abbastanza impegno (e magari qualche cucitura fatta male).

C'è la bandiera arcobaleno, che non è un'unica bandiera, ma una famiglia di bandiere che celebra la diversità e l'inclusione. E ognuna ha il suo significato, i suoi colori, le sue storie. È un arcobaleno di libertà, direi. E poi ci sono le bandiere storiche. Quelle di imperi caduti, di stati che non esistono più. A volte le vedi nei musei, impolverate, che sembrano sussurrare storie di battaglie e di gloria passata. Sono i fantasmi colorati del passato.
E che dire delle bandiere delle organizzazioni internazionali? La Croce Rossa, con il suo bel simbolo che spesso viene confuso con una bandiera svizzera al contrario. Il WWF, con il panda simpaticissimo. C'è persino una bandiera per l'Unione Europea, un cerchio di stelle dorate su sfondo blu, che fa pensare un po' a un'astronave o a una coperchio di un barattolo di marmellata molto, molto grande. È un po' come dire: "Siamo tutti insieme appassionatamente, e abbiamo anche un'uniforme!".

E poi, cari amici, ci sono le bandiere che creiamo noi. Quelle che disegniamo quando siamo annoiati a scuola, quelle che immaginiamo per pianeti inesplorati, quelle che potremmo usare per il nostro futuro impero di divani comodi e serate film. Sono bandiere di fantasia, ma non per questo meno importanti. Sono l'espressione della nostra creatività, del nostro desiderio di appartenenza, del nostro bisogno di avere qualcosa che ci rappresenti.
Quindi, tornando alla domanda originale: "Quante sono le bandiere del mondo?". La mia risposta, che potrei definire "leggermente impopolare" per chi ama i numeri precisi, è questa: moltissime. E continuano ad aumentare. Ogni nuovo movimento, ogni nuova comunità, ogni nuova idea può avere bisogno di una bandiera. È come un virus simpatico che si diffonde, ma invece di farvi tossire, vi fa sventolare qualcosa con orgoglio. E sapete una cosa? Forse è una cosa bella. Forse avere tante bandiere significa che ci sono tante identità, tante storie, tante persone che vogliono dire: "Io esisto, e sono fatto così!".
Quindi la prossima volta che vedete una bandiera, che sia quella della nazione, della vostra città, o magari quella segreta del vostro club di amanti dei biscotti, fermatevi un attimo. Pensate a tutta la storia che rappresenta, a tutte le persone che la sventolano, a tutte le idee che porta con sé. E sorridete. Perché, diciamocelo, un mondo pieno di bandiere è un mondo pieno di storie. E le storie, anche quelle fatte di stoffa colorata, sono sempre un buon motivo per sorridere.