Qual è Il Tuo Nome In Inglese

C'è una piccola cosa che mi frulla in testa ultimamente. Una cosa che forse ti è capitata anche a te. Parlo di quando qualcuno, magari un amico straniero o un collega che si è trasferito, ti chiede: "Qual è il tuo nome in inglese?". Una domanda innocente, vero? Eppure, nasconde un piccolo mistero, una sorta di enigma che ci fa grattare la testa.

Perché diciamocelo, a volte la risposta non è così scontata. Soprattutto se ti chiami, che ne so, Gennaro. O Annalisa. O magari Fortunato (beato te, almeno il nome dice tutto!). Come fai a tradurre Gennaro in inglese? Diciamo Gennaro? E allora qual è la differenza? È come chiedere "Qual è il tuo colore preferito in francese?". Il rosso è sempre rosso, no?

Io ho un amico che si chiama Salvatore. Un nome bellissimo, pieno di significato. Ma ogni volta che deve presentarsi in un contesto internazionale, si ritrova in un piccolo dilemma. Dovrebbe dire Salvatore? O magari cercare un nome che suoni più "americano"? Tipo... Sam? Ma lui non è un Sam! Lui è un Salvatore, orgoglioso del suo nome. Capisci il problema?

E le donne? Pensiamo a tutte le Concettina, Filomena, Rosalia. Nomi che hanno una storia, che portano con sé profumi di nonna e sapori di festa. Come si fa a "tradurre" una Concettina? C'è forse un Conception equivalente che non suona terribilmente antiquato? O magari un Millie per Filomena? Non lo so, ma mi immagino la scena. "Ciao, sono Millie!". E la gente pensa: "Ma come mai ti chiami Millie se ti hanno presentato come Filomena?". Un piccolo corto circuito mentale.

La mia teoria, e qui mi prendo la libertà di espormi a qualche critica, è che spesso non c'è affatto bisogno di tradurre il nostro nome. Perché dovrebbe esserlo? Il nostro nome è la nostra identità, è quello che ci hanno dato i nostri genitori, è quello che ci chiamano le persone che ci vogliono bene. Perché dovremmo cambiarlo solo per fare un favore a chi non è abituato a pronunciare certe lettere o combinazioni di suoni?

Cognomi Inglesi: I Più Diffusi - Inglese Dinamico
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Certo, capisco le eccezioni. Se ti chiami Luigi e devi presentarti in un ufficio americano dove tutti ti chiamano Louis, beh, forse è una concessione che si può fare per facilitare la vita a tutti. Ma questo è diverso. Questo è adattarsi un po', non stravolgere la propria essenza.

Il vero problema, secondo me, sorge quando ci si sente in obbligo di "inglesizzare" nomi che sono perfettamente comprensibili e, oserei dire, anche affascinanti per la loro unicità. Prendi il mio nome. Ok, non dirò qual è per non metterti in imbarazzo o per non farti venire voglia di provare a indovinarlo. Ma immagina se mi chiamassi, che ne so, Ettore. Dovrei diventare Hector? Ma Hector non suona esattamente come Ettore. E poi, chi è Hector? Io sono Ettore. Punto.

E questa cosa non succede solo con i nomi italiani, eh! Ho sentito amici spagnoli con nomi come Javier che si sentivano costretti a diventare Javvy. O amiche francesi con Sophie che diventavano Soffee. Ma perché? Sophie è un nome internazionale, è bellissimo così com'è. Non c'è bisogno di stravolgerlo.

NOMI FEMMINILI INGLESI E IL LORO SIGNIFICATO BELLISSIMO 👶🏻🇬🇧 - YouTube
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Forse la mia è un'opinione un po' impopolare. Forse la gente lo fa per gentilezza, per farsi capire meglio. E questo è lodevole. Ma c'è un limite. C'è un punto in cui la gentilezza si trasforma in una specie di rinuncia alla propria identità. E a me questa cosa non piace.

Mi piace invece quando qualcuno pronuncia il mio nome con un po' di difficoltà, con un leggero accento, ma ci prova. Mi piace quando mi chiedono "Come si pronuncia?" e io ho l'opportunità di spiegare, di condividere un pezzettino della mia cultura. È un piccolo ponte, un modo per connettersi.

corso di inglese -nomi plurali- - YouTube
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Pensa a tutti quei nomi meravigliosi che rischiano di scomparire o di essere trasformati in qualcosa di anonimo. Nomi come Giacinta. C'è qualcosa di più poetico di Giacinta? Come lo traduci? Hyacinth? Ma è come se non fosse più lo stesso nome. È un'altra cosa.

E ancora, nomi come Pellegrino. Povero Pellegrino! Dovrebbe diventare Pilgrim? Ma Pellegrino ha un fascino tutto suo, un suono antico e nobile. Perché dobbiamo snaturarlo?

Quello che mi chiedo è: perché tanta fretta di cambiare? Perché questa quasi ossessione per l'uniformità? Non è forse più interessante quando le persone mantengono le loro peculiarità, anche nel nome? Non è forse più bello quando scopri che una persona si chiama Ignazio, piuttosto che un generico Iggy?

Il tuo nome e diminutivo in inglese #modididireininglese #inglese #
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E questo non vale solo per l'inglese, ovviamente. Ogni lingua ha le sue sfumature, le sue difficoltà. Ma la tendenza a "semplificare" i nomi stranieri mi sembra particolarmente diffusa quando si parla di inglese. Forse perché l'inglese è la lingua franca del mondo, e si tende a voler rendere tutto il più accessibile possibile.

Ma io dico: rendiamo accessibile la pronuncia, chiediamo chiarimenti, impariamo. Ma non chiediamo di cambiare il nome. Il nome è sacro, è personale. È il primo dono che riceviamo.

Quindi, la prossima volta che qualcuno ti chiederà "Qual è il tuo nome in inglese?", prova a sorridere. E se il tuo nome è Nunzio, potresti rispondere Nunzio. E se è Clelia, potresti rispondere Clelia. E magari, chi lo sa, potresti anche insegnare a pronunciare bene il tuo nome. E questo, secondo me, è un piccolo successo che vale la pena festeggiare. Anzi, forse dovremmo festeggiare tutti i nostri nomi, originali e meravigliosi come sono. Un brindisi a Pasqualino, a Concetta, a Fortunata (di nuovo tu!) e a tutti gli altri! Salute!