Amici miei, confessiamolo. C'è un'arte segreta che pochi padroneggiano davvero. Un'arte che molti considerano una sorta di maledizione moderna. Sto parlando, naturalmente, di "Pubblicità Si Con Riso Senza Lattosio". Ah, le pubblicità! Quelle piccole finestre sul mondo, piene di sorrisi smaglianti e problemi apparentemente insormontabili che si risolvono magicamente con un prodotto. E poi ci sono loro, le pubblicità del riso senza lattosio. Un vero e proprio universo a parte.
Pensateci un attimo. La pubblicità del riso senza lattosio. Cosa ti mostra? Solitamente, una scena idilliaca. Magari una famiglia riunita attorno a un tavolo, tutti con facce radiose, che gustano un piatto di riso cremoso. Sotto, una scritta luminosa: "Finalmente il gusto del riso, senza pensieri! Senza lattosio!" E tu, che sei lì, magari con una tazza di caffè (con o senza latte, decidetelo voi), ti chiedi: ma veramente? Il riso ha il lattosio? Questa è una domanda che mi tormenta da anni, amici. Una domanda che mi tiene sveglio la notte, a scrutare il soffitto, chiedendomi se ho vissuto in un'ignoranza colossale per tutta la vita.
Immagino la riunione di brainstorming in agenzia. Il direttore creativo, con un'espressione di genio (o forse solo di stanchezza), batte i pugni sul tavolo. "Ragazzi! Abbiamo un problema! La gente pensa che il riso sia… lattosato! Dobbiamo fare qualcosa! Dobbiamo inventare il "Riso Si Con Lattosio", e poi smentirlo con il nostro "Riso No Senza Lattosio"! Geniale!" E tutti applaudono. Probabilmente alzano un bicchiere di… latte di riso. Chi può dirlo?
La verità, amici, è che io ho sempre amato il riso. Che fosse in un risotto, in un timballo, o semplicemente bollito con un filo d'olio. Non mi sono mai preoccupato del lattosio. Mai. Pensavo che il lattosio fosse un'entità malvagia legata solo a formaggi succulenti e gelati onnipresenti. Ma a quanto pare, il lattosio è un infiltrato. Un agente segreto che si nasconde anche nei luoghi più inaspettati. E questo "Riso Si Con Riso Senza Lattosio", questo paradosso linguistico, mi fa pensare che forse c'è una lobby del lattosio che sta lavorando sotto copertura. Una lobby che vuole convincerci che il riso è un nemico per il nostro stomaco.
E poi c'è l'aspetto del "si". Il "Pubblicità Si Con Riso Senza Lattosio". A volte ti senti quasi interpellato. Come se la pubblicità ti chiedesse un consenso. "Vuoi questo riso senza lattosio? Dì SI!" E tu, in preda a un dubbio esistenziale, inizi a riflettere. Ma io non ho problemi col lattosio. Dovrei dire SI a questo riso che si dichiara "senza lattosio" come se fosse un'impresa titanica? È come se una pubblicità di acqua minerale dicesse: "Finalmente l'acqua, che non ha zuccheri!". Certo che non ha zuccheri! È acqua! Allo stesso modo, il riso… non dovrebbe avere lattosio, giusto?
Ma forse mi sbaglio. Forse c'è una ragione scientifica complessa che mi sfugge. Forse qualche risicoltore coraggioso ha deciso di aggiungere del lattosio al suo riso, e poi si è reso conto del terribile errore, e ora si affanna a produrre il "Riso Riemesso Senza Lattosio". Una storia degna di un romanzo. Il risicoltore perduto, la sua disavventura con il lattosio, la sua redenzione nel campo del riso puro. Potrebbe essere la trama di un film. "Il Lattosio Ribelle".
Il vero divertimento, però, sta nell'immaginare le conversazioni. Immaginate un cliente al supermercato, davanti allo scaffale del riso. "Scusi, signora, quale riso mi consiglia?" "Beh, c'è questo qui, il "Riso Novità Senza Lattosio". È ottimo." "Ah, ma io non ho problemi col lattosio." "Non importa! È più cremoso!" E tu rimani lì, perplesso. Quindi il lattosio rende il riso più cremoso? Forse dovrei provare ad aggiungere un po' di latte di riso al mio riso normale, solo per fare un esperimento. Giusto per capire il vero sapore del lattosio nel riso. Una specie di degustazione comparativa.
E poi ci sono le variazioni sul tema. Il "Riso Delicato Senza Lattosio", il "Riso Gourmet Senza Lattosio", il "Riso Integrale Rinato Senza Lattosio". Sembra che ogni tipo di riso, per essere veramente appetibile oggi, debba necessariamente proclamare la sua innocenza nei confronti del lattosio. È come se il lattosio fosse diventato il nuovo nemico pubblico numero uno dell'alimentazione, e il riso fosse il suo acerrimo avversario. Un duello senza esclusione di colpi, combattuto nelle cucine di tutto il mondo.
La mia opinione, probabilmente "impopolare" come richiesto, è che queste pubblicità siano un trionfo di marketing. Hanno creato un problema inesistente per una fetta enorme della popolazione, e poi hanno offerto la soluzione magica. E noi ci siamo cascati. O meglio, noi ci siamo lasciati convincere. Perché in fondo, chi non vuole un prodotto che promette meno pensieri e più gusto? Anche se il "pensiero" in questione è il lattosio nel riso, qualcosa che probabilmente non avevamo mai considerato prima di vederlo proclamato ovunque.

Quindi, la prossima volta che vedrete una pubblicità di "Pubblicità Si Con Riso Senza Lattosio", sorridete. Sorridete alla genialità del marketing. Sorridete alla nostra innata voglia di semplificare le cose, anche quando non c'è nulla da semplificare. E magari, prendete una ciotola di questo riso speciale. Magari è davvero più cremoso. O forse, è solo riso. Riso buono, senza lattosio. E questo, alla fine, è tutto ciò che conta. O forse no? Ah, il mistero del riso senza lattosio continua...