
Allora, parliamoci chiaro, quando qualcuno se ne va, che sia la nonna che adorava fare il ragù o il gatto che sembrava sempre giudicarti, un vuoto si sente, eccome se si sente! E noi italiani, si sa, con i sentimenti non scherziamo. Anzi, li amplifichiamo proprio come un amplificatore di chitarra al concerto dei Metallica. E quindi cosa facciamo? Preghiamo. Preghiere per chi non c'è più. Ma non quelle noiose, eh! Quelle che ti fanno venire sonno mentre le dici. No, no. Quelle che ti fanno sorridere pensando ai bei momenti.
Ricordiamoci le risate, non solo le lacrime!
Diciamocelo, quando pensiamo a chi non c'è più, spesso ci fissiamo sul momento della perdita. Giusto, per carità, un po' di tristezza ci sta. Ma se invece provassimo a fare un "rewind" e concentrarci sui momenti felici? Magari la volta che tuo zio, quello che si vantava di essere un cuoco provetto, ha accidentalmente bruciato la torta di compleanno e l'ha data in pasto al cane (che, poverino, ha poi passato la notte a...beh, avete capito). Ecco, ricordiamo quello! Immagina di raccontare quell'aneddoto a chi non l'ha mai sentito. Farai rivivere un pezzetto di lui o lei e, fidati, ti sentirai meglio.
Preghiere "fai da te" per anime speciali
Le preghiere classiche vanno bene, certo. Ma a volte, per una persona speciale, ci vuole una preghiera...specialissima! Tipo, se il tuo amico amava il calcio, potresti sussurrare: "Spero che lassù ci sia un campo da calcio infinito e che possa segnare gol a raffica!". Se la tua amica adorava il karaoke, potresti cantare (sottovoce, eh!) la sua canzone preferita pensando a lei. Sono piccole cose, lo so, ma sono cariche di affetto e di ricordi. E l'affetto, ragazzi, è la cosa più potente che abbiamo. È come il Wi-Fi dell'anima, connette i vivi ai ricordi dei cari defunti.
Io, ad esempio, quando penso al mio bisnonno che era un appassionato di carte, gli "dedico" una partita a scopa, immaginandomi che sia seduto al tavolo con me, a imbrogliare come faceva sempre. E, anche se so che è una sciocchezza, mi fa stare bene. Mi sento più vicino a lui.
Ricorda: Non c'è un modo giusto o sbagliato per pregare per chi non c'è più. L'importante è farlo con il cuore, con amore e con un sorriso (anche un po' malinconico, se serve).
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Il potere del ricordo (e di un buon piatto di pasta)
Perché, diciamocela tutta, le preghiere sono un modo per tenere vivo il ricordo. Sono un ponte tra noi e chi ci ha lasciato. E questo ponte non deve essere fatto solo di tristezza, ma anche di gioia, di aneddoti divertenti, di quelle piccole manie che rendevano unica la persona che amavamo. E se poi, mentre pregate, vi viene voglia di cucinare il piatto preferito del vostro caro defunto, fatelo! Un buon piatto di pasta (o qualsiasi altra cosa vi venga in mente) è la preghiera più gustosa che ci sia!
E non dimenticate: parlate di loro! Raccontate le loro storie ai nipoti, ai figli, agli amici. Condividete i ricordi. Non abbiate paura di dire: "Mi ricordo quando la nonna..." oppure "Il nonno diceva sempre...". Il loro ricordo è un tesoro prezioso, e più lo condividete, più brillerà.

Quindi, la prossima volta che vi sentite la mancanza di qualcuno, non chiudetevi nel dolore. Alzate gli occhi al cielo, sorridete e dedicate un pensiero, una preghiera, un aneddoto divertente. E magari, preparate anche un piatto di pasta. Perché, in fondo, l'amore non muore mai, e continua a vivere nei nostri ricordi e nelle nostre preghiere.
E, se proprio volete esagerare, accendete anche una candelina. Non si sa mai, magari il vostro caro defunto sta guardando e si sta facendo una risata con voi. E se così fosse, beh, non sarebbe fantastico?
