
Ah, i figli! Quelle piccole, adorabili, a volte urlanti, creature che ci riempiono la vita di gioia… e di un disperato bisogno di un buon bicchiere di vino (o due). Ma, ammettiamolo, crescere un figlio è un po' come navigare in un mare in tempesta a bordo di una barchetta di carta. Ecco perché la "Preghiera Potentissima Per Un Figlio" è diventata un mio personalissimo salvagente.
La scoperta (quasi) accidentale
Non sono una persona particolarmente religiosa, lo ammetto. Ma diciamo che una volta, in preda alla disperazione più totale (il momento preciso in cui mio figlio aveva deciso di trasformare il soggiorno in un circuito di Formula Uno usando il gatto come chicane), ho sentito il bisogno irrefrenabile di… beh, chiedere aiuto al cielo. Un’amica, Maria Grazia, mi aveva parlato di questa preghiera, quasi sussurrandomela come fosse un segreto di stato. "Funziona, fidati!" mi aveva detto, con lo sguardo di chi ha visto la Madonna in un toast.
All'inizio ero scettica. Io, che di solito risolvo tutto con un mix di pazienza, minacce velate e biscotti, avrei dovuto affidarmi a… una preghiera? Ma l’alternativa era rinchiudermi in bagno e non uscirne più, quindi… ho provato.
Un testo antico? Forse. Un toccasana? Assolutamente!
Non so esattamente da dove provenga questa "Preghiera Potentissima". Maria Grazia dice che gliel’ha passata sua nonna, che a sua volta l’aveva ricevuta dalla bisnonna, in un susseguirsi di donne sagge e un po’ maghe. Non importa. Quello che conta è che le parole sono semplici, dirette, piene di un amore incondizionato che mi ha commossa. Non ci sono invocazioni a santi improbabili o formule complicate. È solo… un cuore di mamma che parla al cielo.
La recito quando Luca, il mio terribile figlio, sta per affrontare un esame importante, quando è giù di morale per una cotta non corrisposta, o semplicemente quando vedo che ha bisogno di una spinta in più. E, che ci crediate o no, funziona! Ok, forse non è proprio un miracolo che lo trasforma in un premio Nobel da un giorno all’altro. Ma vedo una luce diversa nei suoi occhi, una ritrovata fiducia, una maggiore serenità.

"Signore, veglia su mio figlio, guidalo nel suo cammino, proteggilo dalle insidie del mondo…"
L'effetto "placebo cosmico"
Forse è solo suggestione. Forse è l’effetto placebo. Ma a me piace pensare che sia qualcosa di più. Magari è l'energia positiva che si crea quando una madre si connette con l'universo (o con chi per esso) per il bene del proprio figlio. Magari è semplicemente il fatto che, recitando la preghiera, mi prendo un momento per concentrarmi su Luca, sui suoi bisogni, sulle sue paure, sui suoi sogni. Un momento di amore puro e incondizionato, che inevitabilmente si riflette su di lui.

E poi, diciamocela tutta, c'è anche un altro vantaggio. Quando recito la "Preghiera Potentissima", mi sento meno in colpa se poi, cinque minuti dopo, lo minaccio di togliergli la PlayStation se non mette in ordine la sua stanza. L’equilibrio, no?
Consigli per l'uso (con un sorriso)
Non aspettatevi miracoli immediati. Non pensate che la "Preghiera Potentissima" sia una bacchetta magica che trasformerà vostro figlio in un angioletto. Ma provate. Recitatela con il cuore, con sincerità, con amore. E soprattutto, ricordatevi di sorridere. Perché la cosa più potente che potete fare per i vostri figli è amarli, sostenerli e farli sentire speciali. Il resto… beh, il resto verrà da sé. E se proprio non dovesse venire, c’è sempre un buon bicchiere di vino.