
Ah, la preghiera. Chi non ne ha mai sussurrata una, magari di nascosto, sperando che l'universo senta e, se possibile, dia una mano? Specialmente quando si tratta di qualcuno a cui teniamo, quella preghiera diventa un vero e proprio scudo invisibile, un abbraccio a distanza fatto di parole.
Quando la nonna diventa Generale
Ricordo mia nonna, una forza della natura in grembiule a fiori. Quando mio cugino partiva per un viaggio (anche solo per andare a comprare il pane al supermercato all'angolo!), lei si trasformava in un generale, pronta a difenderlo da ogni possibile calamità. Non usava cannoni, ovviamente, ma una preghiera di protezione talmente potente che persino il navigatore satellitare più sofisticato impallidiva. Recitava formule antiche, tramandate di generazione in generazione, intercalate da un sonoro "Va' che Dio ti accompagni!" detto con una tale convinzione che sembrava avesse un filo diretto con il cielo.
L'effetto "Nonno che tossisce"
E nonno? Lui tossiva. Sempre. Era il suo modo di partecipare alla preghiera. Una tosse profonda, quasi gutturale, che, secondo la nonna, serviva a "dare peso" alle sue parole. Insomma, una sorta di subwoofer divino. Funzionava? Non lo so. Ma mio cugino è sempre tornato intero, quindi, chi sono io per mettere in dubbio la potenza della preghiera rinforzata dalla tosse del nonno?
La cosa divertente è che spesso queste preghiere diventano un po' personalizzate, con aggiunte e modifiche che le rendono uniche. Ricordo una volta che la nonna, preoccupata per il mio esame di matematica, ha aggiunto alla sua formula abituale una supplica specifica: "Che la Divina Provvidenza gli illumini la mente e gli faccia ricordare la formula di Erone!". Io, che la formula di Erone non l'avevo mai capita, ho riso. Ma sapete cosa? All'esame, per puro miracolo, mi è uscita proprio quella. Coincidenze? Forse. Ma io preferisco pensare che la nonna e la sua preghiera abbiano avuto un ruolo.
Un linguaggio universale
E poi c'è la questione della lingua. La preghiera di protezione non ha un idioma specifico. Può essere in italiano, latino, dialetto stretto, o anche un mix di tutti e tre. L'importante è che sia sincera e che venga dal cuore. Ho sentito preghiere così bizzarre da far ridere, ma così cariche di affetto da commuovere. Un borbottio incomprensibile che, in fondo, significa solo: "Ti voglio bene e spero che tu stia bene".

"La preghiera è l'ossigeno dell'anima." - Qualcuno di saggio, probabilmente.
Protezione fai-da-te
Non serve essere santi o esperti di teologia per recitare una preghiera di protezione. Basta un pensiero gentile, un desiderio sincero, una parola sussurrata. Potete inventarla, prenderla in prestito da un libro, o rubarla alla nonna (ma magari chiedeteglielo prima!). L'importante è crederci, almeno un pochino. Anche perché, diciamocelo, un po' di speranza non fa mai male.

Quindi, la prossima volta che vi sentirete in pensiero per una persona cara, provate a recitare una preghiera di protezione. Magari aggiungeteci un po' di tosse alla nonno, per sicurezza. E se non succede niente, beh, almeno vi sarete fatti una risata. E l'umore, si sa, è la migliore protezione che ci sia.
E se proprio non sapete cosa dire, ricordatevi sempre: "Va' che Dio ti accompagni!" Funziona sempre. Garantito. (O quasi).