
Ammettiamolo, quante di noi hanno pensato almeno una volta: "Santa Monica, aiutami tu, che la situazione mi sta sfuggendo di mano!"? Magari non l'abbiamo detto ad alta voce. Forse l'abbiamo sussurrato tra noi, mentre sorseggiavamo un caffè (o, ammettiamolo, un bicchiere di vino) con le amiche. Perché diciamocelo chiaro: i figli, che gioia immensa, ma a volte...
Il Figlio Ribelle: Un Classico Senza Tempo
Sant'Agostino era un bel peperino. Uno che, se fosse nato oggi, probabilmente avrebbe la barba hipster, un account TikTok seguitissimo e un debole per le filosofie alternative. Solo che, al tempo, non c'erano i TikTok e le filosofie alternative si esprimevano in modi... diversi. Insomma, immagino Santa Monica a esclamare: "Ma dove ho sbagliato?". E chi non si è fatto questa domanda almeno una volta?
La Preghiera: Un'Arma Segreta (ma non troppo)
La preghiera a Santa Monica. È un po' come il piano B. Anzi, il piano C, D, E... perché dopo aver provato di tutto (consigli degli amici, psicologo dell'infanzia, punizioni blande e punizioni meno blande), a volte non resta che affidarsi al cielo. E non fraintendetemi, non sto dicendo che la preghiera è una bacchetta magica. Però, diciamocelo, un po' di serenità in più, quella ce la dà.
Siamo oneste: a volte, la preghiera serve più a noi che ai nostri figli. Ci aiuta a respirare, a non impazzire, a ricordare che non siamo sole in questa battaglia. E poi, ammettiamolo, c'è anche una piccola, piccolissima speranza che Santa Monica, da lassù, gli dia una piccola spintarella nella direzione giusta. Un po' come quando suggeriamo la risposta a nostro figlio durante un compito in classe... ma senza farsi vedere, ovviamente!
Un'opinione impopolare? Forse. Ma io credo che Santa Monica ci capisca. Perché, diciamocelo, tutte noi abbiamo un piccolo Agostino in casa. Chi più, chi meno. E tutte noi, nel nostro piccolo, siamo un po' Santa Monica. Preoccupate, amorevoli, e pronte a tutto per il bene dei nostri figli. Anche a recitare una preghiera di nascosto, sperando in un miracolo.

Quando la pazienza ha un limite (e Santa Monica lo sa)
Il bello è che, anche se preghiamo Santa Monica, poi continuiamo a fare le mamme. Quindi continuiamo a sgridare, a consigliare (anche se non ci ascoltano), a preparare la cena (anche se poi mangiano solo patatine fritte). Perché alla fine, la preghiera è un aiuto, non una sostituzione. È un modo per dire: "Ok, ho fatto tutto quello che potevo. Ora, ti affido a qualcuno più potente di me". E questo qualcuno, diciamocelo, conosce bene le gioie e i dolori di essere madre.
E se poi Agostino non si converte subito? Beh, pazienza. Anche Santa Monica ha dovuto aspettare un bel po'. L'importante è non perdere la speranza. E magari, ogni tanto, offrirgli un piatto di lenticchie. Dicono che aiuti a riflettere. O, al limite, a farlo stare zitto per cinque minuti. Che non è male.

Quindi, care amiche, un brindisi a Santa Monica. A noi mamme. E ai nostri Agostini. Che, in fondo, li amiamo così come sono. Anche quando ci fanno disperare.
E se la preghiera non dovesse funzionare... beh, c'è sempre il cioccolato. Pare che funzioni a meraviglia contro lo stress materno.