Piu Fai Del Bene E Piu Ricevi Male

Sai che ti dico? A volte penso che l'universo abbia un senso dell'umorismo davvero, ma davvero contorto. O forse sono io che sono un po' troppo ingenua. Fatto sta che una volta, qualche anno fa, mi sono trovata in una situazione che mi ha fatto riflettere parecchio. Era una giornata grigia, di quelle che ti invitano a stare sul divano con una coperta e un buon libro, ma io ero là, a dare una mano a un'amica che si stava trasferendo. Traslocchi, lo sappiamo tutti, sono un'odissea. Scatole ovunque, mobili pesanti, polvere che ti entra anche nelle narici... insomma, un vero spasso.

Abbiamo lavorato sodo per ore. Ho piegato la schiena, ho sollevato pesi improponibili per il mio fisico da intellettuale da scrivania, ho sudato come una campionessa di maratona improvvisata. La mia amica era ovviamente felicissima, super grata, mi abbracciava continuamente e mi diceva che ero un angelo sceso in terra. Ero stanca morta, ma felice. Sapevo che avevo fatto una cosa buona, avevo aiutato qualcuno nel momento del bisogno. E pensavo: "Ecco, questa è la vita, ci si aiuta a vicenda, e poi, quando avrai bisogno tu, qualcuno sarà lì per te". Illusa, vero? Ah, l'innocenza!

E cosa è successo qualche settimana dopo? Niente. Assolutamente niente. Ho avuto bisogno di un piccolo favore, una cosa davvero minuscola, una sciocchezza in confronto a quello che avevo fatto io. E sai che risposta ho ricevuto? Un silenzio assordante. "Ah, scusa, ero impegnatissima", "Non ho avuto tempo", "Magari un'altra volta". E la frase più deliziosa di tutte: "Ma perché non hai chiesto a qualcun altro?". Ma io avevo chiesto a te, cara amica! Che mi avevi implorato per ore di esserti d'aiuto. Ti eri commossa fino alle lacrime per la mia disponibilità. Eppure...

E lì mi è scattata quella famosa frase italiana, quella che dici quasi sottovoce, a denti stretti, quando la realtà ti sbatte in faccia una verità scomoda: "Piu fai del bene, e piu ricevi male". Sì, hai capito bene. Sembra una contraddizione assurda, una battuta di pessimo gusto, ma quante volte ci siamo trovati proprio in questa situazione?

Pensaci un attimo. Ti è mai capitato di essere sempre quello che dice "sì" a tutto? Quello che si fa carico dei problemi degli altri, che presta soldi, che dà una mano in ogni situazione? E poi, quando hai bisogno tu, ti ritrovi a contare le dita di una mano... anzi, forse ti avanzano le dita. È un po' come dare troppo e ricevere troppo poco, vero?

Questa massima, così disincantata, così quasi cinica, in realtà nasconde delle sfumature interessanti. Non è che stiamo dicendo che fare del bene sia una sciocchezza da evitare. Per carità, ci mancherebbe! Fare del bene ci rende persone migliori, ci dà un senso di pienezza, di connessione con gli altri. È una cosa intrinseca alla natura umana, o almeno a quella che ci piace pensare di avere. Ma forse, e dico forse, c'è un modo di farlo che non ci porta a sentirci sfruttati o delusi.

Bomboniere Solidali Cuorematto
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Diciamo che questa frase è un po' il nostro campanello d'allarme. Quello che ci dice: "Ehi, rallenta un attimo. Stai dando troppo senza ricevere nulla in cambio?". È un po' come avere un conto in banca emotivo, no? Se continui a prelevare senza mai depositare, prima o poi va in rosso. E quando sei in rosso, ti senti vuoto, stanco, e magari anche un po' arrabbiato. E la rabbia non è mai un buon segno.

La trappola dell'eccesso di generosità

La verità è che spesso le persone che fanno più del bene sono quelle più vulnerabili. E quando dico vulnerabili, non intendo fragili nel senso negativo, ma piuttosto quelle che hanno un'empatia elevata, una grande disponibilità ad ascoltare e a risolvere i problemi altrui. Tendono a mettere i bisogni degli altri prima dei propri, e questo può essere sia una grande qualità che una potenziale trappola.

Immagina di essere quella persona che, ogni volta che qualcuno ha un problema, è la prima a offrire una soluzione, un consiglio, un aiuto concreto. Sei il punto di riferimento. E questo è bellissimo, ti fa sentire utile, apprezzato. Ma cosa succede se poi tu, il tuo problema, la tua crisi, la tua necessità di una spalla su cui piangere, viene minimizzata o ignorata? Ti senti tradito, deluso. E la delusione, quella vera, quella che nasce dal non vedere ricambiato quello che tu hai dato con tanta generosità, fa un male cane. Parlo per esperienza, eh!

E non è solo una questione di ricevere in cambio lo stesso tipo di favore. A volte si tratta di un semplice riconoscimento, di un "grazie" detto col cuore, di un ascolto attento quando sei tu a dover sfogarti. Ma spesso, chi riceve il bene, si abitua così tanto a quella disponibilità incondizionata che la dà per scontata. È diventato normale che tu ci sia, che tu faccia, che tu risolva. E quando non lo fai più, o quando hai tu bisogno, ecco che scatta il meccanismo di reazione negativa. Ti si guarda storto, ti si giudica. "Ma come, ora ti lamenti? Prima eri sempre disponibile!".

PPT - Vita e valori dell’uomo nella continua dualità tra bene e male
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È come dire che chi dona sempre, non ha mai diritto a ricevere. Assurdo. E questa cosa, credimi, può creare un profondo senso di isolamento e di amarezza. Ti fa venire voglia di chiuderti a riccio, di smettere di dare, di smettere di offrirti. E questo, alla lunga, non fa bene né a te né agli altri. Perché il mondo ha bisogno di persone generose, di persone che si aiutano. Il problema è trovare l'equilibrio.

E poi c'è un altro aspetto interessante: la percezione. A volte, chi riceve troppo e troppo facilmente, inizia a pensare che quella persona sia "un pozzo senza fondo" di disponibilità. Si sentono in diritto di chiedere sempre di più, senza rendersi conto che anche tu hai dei limiti, che anche tu hai delle giornate no, che anche tu hai delle priorità. È una forma di miopia emotiva, se vogliamo. Non vedono la persona dietro l'aiuto, ma solo la funzione.

Ma quindi, dobbiamo smettere di fare del bene?

Assolutamente no! Questo sarebbe il ragionamento sbagliato, quello che ci porta a diventare egoisti e indifferenti. La vera sfida, secondo me, è imparare a fare del bene in modo intelligente. Che cosa significa? Significa dare, ma anche saper dire di no quando necessario. Significa ascoltare gli altri, ma anche ricordarsi di ascoltare noi stessi. Significa essere generosi, ma con i piedi per terra.

Francois è su Facciabuco - Facciabuco.com
Francois è su Facciabuco - Facciabuco.com

Penso che la frase "Piu fai del bene, e piu ricevi male" sia un po' un'iperbole, una specie di grido d'allarme che ci lancia la vita. Ci sta dicendo: "Attenzione, stai andando troppo veloce, stai bruciando troppo carburante senza rifornirti". E come facciamo a rifornirci?

Beh, primo passo: riconoscere i propri limiti. Non siamo supereroi. Non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo, né quelli di tutte le persone che conosciamo. Va bene essere disponibili, ma non a scapito del nostro benessere fisico e mentale. Se sei esausto, non sarai di nessun aiuto a nessuno, nemmeno a te stesso.

Secondo: stabilire dei confini sani. Questo è un concetto fondamentale, che molti di noi faticano ad applicare. Imparare a dire "no" non è un atto di egoismo, ma di rispetto verso se stessi e verso gli altri. Dire "no" significa che non puoi fare quella cosa in quel momento, o che quella richiesta va oltre le tue possibilità o le tue priorità. E chi ti vuole bene davvero, capirà. Chi si arrabbia per un "no" detto con educazione e motivazione, probabilmente non è la persona giusta da cui aspettarsi un vero sostegno.

Terzo: scegliere con saggezza a chi donare il proprio tempo e la propria energia. Non tutte le richieste sono uguali, non tutte le persone sono nelle stesse condizioni. A volte, quello che sembra un "fare del bene" puro e semplice, può in realtà alimentare una dipendenza o un'inerzia nell'altro. È un po' come dare il pesce invece di insegnare a pescare. Certo, nell'immediato quello ha risolto il problema della fame, ma a lungo termine?

Il male è più forte del bene? - The Intelligent Investor
Il male è più forte del bene? - The Intelligent Investor

E poi, non dimentichiamoci di noi stessi! Dobbiamo concederci il diritto di ricevere, di essere aiutati, di essere ascoltati. E non dobbiamo sentirci in colpa per questo. Anzi, è fondamentale per mantenere l'equilibrio. Se sei sempre quello che dà, e non ti permetti mai di ricevere, stai creando uno squilibrio che prima o poi si farà sentire.

La mia amica del trasloco? Beh, oggi il nostro rapporto è... diverso. C'è ancora affetto, certo, ma ho imparato a dosare la mia disponibilità. Non sono più quella che dice "sì" a tutto e subito. E sai una cosa? Incredibilmente, il mondo non è crollato. Anzi, ho scoperto che le persone con cui ho stabilito confini chiari mi rispettano di più. E quando mi offrono aiuto, lo apprezzo infinitamente di più, perché so che non è scontato.

Quindi, tornando alla nostra frase disarmante: "Piu fai del bene, e piu ricevi male". Forse dovremmo riscriverla, no? Magari così: "Se fai del bene senza rispetto per te stesso e senza confini, potresti ritrovarti deluso". Oppure: "Fare del bene è una virtù, ma la saggezza sta nel farlo con intelligenza e nel ricordarsi di essere anche noi destinatari di quel bene".

Ricorda, la generosità non deve essere un'arma a doppio taglio. Deve essere un flusso, un dare e ricevere, un circolo virtuoso che nutre tutti. Non permettere che la tua bontà venga scambiata per debolezza o per disponibilità illimitata. Sii generoso, sì, ma sii anche saggio. E soprattutto, non dimenticarti di prenderti cura di te stesso. Perché solo così potrai continuare a donare con gioia, senza rischiare di ritrovarti con un pugno di mosche in mano. E fidati, non è una sensazione piacevole. Parola di chi c'è passata!