
Allora, mettiamoci comodi, prendete un caffè (o un bicchiere di vino, non giudico!) e parliamo di una cosa che ci tocca tutti un po', vero? Avete presente quella sensazione quando qualcuno vi chiede l'età e vi scatta una piccola crisi interiore? Ecco, questa sensazione, cari amici lettori, è esattamente quella che ha esplorato la nostra adorabile Pilar Fogliati nella sua ultima, frizzantissima intervista! E diciamocelo, il titolo è già una promessa: "Ecco Quanti Anni Ho Davvero E Perché Non Lo Dico Mai". Mica male, eh?
Cosa vi dice questo titolo, a voi che mi leggete con quel sorrisetto furbo? A me dice subito: mistero, fascino, e un pizzico di autoironia. Pilar, che conosciamo e amiamo per la sua freschezza e la sua capacità di farci ridere e riflettere con una facilità disarmante (pensate solo a quanto ci ha fatto divertire in serie tv che ci hanno tenuto incollati allo schermo!), ha deciso di mettere sul piatto una questione che, in fondo, ci riguarda tutti. L'età. Quel numero che a volte sembra un giudizio, un'etichetta, una scadenza. Ma sarà davvero così?
La Fogliati, con quel suo fare così diretto e genuino, ci svela un segreto che, diciamocelo, ci fa sentire un po' meno soli. Non è che lei abbia un'età segreta, tipo un cifrario da decifrare con la lente d'ingrandimento. No, no, è molto più interessante! La questione è: perché nascondere, o meglio, perché parlare di questa cosa con tanta reticenza? E soprattutto, cosa ci guadagniamo a non fissarci su questo numero?
Pensiamoci un attimo. Quante volte ci siamo trovati a fare i conti con la "scadenza" che la società ci impone? 20 anni: tutto è permesso, sei giovane, sperimenta! 30 anni: ok, adesso devi iniziare a fare sul serio, sistemarti, magari pensare al futuro... 40 anni: mamma mia, sei già a questo punto? E poi si va avanti, con tappe sempre più definite, a volte opprimenti.
Eppure, guardiamoci intorno. Quante persone fantastiche conosciamo che sfidano ogni "tabella di marcia"? Artisti che esplodono a 50 anni, imprenditori che cambiano vita a 60, persone che iniziano nuove passioni a 70 e oltre! Pilar, con questa sua intervista, ci lancia un messaggio potentissimo: l'età è solo un numero. Ma attenzione, non è un'affermazione banale. È un invito a riconsiderare il nostro rapporto con il tempo che passa.

Lei, con la sua simpatia contagiosa, ci fa capire che non c'è bisogno di fare la geologa per scavare nell'età altrui o nella propria. Non è una gara a chi ha il numero più basso (o più alto, chi lo sa!). È piuttosto un modo per dire: concentriamoci su quello che siamo, su quello che facciamo, su quello che sentiamo, piuttosto che su un'etichetta numerica.
Avete mai notato come, quando smettiamo di chiedere "Quanti anni hai?" e iniziamo a chiedere "Cosa ti appassiona?" o "Cosa ti rende felice?", le conversazioni prendano una piega completamente diversa? Diventano più profonde, più autentiche. E Pilar, in questo senso, è una maestra. Ci sta dicendo: "Ragazzi, io ho la mia età, ed è perfetta così. Ma quello che conta davvero è come vivo questa età, cosa imparo ogni giorno, quanto mi diverto nel percorso."
E diciamocelo, non è questa una prospettiva meravigliosa? Immaginate un mondo dove nessuno si sente pressato dal compiere un certo numero di anni. Un mondo dove un 20enne può essere saggio e responsabile quanto vuole, e un 50enne può sentirsi libero di sperimentare e divertirsi come un ragazzino. Non sarebbe infinitamente più leggero e stimolante?

La reticenza di Pilar, quindi, non è timidezza, non è vanità (almeno, non quella superficiale di cui spesso si parla). È un gesto di consapevolezza. È un modo per dirci: "Non lasciate che il numero definisca chi siete. Lasciate che siano le vostre esperienze, le vostre scelte, la vostra energia a farlo."
E poi, c'è l'aspetto divertente, no? Pensate alle possibilità che si aprono! Se non ci fissiamo sull'età, possiamo provare quella nuova attività che ci incuriosisce, anche se "non è più tempo". Possiamo cambiare carriera, iniziare un nuovo hobby, innamorarci di nuovo... senza il peso di un numero che ci sussurra all'orecchio che "non dovremmo" o "ormai è tardi".

Pilar Fogliati, con la sua intervista, è come un soffio di vento fresco che spazza via le vecchie convenzioni. Ci invita a celebrare la vita in ogni sua sfaccettatura, senza filtri, senza scuse. Ci dice che ogni giorno è un'opportunità per imparare, per crescere, per sorridere. E questo, secondo me, è il messaggio più ispirante e vitale che potessimo ricevere.
Quindi, la prossima volta che qualcuno vi chiederà l'età, pensate a Pilar. Pensate a quanto è bello essere liberi da queste "scadenze". Pensate a quanta energia si libera quando smettiamo di contare gli anni e iniziamo a vivere i momenti. E ricordatevi: la vera magia non è quanti anni abbiamo, ma quanto cuore ci mettiamo in ogni anno.
E se volete saperne di più sul pensiero di Pilar, sul suo approccio alla vita e su come ci invita a riscoprire la gioia di essere semplicemente noi stessi, vi consiglio vivamente di cercare quell'intervista! Vi si aprirà un mondo di leggerezza e di ispirazione. Chissà, magari vi verrà anche voglia di smettere di contare gli anni, e iniziare a contarvi le risate! 😉