
Ma seriamente, tutta questa storia della Porta Santa…
Ok, lo ammetto. Ho una confessione da fare. Anzi, forse è un'opinione impopolare. Ecco, la butto lì: passare sotto la Porta Santa non è che mi esalti più di tanto. Lo so, lo so. Sono un’eretica. Anzi, forse peggio: sono una persona pragmatica.
Ogni volta che sento parlare di file chilometriche, di ore di attesa, di gomiti che si alzano e si abbassano per accaparrarsi un centimetro in più di spazio…mi viene l’orticaria. Ma ditemi, a voi piace fare la coda per qualsiasi cosa? A me no.
Siamo onesti
Ma parliamoci chiaro. Passare sotto una porta. Bella, per carità, magari anche con dei bei bassorilievi. Ma pur sempre una porta. Davvero pensiamo che un’esperienza del genere possa trasformarci dalla sera alla mattina in santi?
Non voglio sminuire la fede di nessuno, sia chiaro. Anzi, ammiro chi ha una fede incrollabile. Solo che…io sono fatta così. Mi servono i fatti, le prove, la sostanza. Non mi basta un passaggio fisico sotto un’architrave.
E poi, diciamocelo, spesso la vera sfida non è tanto passare sotto la porta, quanto sopravvivere alla folla. Un’esperienza mistica di contatto con la divinità…o un corso accelerato di self-defense? Ai posteri l’ardua sentenza.
Ho visto gente spingere, urlare, sgomitare. Ho visto bambini piangere, anziani barcollare. E ho pensato: “Ma questo dovrebbe essere un momento di grazia?”. Mah….
Alternative?
Forse sono io che sbaglio. Forse non ho capito lo spirito. Forse dovrei abbandonarmi di più. Ma nel frattempo, preferisco cercare la grazia in altri modi. Magari aiutando il mio vicino di casa a portare le borse della spesa. Oppure dedicando un po’ di tempo a un’associazione di volontariato. O semplicemente, regalando un sorriso a uno sconosciuto.

Insomma, secondo me, la vera Porta Santa è quella che ci apriamo dentro di noi, giorno dopo giorno, con le nostre azioni, con i nostri pensieri, con il nostro impegno a essere persone migliori.
E se poi, un giorno, mi ritroverò per caso davanti alla famosa porta e non ci sarà troppa fila…beh, magari ci farò un salto. Ma senza troppe aspettative. Senza illusioni miracolose. Solo per dire: “C’ero anch’io!”.

Perché, diciamocelo, alla fine, un po’ di marketing non guasta mai. Anche in Vaticano.
E voi cosa ne pensate? Pronti a farvi largo nella folla o preferite un’alternativa più…tranquilla?
Ah, un'ultima cosa: se qualcuno è passato sotto la porta ed è diventato improvvisamente una persona migliore, mi faccia sapere! Sono sempre aperta a ricredermi. (Ma porti le prove!).