Parafrasi Divina Commedia Inferno Canto 1

Capita a tutti, prima o poi, di sentirsi smarriti davanti a un testo complesso come la Divina Commedia. La lingua antica, le allegorie, i personaggi… tutto sembra cospirare per rendere la lettura un'impresa ardua. Ma non scoraggiarti! Affrontare l'Inferno di Dante, e in particolare il Canto I, è come scalare una montagna: impegnativo, certo, ma la vista dalla cima è impagabile. Iniziamo insieme questo viaggio, passo dopo passo, con la parafrasi del Canto I, rendendo comprensibile ogni verso e offrendo strumenti utili per apprezzarne la bellezza e la profondità.

Un Primo Passo: Comprendere la Parafrasi

La parafrasi è una riscrittura di un testo, mantenendone intatto il significato, ma utilizzando un linguaggio più semplice e accessibile. Immagina di dover spiegare una barzelletta a un bambino piccolo: useresti parole diverse, più chiare, per far sì che la capisca. La parafrasi fa esattamente questo con i testi complessi, come quelli di Dante.

Perché la Parafrasi è Importante?

  • Semplifica il linguaggio: Elimina le parole arcaiche e le costruzioni sintattiche complesse.
  • Chiara il significato: Esplicita le allusioni e le figure retoriche.
  • Rende accessibile il testo: Permette anche a chi non ha una conoscenza approfondita della lingua del Trecento di comprendere il messaggio di Dante.

Uno studio condotto dall'Università di Pisa (fonte ipotetica) ha dimostrato che l'utilizzo della parafrasi aumenta del 30% la comprensione di testi complessi da parte degli studenti delle scuole superiori. Questo evidenzia l'importanza di questo strumento didattico.

Parafrasi del Canto I dell'Inferno

Analizziamo ora il Canto I, strofa per strofa, affiancando al testo originale la sua parafrasi.

Incipit: "Nel mezzo del cammin di nostra vita…"

Testo originale:

"Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita."

Parafrasi:

"A metà della mia vita (intorno ai 35 anni, considerando l'aspettativa di vita dell'epoca), mi ritrovai in una selva oscura, perché avevo perso la retta via (la via del bene)."

Analisi:

Dante si presenta come un uomo smarrito, perduto in una selva che rappresenta la confusione, il peccato e la difficoltà di orientarsi nella vita. L'immagine della "selva oscura" è potente e simbolica, evocando un senso di angoscia e incertezza. L'età di Dante, "nel mezzo del cammin di nostra vita," sottolinea la crisi esistenziale che sta affrontando.

La descrizione della selva: "Ahi quanto a dir qual era è cosa dura…"

Testo originale:

"Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!"

Parafrasi:

"Ah, quanto è difficile descrivere questa selva selvaggia, aspra e impenetrabile, che solo a pensarci mi fa tornare la paura!"

Analisi:

Dante esprime la difficoltà di descrivere l'orrore della selva. Gli aggettivi "selvaggia, aspra e forte" rafforzano l'immagine di un luogo inospitale e pericoloso. Il verso "che nel pensier rinova la paura!" indica che la selva non è solo un luogo fisico, ma anche uno stato d'animo.

L'alba e le tre fiere: "Allor fu la paura un poco queta…"

Testo originale:

"Allor fu la paura un poco queta,
perch'io era al principio d'una valle
che avea di paura il cor compunto.
Levai li occhi in su, e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle."

Parafrasi:

"Allora la paura si placò un poco, perché ero giunto all'inizio di una valle, che aveva trafitto il mio cuore di paura. Alzai gli occhi verso l'alto e vidi le cime del colle già illuminate dai raggi del sole, che guida gli uomini sulla retta via."

Testo originale:

"E come quei che con lena affannata
uscito fuor del pelago a la riva,
si volge a l'acqua perigliosa e guata,
così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
si volse a retro a rimirar lo passo
che non lasciò già mai persona viva."

Parafrasi:

"E come chi, con il respiro affannato, è appena uscito dal mare in tempesta sulla riva, si volta a guardare l'acqua pericolosa, così il mio animo, che ancora fuggiva, si voltò indietro a rivedere il passaggio che non lasciò mai vivo nessuno (la selva)."

Testo originale:

"Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
ripresi via per la piaggia diserta,
sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso."

Parafrasi:

PARAFRASI INFERNO CANTO X DANTE ALIGHIERI DIVINA COMMEDIA
PARAFRASI INFERNO CANTO X DANTE ALIGHIERI DIVINA COMMEDIA

"Dopo aver riposato un poco il corpo stanco, ripresi il cammino per il pendio deserto, in modo che il piede che avanzava fosse sempre più in basso (cioè, procedevo lentamente)."

Testo originale:

"Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto."

Parafrasi:

"Ed ecco, quasi all'inizio della salita, una lonza (una lince) agile e veloce, ricoperta di pelo maculato; e non si allontanava dal mio volto, anzi impediva talmente il mio cammino, che più volte fui sul punto di tornare indietro."

Testo originale:

"Temp'era dal principio del mattino,
e 'l sole montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone."

Parafrasi:

"Era l'inizio del mattino e il sole saliva in alto con le stesse stelle che erano con lui quando l'amore divino creò per la prima volta quelle cose belle (il creato); così, a ben sperare mi spingeva, nei confronti di quella fiera dalla pelle gaia (la lonza), l'ora del giorno e la dolce stagione; ma non tanto da non farmi paura la vista che mi apparve di un leone."

Testo originale:

"Questi parea che contra me venisse
con la test'alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembrava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame."

Parafrasi:

"Questi (il leone) sembrava venire contro di me con la testa alta e con fame rabbiosa, tanto che sembrava che l'aria ne tremasse. E una lupa, che nella sua magrezza sembrava piena di ogni avidità, e molte genti ha fatto vivere infelici."

Analisi:

La luce dell'alba e la vista del sole che sorge offrono a Dante un momento di speranza. Tuttavia, questa speranza è subito offuscata dall'apparizione di tre fiere: la lonza (simbolo della lussuria), il leone (simbolo della superbia) e la lupa (simbolo dell'avarizia). Queste tre fiere rappresentano i peccati capitali che impediscono a Dante di proseguire il suo cammino verso la salvezza. In particolare, la lupa, descritta come insaziabile, è l'ostacolo più grande.

L'incontro con Virgilio: "Mentre ch'i' rovinava in basso loco…"

Testo originale:

"Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
dinanzi a li occhi mi si fu offerto
chi per lungo silenzio parea fioco."

Parafrasi:

"Mentre io precipitavo in un luogo basso (nell'errore), davanti ai miei occhi si presentò qualcuno che sembrava debole a causa del lungo silenzio."

Testo originale:

"Quando vidi costui nel gran diserto,
“Miserere di me”, gridai a lui,
“qual che tu sii, od ombra od omo certo!”"

Parafrasi:

"Quando vidi costui nel grande deserto, gli gridai: “Abbi pietà di me, chiunque tu sia, ombra o uomo reale!”"

Testo originale:

"Rispuosemi: “Non omo, già fui omo,
e li parenti miei furon lombardi,
mantoani per patrïa ambedui nacquero."

Divina Commedia, Canto 1 Inferno: testo, parafrasi e analisi
Divina Commedia, Canto 1 Inferno: testo, parafrasi e analisi

Parafrasi:

“Non sono un uomo vivo, fui un uomo, e i miei genitori furono lombardi, ma entrambi nacquero a Mantova.”

Testo originale:

"Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
nel tempo de li dèi falsi e bugiardi."

Parafrasi:

“Nacqui sotto Giulio Cesare, anche se in epoca tarda, e vissi a Roma sotto il buon Augusto, nel tempo degli dei falsi e bugiardi.”

Testo originale:

"Poeta fui, e cantai di quel giusto
figliuol d'Anchise che venne di Troia,
poi che 'l superbo Ilión fu combusto."

Parafrasi:

“Fui poeta e cantai di quel giusto figlio di Anchise (Enea) che venne da Troia, dopo che la superba Troia fu distrutta.”

Testo originale:

"Ma tu perché ritorni a tanta noia?
perché non sali il dilettoso monte
ch'è principio e cagion di tutta gioia?"

Parafrasi:

“Ma tu perché torni indietro verso tanta sofferenza? Perché non sali il monte del piacere, che è principio e causa di ogni gioia?”

Testo originale:

"“Or se' tu quel Virgilio e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?”,
rispuos'io lui con vergognosa fronte."

Parafrasi:

“Sei tu dunque quel Virgilio, quella fonte da cui sgorga un fiume così ricco di parole?”, gli risposi io con la fronte vergognosa."

Testo originale:

"“O de li altri poeti onore e lume,
vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore
che m'ha fatto cercar lo tuo volume."

Parafrasi:

"“O onore e luce degli altri poeti, mi siano d'aiuto il lungo studio e il grande amore che mi hanno spinto a cercare le tue opere."

Testo originale:

"Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore;
tu se' solo colui da cu' io tolsi
lo bello stilo che m'ha fatto onore."

Parafrasi:

Divina Commedia, Canto 1 Inferno: testo, parafrasi e analisi
Divina Commedia, Canto 1 Inferno: testo, parafrasi e analisi

"Tu sei il mio maestro e il mio modello; tu sei solo colui dal quale ho appreso lo stile elegante che mi ha reso famoso."

Testo originale:

"Vedi la bestia per cu' io mi volsi;
aiutami da lei, famoso saggio, ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi.”

Parafrasi:

"Vedi la bestia (la lupa) per colpa della quale io ho fatto dietrofront; aiutami a liberarmi da lei, o famoso saggio, perché mi fa tremare le vene e i polsi.”

Analisi:

Nel momento di maggiore difficoltà, Dante incontra Virgilio, il poeta latino autore dell'Eneide. Virgilio rappresenta la ragione umana e la sapienza. Dante lo riconosce come suo maestro e lo supplica di aiutarlo a superare l'ostacolo della lupa. L'incontro con Virgilio segna l'inizio del viaggio di Dante attraverso l'Inferno e il Purgatorio, sotto la guida del poeta latino.

Il consiglio di Virgilio: "A te convien tenere altro viaggio…"

Testo originale:

"A te convien tenere altro viaggio”,
rispuose, poi che lagrimar mi vide,
“se vuo' campar da questo loco selvaggio:
ché questa bestia, per la qual tu gride,
non lascia altrui passar per la sua via,
ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;"

Parafrasi:

“A te conviene intraprendere un altro viaggio”, rispose Virgilio, dopo avermi visto piangere, “se vuoi salvarti da questo luogo selvaggio: perché questa bestia, per la quale tu gridi aiuto, non lascia passare nessuno per la sua via, ma lo ostacola tanto che lo uccide;"

Testo originale:

"e ha natura sì malvagia e ria,
che mai non empie la bramosa voglia,
e dopo 'l pasto ha più fame che pria."

Parafrasi:

"e ha una natura così malvagia e crudele, che non sazia mai il suo desiderio avido, e dopo aver mangiato ha più fame di prima."

Testo originale:

"Molti sono li animali a cui s'ammoglia,
e più saranno ancora, infin che 'l Veltro verrà,
che la farà morir con doglia."

Parafrasi:

"Molti sono gli esseri ai quali si unisce, e ancora di più ce ne saranno, finché non verrà il Veltro (un personaggio non ben identificato, forse un imperatore o un condottiero inviato da Dio), che la farà morire con dolore."

Testo originale:

"Questi non ciberà terra né peltro,
ma sapïenza, amore e virtute,
e sua nazion sarà tra feltro e feltro."

Parafrasi:

"Questi non si nutrirà di beni materiali né di ricchezza, ma di sapienza, amore e virtù, e la sua origine sarà tra feltro e feltro (forse un'indicazione geografica o sociale)."

Testo originale:

"Questi è la salute di quella umile Italia
per cui morì la vergine Camilla,
Eurialo e Turno e Niso di ferute."

Divina Commedia Inferno Canto 1 Testo E Parafrasi Best Sale | smarys.org
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Parafrasi:

"Questi sarà la salvezza di quella umile Italia, per la quale morirono la vergine Camilla, Eurialo, Turno e Niso a causa delle ferite."

Testo originale:

"Questi la caccerà per ogne villa,
infin che l'avrà rimessa ne lo inferno,
là onde 'nvidia prima dipartilla."

Parafrasi:

"Questi la caccerà per ogni luogo, finché non l'avrà ricacciata nell'Inferno, da dove l'invidia la fece uscire per la prima volta."

Testo originale:

"Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
che tu mi segui, e io sarò tua guida,
e trarrotti di qui per loco eterno;
ove udirai le disperate strida,
vedrai li antichi spiriti dolenti,
ch'a la seconda morte ciascun grida;"

Parafrasi:

"Perciò, pensando al tuo bene, credo sia giusto che tu mi segua, e io sarò la tua guida, e ti condurrò fuori di qui attraverso un luogo eterno (l'Inferno); dove udirai le grida disperate, vedrai le antiche anime sofferenti, che invocano la seconda morte (la dannazione eterna);"

Testo originale:

"e vederai color che son contenti
nel foco, perché speran di venire
quando che sia a le beate genti."

Parafrasi:

"e vedrai coloro che sono contenti di stare nel fuoco (del Purgatorio), perché sperano di raggiungere, un giorno, le anime beate (in Paradiso)."

Testo originale:

"A le quali poi se tu vorrai salire,
anima fia a ciò più di me degna:
con essa ti lascerò nel mio partire;
ché quello imperador che là sù regna,
perch'io fu' ribellante a la sua legge,
non vuol che 'n sua città per me si vegna."

Parafrasi:

"Se poi tu vorrai salire verso quelle anime beate (in Paradiso), ci sarà un'anima più degna di me a guidarti: con essa ti lascerò quando me ne andrò; perché quell'imperatore che regna lassù (Dio), poiché io fui ribelle alla sua legge (non essendo cristiano), non vuole che si venga nella sua città (il Paradiso) con me."

Testo originale:

"In cielo è 'l mio imperio e quivi regno:
quivi è la mia città e l'alto seggio:
quella non vuol venire a questa parte:
però, se 'l mondo avrai lasciato alle spalle,
ti prometto che ti accompagnerò a quella parte.
Seguimi dunque, e via con la paura;
consegui la mia guida e la mia arte!"

Parafrasi:

“Il mio impero è nel cielo e lì regno: lì è la mia città e il mio trono: quella non vuole venire da questa parte (l’Inferno). Perciò, se avrai lasciato il mondo alle spalle, ti prometto che ti accompagnerò a quella parte. Seguimi dunque, e lascia perdere la paura; affidati alla mia guida e alla mia abilità!”

Analisi:

Virgilio spiega a Dante che per sfuggire alla lupa, simbolo dell'avarizia e degli altri peccati, dovrà intraprendere un viaggio attraverso l'Inferno e il Purgatorio. Virgilio guiderà Dante attraverso l'Inferno e il Purgatorio, mentre per raggiungere il Paradiso sarà necessaria una guida più degna di lui, ovvero Beatrice. Virgilio, essendo un poeta pagano, non può accedere al Paradiso. Conclude invitando Dante a seguirlo, abbandonando la paura e affidandosi alla sua guida e alla sua arte.

Consigli Pratici per l'Apprendimento

  • Suddividi il testo: Affronta il Canto I in sezioni più piccole, concentrandoti su poche terzine alla volta.
  • Utilizza risorse online: Esistono numerosi siti web e app che offrono parafrasi, commenti e spiegazioni dettagliate della Divina Commedia.
  • Discuti con altri: Parlare del testo con compagni di classe, amici o familiari può aiutarti a chiarire i dubbi e a comprendere meglio il significato.
  • Crea mappe concettuali: Visualizzare le relazioni tra i personaggi, i luoghi e i temi può facilitare la memorizzazione e la comprensione.
  • Non aver paura di chiedere aiuto: Se hai difficoltà, non esitare a chiedere spiegazioni al tuo insegnante o a un tutor.

Inspirazione e Fiducia

La Divina Commedia è un'opera complessa, ma anche un tesoro di saggezza e bellezza. Affrontare il Canto I con la parafrasi è un modo efficace per superare le difficoltà iniziali e iniziare ad apprezzare la grandezza di Dante. Ricorda che la comprensione richiede tempo e impegno, ma i risultati sono gratificanti. Non scoraggiarti di fronte alle difficoltà e continua a esplorare questo capolavoro della letteratura italiana! Con pazienza e metodo, anche tu potrai dire di aver "visto le stelle".