
Allora, parliamoci chiaro: la tomba di Papa Giovanni Paolo II. A Roma. Un'esperienza, no?
Un fiume di gente (e qualche spintone)
Ammettiamolo, entrare a San Pietro è già di per sé un'impresa. Ma arrivare alla tomba del "Papa Buono" è come partecipare a un triathlon senza aver fatto allenamento. Fiumi di persone, flash impazziti, un'aria densa di preghiera (e, diciamocelo, un po' di profumo stantio di incenso).
E poi c'è la fila. Oh, la fila! Potrei aver imparato a meditare aspettando. Ho visto famiglie intere organizzare pic-nic silenziosi. Ho quasi fatto amicizia con una signora tedesca che mi ha offerto una caramella alla liquirizia. Quasi. La liquirizia non è il mio forte.
L'emozione... è tangibile?
Dicono che l'emozione sia palpabile. Che si senta un'energia speciale. Io? Forse ero troppo concentrato a non farmi calpestare dai gruppi di turisti giapponesi con le loro macchine fotografiche degne di un documentario National Geographic.
Non fraintendermi, rispetto profondamente la fede e la spiritualità di tutti. Ma onestamente, mi aspettavo un'esperienza... diversa. Forse più intima, meno caotica. Forse sono io che ho un'anima un po' troppo pragmatica.

"Un'altra monetina per Giovanni Paolo II, signore?"
E poi ci sono le monetine. Ovunque. Un vero tesoro sommerso. Mi chiedo se qualcuno si sia mai tuffato lì dentro alla ricerca di qualche raro esemplare. Scherzo, ovviamente! (Ma nemmeno troppo...)
Sono convinto che Papa Wojtyła, da lassù, si faccia una bella risata vedendo tutto questo trambusto. Lui, che amava la semplicità e il contatto con la gente. Scommetto che preferirebbe una partita a calcetto con gli angeli piuttosto che essere sommerso da monetine e flash.

Forse la mia opinione è impopolare, lo ammetto. Ma se dovessi dare un consiglio, direi: prima di affrontare la folla per la tomba, magari prendetevi un bel caffè. E magari portatevi una scorta di caramelle. La liquirizia è opzionale.
Non fraintendetemi, il ricordo di Giovanni Paolo II è importante. Ma forse, per ricordarlo davvero, basterebbe rileggere i suoi discorsi, ascoltare le sue parole, cercare di mettere in pratica i suoi insegnamenti. Senza necessariamente farsi travolgere dalla folla inferocita con la macchina fotografica al collo.

E comunque, se proprio volete lasciare un segno tangibile del vostro affetto, beh, fate una donazione a un'associazione benefica. Sono sicuro che Papa Giovanni Paolo II apprezzerebbe di più.
Detto questo, viva San Pietro! E viva Roma! (E viva anche la pazienza!).
P.S.: Qualcuno sa se si può prenotare un accesso prioritario alla tomba? Giusto per informazione, eh...