Ora Lascia O Signore Testo

Ah, Ora Lascia O Signore! Solo a nominarla, mi sento improvvisamente più spirituale, tipo un monaco che ha appena scoperto il gelato al pistacchio. È una di quelle frasi che ti suonano familiari anche se non sei esattamente un membro del coro papale, non trovi?

Magari l'hai sentita durante un matrimonio. Magari in un film strappalacrime dove qualcuno sta per affrontare una scelta cruciale. O forse, come me, l'hai sentita per la prima volta in un episodio dei Simpson (okay, forse sto esagerando... ma non di tanto!). In ogni caso, Ora Lascia O Signore è un po' come quella vecchia zia che ti abbraccia forte alle feste di Natale: un classico che sa di casa, di tradizione, e – diciamocelo – anche un po' di antico.

Ma cosa significa, esattamente?

Ecco, qui arriviamo al punto cruciale. Ora Lascia O Signore non è esattamente la frase che useresti per ordinare un cappuccino al bar. È piuttosto un'espressione che affonda le radici nella Bibbia, precisamente nel Vangelo di Luca. In pratica, sono le parole di Simeone, un vecchietto che aspetta da una vita di vedere il Messia. E quando finalmente lo vede (cioè, il piccolo Gesù Bambino), esclama con una gioia incontenibile: "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza".

Tradotto in parole povere, è come dire: "Ok, Signore, ho visto quello che dovevo vedere. Posso anche andare in pensione, felice e contento!". È un momento di appagamento totale, un "missione compiuta" che ti fa venire voglia di stappare una bottiglia di spumante (cosa che, probabilmente, Simeone non ha fatto, ma l'idea rende, no?).

Perché è ancora così popolare?

La bellezza di Ora Lascia O Signore sta proprio nella sua universalità. Non importa se sei credente o meno, chiunque può identificarsi con quel senso di completezza, di pace interiore. È quel momento in cui ti senti in armonia con il mondo, quando tutto sembra avere un senso. Tipo quando riesci a infilare il carrello della spesa senza moneta, al primo colpo. O quando trovi il parcheggio perfetto sotto casa, proprio quando pensavi di dover fare tre giri dell'isolato.

02 Febbraio 2022 Presentazione del Signore (Festa della Candelora) a
02 Febbraio 2022 Presentazione del Signore (Festa della Candelora) a

E poi, diciamocelo, la musicalità di questa espressione è semplicemente fantastica. Ora Lascia O Signore! Sembra quasi un incantesimo, una formula magica che ti trasporta in un'altra dimensione. Non a caso, è stata musicata da un sacco di compositori, da Bach a Palestrina. Ogni volta che la sento cantare, mi vengono i brividi (e un'irrefrenabile voglia di imparare il latino, ma questa è un'altra storia).

Usare "Ora Lascia O Signore" nella vita di tutti i giorni: un'idea un po' folle

Ok, forse non è il caso di urlare "Ora Lascia O Signore!" ogni volta che finisci un compito al lavoro (a meno che tu non voglia dare l'impressione di essere un po' eccentrico). Però, puoi sempre usarla internamente, come una sorta di mantra personale.

Cantico di Simeone: ora lascia o signore che io vada in pace
Cantico di Simeone: ora lascia o signore che io vada in pace

Immagina: hai appena finito di pulire casa, i tuoi figli sono magicamente tranquilli e il sole splende fuori dalla finestra. Ecco, quello è un momento perfetto per sussurrare tra te e te: "Ora Lascia O Signore...". Ti sentirai subito più saggio, più sereno, più... Simeone! E magari, chissà, ti verrà anche voglia di scrivere un'enciclica. (No, ok, forse sto di nuovo esagerando... un po').

In conclusione, Ora Lascia O Signore è molto più di una semplice frase religiosa. È un'espressione che racchiude in sé secoli di storia, di arte, di spiritualità. È un invito alla gratitudine, alla consapevolezza, alla gioia. E, soprattutto, è un promemoria che ci ricorda che, prima o poi, tutti noi avremo il nostro momento "Ora Lascia O Signore". E speriamo che sia bello come un gelato al pistacchio in una giornata di sole.