Olimpiadi Green: Il Bilancio Della Sostenibilità A Metà Dei Giochi

Allora, diciamocelo, quando pensiamo alle Olimpiadi, la mente corre subito ai muscoli tesi, agli atleti che sembrano sfidare la gravità e alle medaglie che luccicano. Immaginiamo il tifo da stadio, le facce sudate e quelle esultanze che ti fanno venire voglia di abbracciare il tuo vicino, anche se non lo conosci. Ma quest'anno, oltre al solito tran tran di "più veloci, più in alto, più forti", c'è un altro ingrediente che si fa notare, un po' come quel parente un po' strano ma che porta sempre un sacco di storie: la sostenibilità. Sì, avete capito bene, le "Olimpiadi Green", quelle che puntano a non lasciare un'impronta più pesante del solito sacchetto della spesa dopo una giornata di acquisti sfrenati.

Insomma, a metà strada, è come quando stai preparando una cena importante e ti fermi un attimo a guardare cosa hai messo in tavola. C'è quel piatto che è venuto una meraviglia, tipo l'atleta che ha polverizzato il record del mondo correndo come un fulmine alimentato a pannelli solari. E poi c'è quel contorno che... beh, diciamo che ha ancora bisogno di un po' di "cottura". Come quella volta che avete cercato di fare la torta perfetta per il compleanno di qualcuno e vi siete ritrovati con qualcosa che assomigliava più a un sasso decorato. Ecco, più o meno siamo lì.

Sapore di Vittoria, Odore di Sole

L'idea di base, diciamocelo, è intelligente. Che senso ha organizzare una festa mondiale se poi lasciamo il posto in condizioni peggiori di quando l'abbiamo trovato? È un po' come invitare tutti a casa tua per un barbecue e poi lasciare la griglia incrostata e i piatti sporchi in giro per settimane. Nessuno ci farebbe una bella figura. Quindi, l'obiettivo è quello di rendere questi Giochi più "eco-friendly", tipo che invece di usare l'aereo per ogni spostamento, si pensa di più alle biciclette o ai treni, e invece di buttare via tutto, si cerca di riciclare o riutilizzare il più possibile.

Pensateci bene: ogni volta che guardiamo una gara, c'è dietro un'enorme organizzazione. Immaginate che ogni singola cosa, dal bicchiere d'acqua che beve l'atleta al materiale delle medaglie, venga pensata con un occhio di riguardo per il pianeta. È come quando scegliete il detersivo per i piatti: uno che fa bene al vostro portafoglio e anche all'ambiente, magari senza quell'odore chimico che ti fa pensare agli esperimenti di laboratorio.

E poi c'è il tema dell'energia. Niente più fari che consumano come un'astronave in decollo, ma più energia solare, eolica, quella che ti fa pensare a prati verdi e vento tra i capelli. Un po' come quando a casa vostra decidete di mettere quelle lampadine a LED che fanno risparmiare sulla bolletta e diminuiscono l'impatto ambientale. Piccoli passi, ma che sommati fanno una differenza enorme, proprio come tanti piccoli atleti che, con una buona strategia, possono vincere una staffetta.

Olimpiadi 2024 al via oggi: la sfida della sostenibilità dei Giochi
Olimpiadi 2024 al via oggi: la sfida della sostenibilità dei Giochi

Le Medaglie più Brillanti (e Verdi)

Parliamo di cose concrete, dai. Quanti di noi, dopo aver comprato qualcosa di nuovo, si sono ritrovati con un sacco di imballaggi da smaltire? Ecco, alle Olimpiadi, questo è un problema gigante. Pensate a tutte le divise, le strutture temporanee, i gadget… è una montagna di roba! Quindi, l'idea è di usare materiali riciclati e di cercare di minimizzare gli sprechi. Già si parla di medaglie fatte con metalli recuperati da vecchi cellulari, il che è una cosa da applauso. Immaginate di vincere una medaglia e pensare: "Wow, questo pezzo d'oro era prima nel telefono di qualcuno che magari guardava video di gattini!" È una bella storia, no?

E le sedi? Niente più gigantesche cattedrali nel deserto che rimangono vuote dopo l'evento, ma più un utilizzo intelligente delle strutture esistenti, o la costruzione di impianti che possano essere riconvertiti dopo. È un po' come quando decidete di ristrutturare casa e cercate di recuperare il più possibile, invece di buttare giù tutto e ricominciare da capo. Meno cemento, meno rifiuti, più rispetto.

Olimpiadi 2024: i giochi più green di sempre - GLA Invest
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E il cibo? Sì, anche il cibo conta! Si punta a prodotti locali, stagionali, a ridurre lo spreco alimentare. Niente più buffet che sembrano usciti da un film apocalittico dove metà del cibo finisce nella spazzatura. È come quando a casa vostra, dopo aver cucinato, vi preoccupate di conservare bene gli avanzi e di non buttare via niente di buono. Un pizzico di buon senso, insomma.

I Grandi Atleti del Futuro (e del Presente)

Ma cosa significa tutto questo per noi, che siamo comodamente seduti sul divano a tifare? Beh, innanzitutto ci fa pensare. Ci ricorda che anche le grandi manifestazioni, quelle che sembrano lontane dal nostro quotidiano, hanno un impatto. E che quello stesso impatto, moltiplicato per milioni di persone, può fare davvero la differenza.

È un po' come quando vedete un atleta fare uno sforzo incredibile per sollevare un peso. Ci vuole determinazione, allenamento e una buona dose di coraggio. E anche il percorso verso le Olimpiadi Green richiede tutto questo. Non è facile cambiare le abitudini, soprattutto quando si parla di organizzazioni così grandi e complesse. Ci sono resistenze, ci sono inerzie, ci sono persone che dicono: "Ma che ce ne frega? L'importante è che vinca la mia squadra!".

Le Olimpiadi della Sostenibilità di Würth | Bricoliamo
Le Olimpiadi della Sostenibilità di Würth | Bricoliamo

E a volte, diciamolo, qualche passo falso ci scappa. È normale. Come quella volta che ho provato a fare il pane in casa per essere più ecologico, e mi è venuto un mattone che avrebbe potuto servire per costruire un muretto. Non significa che dobbiamo mollare, giusto? Significa che dobbiamo imparare e riprovare.

Quindi, a metà di queste Olimpiadi, il bilancio è un po' un "in divenire", come un allenamento che ancora non è finito. Ci sono sicuramente degli avanzi di buone intenzioni e di azioni concrete. Ci sono momenti in cui si vede proprio che le cose stanno andando nella giusta direzione, tipo quando vedi una bandiera sventolare al vento senza consumare un kilowatt di energia. E poi ci sono quei piccoli inciampi, quelle cose che ti fanno dire: "Ok, su questo dobbiamo lavorarci ancora un po'".

Olimpiadi: il bilancio del nuoto italiano
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La Prossima Staffetta: Verso un Futuro più Pulito

La cosa bella è che, anche se non stiamo correndo noi in pista, queste Olimpiadi ci ricordano che anche le piccole scelte quotidiane contano. Se pensiamo a quanto bene ci fa una passeggiata all'aria aperta, quanto ci rigenera un prato verde, quanto è importante avere acqua pulita… Beh, tutto questo è collegato. Ridurre il nostro impatto ambientale non è solo una questione di "essere bravi", ma è una questione di preservare quelle cose che ci danno gioia e benessere.

Quindi, mentre guardiamo le gare e ci emozioniamo per le vittorie, forse potremmo anche pensare a come noi, nel nostro piccolo, possiamo rendere la nostra vita un po' più "green". Magari iniziando da quel bicchiere di plastica che si può sostituire con uno riutilizzabile, o scegliendo un mezzo di trasporto meno inquinante. Piccoli gesti, che sommati, sono come una grande squadra che corre verso un traguardo comune.

Il bilancio a metà percorso delle Olimpiadi Green non è un voto definitivo. È più un aggiornamento, un "in corso d'opera" che ci dice: stiamo andando nella direzione giusta, ma c'è ancora strada da fare. E questa è una buona notizia, perché significa che abbiamo ancora tempo per migliorare, per imparare e per correre, un passo alla volta, verso un futuro più pulito. E questo, amici miei, è una medaglia d'oro che vale più di qualsiasi altra.